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Parlamento Europeo - 11 marzo 1992
MERCENARI NUCLEARI

I rischi di proliferazione connessi all'esistenza di "mercenari

nucleari"

Il Parlamento europeo,

A. considerato che eminenti scienziati dell'ex Unione Sovietica

fanno la spola con l'estero, ottenendo inizialmente contratti

temporanei come "professore ospite", per poi firmare

contratti a più lungo termine,

B. considerando che la scienza sovietica, immenso capitale

accumulato grazie agli sforzi di milioni di persone, ha dato

vita a un enorme patrimonio di conoscenze generando

specializzazioni e competenze e producendo altissimi livelli

di know-how,

C. considerando che il 51% degli specialisti degli istituti di

ricerca di Mosca desidera lavorare all'estero e che il 6%

desidera emigrare definitivamente,

D. considerando che, parallelamente al mercato degli scienziati,

si è andato sviluppando un traffico di uranio a bassa

radioattività fra la Comunità di Stati indipendenti (C.S.I.)

e i paesi del Mashrak attraverso la Svizzera e l'Italia,

E. sottolineando in tal campo la responsabilità particolare

della Comunità in quanto principale finanziatore della CSI,

dopo che la Commissione ha assunto la vicepresidenza del

comitato di lavoro "Assistenza tecnica" istituito dalla

Conferenza di Washington,

F. preoccupato per il numero di Stati che cercano di acquisire

la capacità di produrre armi nucleari,

G. particolarmente preoccupato che un gran numero di scienziati

e tecnici precedentemente addetti ai programmi nucleari

militari dell'URSS siano ora disoccupati o sottopagati,

H. riconoscendo l'importanza dell'esperienza acquisita dall'AIEA

e dalla CEEA,

I. considerato il pericolo, ampiamente riconosciuto, che il fior

fiore degli scienziati nucleari dell'ex Unione Sovietica

possa cedere alle offerte allettanti di paesi che cercano di

acquisire o potenziare la loro capacità di armamento

nucleare,

1. si compiace per la decisione di creare un centro

internazionale della scienza e della tecnologia con il

compito di formare e dare lavoro ai 4000 ingegneri nucleari

che lavoravano precedentemente nel quadro di programmi

scientifico-militari sovietici, anche se tale azione potrebbe

essere ritenuta insufficiente;

2. sottolinea che la Comunità europea è il principale sostegno

finanziario del progetto e deplora tanto più il fatto che

l'iniziativa di istituire tale centro sia stata lasciata ad

altri;

3. chiede alla Commissione di

a) presentare proposte concrete per il riorientamento degli

scienziati verso obiettivi civili di ricerca fondamentale e

di recupero del patrimonio scientifico dell'ex-Unione

Sovietica,

b) definire, in accordo con i governi della CSI, una politica

di collaborazione attiva e di scambi fra i centri di ricerca

dell'ex Unione Sovietica e i centri di ricerca comunitari,

c) insistere affinché le competenze degli scienziati vengano

utilizzate per smantellare le armi atomiche e accrescere la

sicurezza nucleare,

d) lanciare un piano di sorveglianza internazionale per

controllare e impedire il traffico di materiali nucleari,

4. insiste sull'urgenza di rendere operativo detto centro in

considerazione del fatto che un numero notevole di scienziati

sono già impiegati da governi che non hanno sottoscritto il

Trattato di non proliferazione nucleare;

5. chiede in tal senso che i responsabili della CSI si impegnino

a evitare una frammentazione delle responsabilità tra le

varie repubbliche nel settore nucleare, sia civile che

militare;

6. fa appello al governo giapponese perché sostenga tale

iniziativa con risorse finanziarie almeno pari a quelle degli

Stati Uniti e della Comunità europea;

7. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente

risoluzione alla Commissione, al Consiglio, ai governi degli

Stati della CSI e dell'Europa centrale e orientale, nonché

ai governi di Stati Uniti e Giappone e al Segretario generale

dell'AIEA.

 
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