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Parlamento Europeo - 7 aprile 1992
RETI TRANSEUROPEE

RISOLUZIONE A3-0125/92

sulla comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo "Verso reti transeuropee - Per un programma d'azione comunitario"

Il Parlamento europeo,

- visti la comunicazione della Commissione e il progetto di risoluzione del Consiglio sulle reti transeuropee (COM(90) 0585 - C3-0106/91),

- visti i precedenti documenti di lavoro della Commissione sulle reti transeuropee (SEC(89) 1670, COM(89) 0643 e COM(90) 0310), nonché le conclusioni del Consiglio europeo del 6 dicembre 1989 e del 26 giugno 1991 e la risoluzione del Consiglio del 22 gennaio 1990 ,

- vista la decisione del Consiglio europeo di Maastricht del 10 dicembre 1991 di inserire nel trattato CE un nuovo titolo XII concernente le reti transeuropee,

- viste le proprie precedenti risoluzioni sull'infrastruttura di trasporto, le telecomunicazioni e l'energia,

- visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale e i pareri della commissione per l'energia, la ricerca e la tecnologia, della commissione per i trasporti e il turismo, della commissione per la politica regionale, l'assetto territoriale e le relazioni con i poteri regionali e locali e della commissione per i bilanci (A3-0125/92),

Vitale importanza delle reti transeuropee

1. ritiene che il completamento del mercato interno renda ancora più necessario che le esigenze di infrastrutture della Comunità europea siano concepite in maniera integrata; ritiene che, senza reti transeuropee con infrastrutture adeguate e opportuni collegamenti in settori tanto importanti come i trasporti, le telecomunicazioni, l'energia e la formazione professionale, difficilmente il mercato interno darà i risultati auspicati sul piano economico e sociale; ritiene che le carenze nel settore delle infrastrutture causino, nelle regioni e negli Stati interessati, gravi squilibri e un ritardo nel processo di sviluppo;

2. deplora che ancora oggi gran parte delle nuove infrastrutture europee siano messe a punto in modo isolato e sulla base di esigenze nazionali non coordinate;

3. sottolinea che tale stato di cose ha comportato una mancanza di collegamenti e inutili sovrapposizioni tra le varie reti nazionali, recando così pregiudizio alle economie di scala comunitarie, creando strozzature in tutta la Comunità e producendo costi economici, sociali e ambientali straordinari a breve, medio e lungo termine per i pubblici poteri, le industrie, i servizi e i consumatori europei;

4. ritiene inoltre che tale fenomeno sia stato rafforzato dal persistere di numerose barriere tecniche allo sviluppo di reti transeuropee, quali le differenze negli standard e nelle strutture tariffarie, la diversità delle basi statistiche e le barriere amministrative e giuridiche;

5. accoglie pertanto con favore le recenti iniziative della Commissione volte a sviluppare un programma d'azione comunitario concernente le reti transeuropee, nonché l'inserimento nel trattato, quale nuovo titolo XII, delle reti transeuropee, deciso a Maastricht, poiché ritiene essenziale che la Comunità svolga un ruolo attivo nella definizione delle attuali e future esigenze di infrastrutture e nella soluzione dei problemi di continuità e compatibilità tra le varie reti nazionali, in vista della creazione di un mercato unico europeo;

6. ritiene che, esistendo attualmente nel trattato una base specifica per iniziative nel settore e quindi un più fermo impegno politico a livello comunitario ad affrontare tali problemi, debbano essere avviati il più presto possibile dettagliati programmi d'esecuzione;

Obiettivi prioritari

7. sottolinea che i costi e i benefici dei progetti d'infrastruttura non debbono essere valutati in senso strettamente economico e in termini di profitto a breve termine e che si dovrà procedere anche a una valutazione dei loro effetti più ampia e a lungo termine, ivi compreso un esame globale di tutti i fattori esterni e una corretta valutazione dell'impatto ambientale dei lavori;

8. ritiene che, nell'elaborazione dei necessari schemi direttivi delle interconnessioni e delle nuove reti transeuropee, gli obiettivi prioritari debbano essere il rafforzamento dell'integrazione economica e sociale, un maggiore equilibrio tra le varie regioni, il rispetto dell'ambiente e un potenziamento della crescita globale della competitività del sistema produttivo comunitario;

9. ritiene inoltre che per il conseguimento di autentiche reti transeuropee sia necessario

