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Parlamento Europeo - 10 ottobre 1991
Relazioni P.E-parlamenti nazionali

Il Parlamento europeo,

visto il progetto di trattato dell'11 febbraio 1984 che istituisce l'Unione europea,

vista la dichiarazione resa dal presidente in esercizio del Consiglio europeo dinanzi al Parlamento europeo il 25 ottobre 1989,

viste le sue risoluzioni del 12 luglio 1990 sulla preparazione dell'incontro con i Parlamenti nazionali sul futuro della Comunità ("Assise") G.U. n. C 231 del 17.9.1990, pag. 165., del 14 marzo 1990 G.U. n. C 96 del 17.4.1990, pag. 114., 11 luglio 1990 G.U. n. C 231 del 17.9.1990, pag. 91. e 22 novembre 1990 G.U. n. C 324 del 24.12.1990, pag. 219. sulle Conferenze intergovernative nel contesto della strategia del Parlamento europeo in vista dell'Unione europea, del 12 luglio 1990 G.U. n. C 231 del 17.9.1990, pag. 163. e del 21 novembre 1990 G.U. n. C 324 del 24.12.1990, pag. 167. sul principio di sussidiarietà, dell'11 luglio 1990 su un progetto di Costituzione per l'Unione europea G.U. n. C 231 del 17.9.1990, pag. 91., del 12 dicembre 1990 sulle basi costituzionali dell'Unione europea G.U. n. C 19 del 28.1.1991, pag. 65., del 10 ottobre 1990 sull'Unione economica e monetaria G.U. n. C 284 del 12.11.1990, pag. 62. e del 18 aprile 1991 sulla natura degli atti comunitari G.U. n. C 129 del 20.5.1991, pag. 136.,

vista la Dichiarazione finale approvata il 30 novembre 1990 dalla Conferenza dei parlamenti della Comunità,

visto l'articolo 121 del proprio regolamento,

vista la relazione finale della commissione per gli affari istituzionali (A3-220/91),

considerando che la Conferenza dei parlamenti della Comunità, riunita a Roma dal 27 al 30 novembre 1990, ha rilevato la solidarietà profonda che unisce i parlamenti degli Stati e il Parlamento europeo per far evolvere il sistema istituzionale della Comunità verso un'Unione europea di tipo federale,

considerando infatti che tale Dichiarazione finale è stata approvata con 150 voti favorevoli e 13 contrari su 163 suffragi espressi e con 26 astenuti su 189 presenti dei 250 partecipanti alla Conferenza, il che dimostra il largo consenso tra gli eletti a livello nazionale e gli eletti al Parlamento europeo sulla necessità di sviluppare la democrazia nelle istituzioni e negli orientamenti della Comunità,

considerando che le deliberazioni della Conferenza dei Parlamenti hanno consentito di misurare l'ampiezza del duplice deficit democratico che caratterizza negativamente la Comunità, dovuto al trasferimento progressivo di competenze dai parlamenti nazionali al Consiglio, considerando che la Dichiarazione finale della Conferenza definisce chiaramente la strada che le Conferenze intergovernative dovranno percorrere per rafforzare e democratizzare le istituzioni comunitarie,

considerando che, con la loro volontà di difendere le proprie prerogative legislative e di rafforzare il controllo democratico degli esecutivi, i parlamenti nazionali e il Parlamento europeo perseguono, ciascuno nel proprio ambito, obiettivi complementari che rendono necessaria in futuro una loro azione solidale e concertata,

considerando che la Dichiarazione finale della Conferenza propugna nel contempo una cooperazione fra i parlamenti degli Stati e il Parlamento europeo volta a far sì che il principio della legittimità democratica possa operare concretamente e con la massima efficacia sia sul piano comunitario che nei rapporti tra la Comunità e i suoi Stati membri,

rammenta alle Conferenze intergovernative i contenuti della Dichiarazione finale della Conferenza dei parlamenti della Comunità e insiste affinché i risultati delle conferenze intergovernative recepiscano le istanze dei Parlamenti della Comunità;

rammenta che la Conferenza dei parlamenti della Comunità Att: Changement de pas (12) et de police (4) à convertir manuellement.nonAtt: Changement de pas (12) et de police (1) à convertir manuellement. ha approvato proposte per l'istituzione di un "Congresso" composto di parlamentari nazionali ed europei ma si è invece dichiarata favorevole a un'accentuata cooperazione fra i parlamenti degli Stati e il Parlamento europeo, attraverso incontri regolari delle commissioni specializzate, scambi d'informazioni e la convocazione di Conferenze dei parlamenti della Comunità europea quando ciò sia giustificato dalla discussione di orientamenti fondamentali per la Comunità, soprattutto in occasione di Conferenze intergovernative;

si rammarica pertanto che alle Conferenze intergovernative siano state ugualmente presentate proposte per l'istituzione di un "Congresso" ed esprime preoccupazione per i tentativi di trasformare gli incontri regolari delle commissioni specializzate in un Congresso Att: Changement de pas (12) et de police (4) à convertir manuellement.de factoAtt: Changement de pas (12) et de police (1) à convertir manuellement. ;

invita tutte le proprie commissioni parlamentari permanenti a stringere rapporti più stretti con le omologhe commissioni parlamentari nazionali dei vari settori e a dar vita a una reciproca e duratura cooperazione in piena adesione ai principî espressi nella Dichiarazione finale della Conferenza dei parlamenti della Comunità;

ritiene indispensabile che i parlamenti della Comunità esprimano la loro esigenza di meglio veder preso in considerazione il loro rispettivo ruolo ai livelli nazionale e comunitario; auspica che questa presa di posizione dei parlamenti assuma una forma da convenirsi di comune accordo tra di essi e che possa, agli occhi dell'opinione pubblica, costituire un'estrinsecazione solenne dei parlamenti della Comunità;

fa rilevare che solo una migliore diffusione delle informazioni presso i parlamenti degli Stati durante la fase sia preparatoria che di attuazione delle normative comunitarie consentirà loro di rafforzare il proprio controllo parlamentare sui rispettivi esecutivi nel corso dell'iter decisionale comunitario;

ritiene che il rafforzamento dei legami tra i gruppi parlamentari nazionali ed europei di ciascuna famiglia politica costituisca uno strumento particolarmente efficace per lo sviluppo delle relazioni tra i parlamenti degli Stati e il Parlamento europeo;

ribadisce la convinzione espressa nella summenzionata risoluzione dell'11 luglio 1990, secondo cui non è opportuno, per il controllo delle attività comunitarie, affiancare al Parlamento europeo un nuovo organo o Camera dei parlamenti nazionali, che renderebbe ancora più complessa e meno trasparente la procedura comunitaria;

incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alle Conferenze intergovernative, ai parlamenti degli Stati membri, al Consiglio e alla Commissione.

 
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