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Parlamento Europeo - 12 marzo 1992
SITUAZIONE DEI CURDI IN IRAK

AIUTO UMANITARIO ALLA POPOLAZIONE CURDA DELL'IRAK

Il Parlamento europeo,

A. vivamente preoccupato per la tragica situazione in cui

versano attualmente i curdi dell'Irak e altre popolazioni

della regione, che in un rigido clima invernale patiscono il

freddo e la fame in seguito al blocco delle forniture di

generi alimentari, combustibili e medicinali imposto dal

regime di Saddam Hussein in violazione della risoluzione n.

688 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite,

B. allarmato per i nuovi attacchi sulla popolazione curda a

opera delle forze armate di Saddam Hussein e per il rischio

di un loro intensificarsi dopo il 30 giugno 1992, data di

scadenza del Memorandum di intesa,

C. sottolineando la responsabilità che incombe all'Iran e alla

Turchia di fornire assistenza alle organizzazioni umanitarie,

affinché possano raggiungere quanto più facilmente e

rapidamente possibile le popolazioni colpite,

D. profondamente turbato dalle pressioni esercitate da Saddam

Hussein sui rappresentanti delle Nazioni Unite e delle ONG

in Irak,

E. profondamente preoccupato inoltre per le nuove incursioni

aeree effettuate dalle autorità turche contro i villaggi

curdi dell'Irak settentrionale,

F. richiamandosi ai resoconti degli operatori di varie

organizzazioni umanitarie nazionali e internazionali attivi

nel Kurdistan iracheno, secondo i quali nelle campagne della

regione sono tuttora disseminate innumerevoli mine - in parte

di fabbricazione europea - e il numero delle persone ferite

da tali ordigni ha subito un brusco aumento,

G. ricordando che la Comunità europea e i suoi Stati membri

hanno contribuito in misura notevole alla fornitura di aiuti

umanitari ai curdi iracheni dopo il loro massiccio esodo

verso la Turchia e l'Iran al termine della guerra del Golfo,

1. condanna il blocco imposto da Saddam Hussein, che impedisce

l'arrivo di approvvigionamenti di vitale importanza ai curdi

iracheni;

2. insiste sul dovere che hanno i dodici Stati membri di

garantire, se del caso nel quadro delle istituzioni

comunitarie, che sia applicata la risoluzione n. 688 del

Consiglio di sicurezza dell'ONU; chiede ai governi degli

Stati membri di richiamare l'attenzione del Consiglio di

sicurezza su tale violazione della risoluzione n. 688 e

sollecitare la comunità internazionale a garantire la ripresa

delle forniture destinate ai curdi iracheni;

3. chiede alle Nazioni Unite di garantire la sicurezza dei

profughi curdi e della popolazione dell'Iraq settentrionale

finché non venga assicurato in Irak il pieno rispetto dei

diritti umani, e di prorogare quindi, se del caso, il mandato

delle autorità militari alleate che scadrà nel giugno 1992;

4. invita la Commissione e i governi degli Stati membri a dare

immediatamente l'esempio riprendendo urgentemente gli

approvvigionamenti di generi alimentari, combustibili e

medicinali, restando inteso che ciò potrà richiedere

l'organizzazione da parte della Comunità europea di convogli

di soccorsi, se necessario scortati sotto il comando delle

Nazioni Unite;

5. invita i governi turco e iraniano a cooperare pienamente a

tale operazione;

6. invita la Commissione e i governi degli Stati membri a

prendere le misure necessarie perché siano forniti i

finanziamenti supplementari e l'assistenza diretta che tale

operazione di emergenza potrà richiedere;

7. sollecita vivamente la Comunità e i suoi Stati membri a

predisporre al più presto uomini e attrezzature per una

completa operazione di sminamento nel Kurdistan iracheno;

8. insiste affinché l'Ufficio europeo per gli aiuti di emergenza

recentemente istituito assolva pienamente il compito che gli

incombe, in virtù del suo statuto, di prestare assistenza ai

curdi iracheni, compresi quelli rimasti in Iran e Turchia,

e chiede alla presidenza del suddetto Ufficio di riferirgli

in modo esauriente su tale emergenza;

9. invita la Commissione a elaborare, in collaborazione con le

autorità locali, un programma di ristrutturazione della

regione, in particolare nei settori agricolo, abitativo e

idropotabile;

10. insiste affinché le autorità turche cessino le incursioni

aeree nei villaggi dell'Irak settentrionale, che hanno fatto

vittime fra i civili;

11. insiste affinché il PKK ponga fine alle sue azioni di

violenza;

12. invita la Comunità e gli Stati membri a fornire supporto per

le elezioni di organi politici in programma per il 3 aprile

1992 nel Kurdistan iracheno, assicurando un'idonea assistenza

tecnica d'intesa con le autorità curde, e a garantire lo

svolgimento della consultazione e il rispetto sul piano

politico dei relativi risultati;

13. chiede alla Commissione di riferirgli oralmente e per

iscritto, in occasione della prossima tornata, sulle azioni

intraprese per dar seguito alla presente risoluzione;

14. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente

risoluzione alla Commissione, al Consiglio, alla Cooperazione

politica europea e ai governi degli Stati membri, nonché al

Segretario generale delle Nazioni Unite, ai membri del

Consiglio di sicurezza e ai governi di Turchia, Iran e Irak.

 
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