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Pannella Marco - 13 settembre 1995
PANNELLA: E' CONFALONIERI CHE REMA CONTRO SILVIO
13 settembre 1995

di Marco Pannella (intervista)

Corriere della Sera

SOMMARIO. Secondo Pannella, la maggior parte di quanti stanno vicini a Berlllusconi rema verso il piccolo cabotaggio. Tutta questa Italia è pronta a lavorare per Dini contro Berlusconi e sperano che lui resti nella palude dei partitini e dei partitacci. Meglio, invece, che il Polo si squagli. Tutte le forze si riposizioneranno e Forza Italia ha più vigore di tutti. I CCD, secondo la Cirm, avrebbe meno voti dei Riformatori.

"Marco Pannella parla da Napoli, terreno della sua prossima battaglia elettorale. Ce l'ha con quelli che "da Confalonieri a Mentana, da Letta a Costanzo, vogliono allontanare Silvio dagli argomenti che lo hanno fatto vincere e potrebbero farlo vincere ancora". A Roma un gruppetto di Riformatori protesta sotto l'ufficio di Gianni Letta perché, dicono, i telegiornali Fininvest censurano le notizie sui referendum. "Non è qui che dovete venire, gli studi televisivi non sono in Largo del Nazareno" spiega serafico Letta al deputato Strik Lievers. Ma sa benissimo di essere uno dei destinatari della protesta dei riformatori. Da Napoli, intanto, Pannella attacca la visita ecumenica che il Polo si appresta a compiere ad Amelia, "dove accorrono - dice - i vecchi mercanti del tempio, le caricature del Fanfani antidivorzio, le rane gonfiate dalla generosità di Berlusconi. Da Don Gelmini ci sono andato anch'io. Casini e Mastella se ne sono impadroniti con un'operazione trasformistica tipica di chi, dopo essersi avventato

sulle briciole, spera di arrivare anche alla torta...".

D: Anche Berlusconi sarà da Don Gelmini, eppure ha deciso di appoggiare i vostri referendum. La cosa non è contraddittoria?

R: Contraddittoria? La scelta di Berlusconi è stata tormentata e invece i giornali, la Rai, le tv Fininvest, l'hanno sottilmente censurata. Lui se n'è uscito con un appello con il quale ha detto "appoggio ai referendum come forma di lotta, poi si vedrà quali e come"... E' stata presentata come "Berlusconi approva alcuni referendum". La verità è che tutti, dai suoi alleati del Polo alla gente della Fininvest, hanno paura. Si preoccupano perché sanno che la forza di Silvio sta lì, negli obiettivi liberali e liberisti che gli hanno dato la vittoria il 27 marzo.

D: Che vuol dire "quelli della Fininvest hanno paura" ?

R: Sentono arrivare nuovi padroni e si preparano. Parliamoci chiaro, da quando è diventato presidente della Fininvest, Confalonieri ha una sola preoccupazione: cercare alleati fra chi ha più agganci col partito dei giudici. Di fronte al terrorismo mondiale, Confalonieri ha scelto la via della sopravvivenza... La stessa condivisa e suggerita da gente che dentro la Fininvest ha fatto atto di sottomissione alla sinistra. Oh, lì ci sono ex-piduisti che, passando con i progressisti, hanno ottenuto una nuova verginità. Gente che sta facendo l'impossibile perché Berlusconi non recuperi la forza delle idee che l'hanno fatto vincere.

D: Veramente è Berlusconi che oscilla. Non vorrà farci credere, Pannella, che il Cavaliere non sappia niente delle trattative con Michele Santoro...

R: Io vedo solo che, da mesi, lui vuole una cosa e gli altri un'altra. Berlusconi voleva i referendum sulle Tv e Confalonieri no, per esempio. Insomma, non sarebbe Berlusconi se non avesse riflessi più veloci anche rispetto a quelli dei suoi migliori collaboratori, no? Questo gli è servito per diventare un grande imprenditore, ma ora, nell'impresa politica, denuncia insicurezze. Per questo, nei momenti di incertezza, lascia fare ai suoi.

D: E i "suoi" come dice lei, lo stanno portando lontano da dove vuole Pannella?

R: La maggior parte di quanti gli stanno vicini rema verso il piccolo cabotaggio. Tutta questa Italia è pronta a lavorare per Dini contro Berlusconi e sperano che lui resti nella palude dei partitini e dei partitacci. Meglio, invece, che il Polo si squagli. Tutte le forze si riposizioneranno e Forza Italia ha più vigore di tutti. I CCD, secondo la Cirm, avrebbe meno voti di noi riformatori.

 
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