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Parlamento Europeo - 12 marzo 1992
I rischi di una catastrofe nel Mar Baltico e nel Mare del Nord

Il Parlamento europeo,

A. constatando che massicce quantità di munizioni sono state

scaricate in diverse località, segnatamente nel Mare del Nord

e nel Mar Baltico, all'indomani della prima e della seconda

guerra mondiale,

B. considerando che tali munizioni sono composte in gran parte da

gas tossici (segnatamente, cianogeno, fosgene e iprite) e che

un'altra parte di tali munizioni quali i siluri e le mine

contiene esplosivi i cui dispositivi detonatori sarebbero

ancora funzionanti,

C. preoccupato dalle notizie concernenti la presenza di

un'autentica "bomba ecologica" nel Mar Baltico presso l'isola

danese di Bornholm,

D. considerando che tale pericolo sembra derivare dalla prassi

seguita fino al 1965 di gettare in mare senza precauzione

alcuna le armi chimiche della seconda guerra mondiale

dell'esercito tedesco, in particolare prodotti estremamente

pericolosi come il "Lost", il "Tabun" e i gas sintetici "Clark

I" e " Clark II",

E. considerando che secondo taluni scienziati le 200.000

tonnellate di armi chimiche affondate, che si trovano a una

profondità di 85 metri a nord-est dell'isola di Bornholm, hanno

prodotto una bolla di gas lunga quasi 400 metri;

F. allarmato per l'enorme rischio ecologico che un'eventuale

esplosione della bolla comporterebbe per il Mar Baltico, e per

i pericoli gravanti sulle popolazioni rivierasche,

G. consapevole che se si verificasse un incidente, per esempio a

seguito di una collisione tra navi, durante la pesca o in

occasione dell'ancoraggio di una nave, le conseguenze non

sarebbero certo trascurabili, tanto per l'ambiente biologico

marino che per un'ampia parte dei litorali, e si

ripercuoterebbero sull'uomo, la fauna e la flora nonchè su

diversi settori economici e sociali quali la pesca e il

turismo,

H. constatando che la maggior parte dei luoghi di scarico sono

ignoti, in quanto alcuni di essi sono coperti dal segreto

militare, mentre altri sono localizzati con precisione, come il

luogo dove sono depositate migliaia di missili in prossimità

della costa belga, a Duinbergen (Knokke-Heist),

I. riferendosi ad altre località dove hanno avuto luogo massicci

scarichi dello stesso tipo, che mettono così direttamente in

pericolo altri mari comunitari, segnatamente la costa

Adriatica, il Golfo di Biscaglia, l'Oceano Atlantico, il Mare

d'Irlanda, il Mare Baltico e lo Skagerrak,

J. constatando l'inesistenza di un qualunque piano anti-catastrofe

destinato a ridurre al minimo i danni in caso di incidente,

1. afferma il principio che ogni tipo di scarico nei mari europei

debba essere vietato e condanna ancora una volta la prassi di

gettare in mare prodotti pericolosi senza tener conto dei

rischi che tale operazione comporta;

2. chiede che siano messe a punto, in cooperazione con le autorità

interessate, carte indicanti i siti nonché i quantitativi e il

tipo di materiale bellico ivi riversato;

3. chiede che le autorità tedesche effettuino un'indagine

approfondita sul caso dell'isola di Bornholm per ricostruire i

dati esatti dell'operazione che ha portato all'affondamento

delle armi, al fine di conoscere il quantitativo di prodotti

chimici presenti in mare e la loro ubicazione e chiede sia

effettuato uno studio sui pericoli provocati dalla bolla di gas

e sulla possibilità di ricuperare i prodotti chimici senza

ulteriori danni per le popolazioni e l'ambiente;

4. ritiene intollerabile e ingiustificabile la situazione attuale

e insiste affinchè tutti i missili bellici siano

ragionevolmente rimossi dai mari comunitari il più rapidamente

possibile in attesa della loro distruzione definitiva e

dell'elaborazione immediata di piani anti-catastrofe;

5. chiede che venga redatta una relazione completa sulle

possibilità di risanamento a breve o lungo termine, con

indicazione delle possibilità di trattamento;

6. chiede insistentemente alla Commissione, al Consiglio e agli

Stati membri di intervenire senza indugi, richiama l'attenzione

dei paesi terzi sul peso delle loro responsabilità in materia

e li invita a fornire immediatamente alla Comunità la

necessaria più ampia cooperazione;

7. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente

risoluzione alla Commissione, al Consiglio, ai governi degli

Stati membri e ai governi dei paesi che si affacciano sul Mar

Baltico.

 
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