- pianificare a breve, medio e lungo termine lo sviluppo di tali reti, nonché adattare e coordinare quelle esistenti, con una visione di insieme e in conformità della nuova dimensione del mercato interno e dei suoi effetti sul resto dei paesi europei e sui paesi terzi mediterranei,

- studiare tutte le possibilità che offre l'ingegneria finanziaria al fine di ottenere le risorse necessarie per la costruzione e l'installazione delle infrastrutture, in termini di finanziamento sia pubblico che privato;

- progettare e costruire immediatamente le interconnessioni necessarie per porre termine alle barriere fisiche, tecniche e politiche che finora hanno impedito la connessione delle reti attuali,

- compiere decisi progressi per quanto riguarda, tra l'altro, la normalizzazione tecnica, la regolamentazione, l'armonizzazione delle tariffe, dei procedimenti amministrativi e dei sistemi di trattamento dati, onde garantire l'interoperatività delle reti,

10. ritiene che le tariffe debbano essere calcolate in modo da riflettere l'insieme dei costi d'investimento e di funzionamento delle reti, ivi compresi i costi sociali e ambientali, soprattutto in materia di energia e di trasporto;

11. ritiene che, ai fini di un'utilizzazione ottimale delle reti transeuropee nei settori suddetti, queste ultime debbano essere messe in servizio da professionisti con formazione specifica e di buon livello; ritiene che, come non è possibile uno sviluppo senza infrastrutture, le reti transeuropee non produrranno gli effetti sperati se mancheranno professionisti capaci di ottimizzarne lo sfruttamento e di utilizzare tutte le possibilità che offrono; reputa quindi molto importante prevedere una formazione a livello europeo che consenta di conseguire tale obiettivo e deplora che la proposta della Commissione di considerare la formazione professionale uno dei quattro settori interessati dalle reti transeuropee non sia stata accolta dal Consiglio;

12. accoglie con favore la comunicazione della Commissione concernente "Europa 2000", in cui si ricorda la necessità di un'impostazione coordinata della Comunità per quanto riguarda gli sviluppi futuri del terrritorio comunitario e problemi comuni quali la congestione urbana, lo spopolamento rurale, i cambiamenti nei modelli di distribuzione della popolazione e nelle attività economiche, nonché le situazioni particolari che devono affrontare le zone periferiche, svantaggiate e di frontiera;

13. ritiene particolarmente importante un'adeguata valutazione degli effetti sull'ambiente, la sicurezza e la qualità della vita delle infrastrutture transeuropee proposte;

Estensione delle reti transeuropee al di là della Comunità

14. insiste perché le più ampie esigenze infrastrutturali dell'Europa nel suo insieme siano prese pienamente in considerazione al momento della programmazione delle future reti transeuropee:

- collegamenti con i paesi dell'EFTA, incluse le reti che attraversano l'Austria e la Svizzera, nonché tra la Comunità europea e i diversi paesi della Scandinavia, in modo da consentire un pieno sviluppo dello Spazio Economico Europeo,

- collegamenti tra la Comunità e i paesi dell'Europa centrale e orientale nonché tra questi ultimi; in tale contesto auspica che si studi con urgenza in quale misura possano essere associate al processo le singole repubbliche che compongono la nuova Comunità di stati indipendenti e in che modo possano essere garantiti nuovi collegamenti terrestri con la Grecia,

- collegamenti tra la Comunità e gli altri paesi della regione mediterranea;

Meccanismi comunitari per la progettazione delle reti transeuropee

15. ritiene essenziale che i meccanismi comunitari per la progettazione delle reti transeuropee siano trasparenti ed efficaci e consentano una valutazione degli interessi europei nella loro globalità accanto a quelli nazionali e regionali, così come un adeguato esame dell'intera gamma di fattori economici, sociali e ambientali, nonché la trasparenza e la responsabilità democratica nei confronti delle autorità nazionali e regionali e del Parlamento europeo;

16. accoglie con favore il fatto che il Parlamento verrà associato, mediante la procedura di codecisione prevista all'articolo 189 B alla fissazione delle linee direttrici globali per le reti transeuropee, ma chiede una definizione più chiara della portata di tali direttrici;

17. insiste per partecipare pienamente al processo decisionale comunitario relativo alla cooperazione con paesi terzi per quanto riguarda la promozione di progetti di reciproco interesse e la garanzia dell'interoperatività della rete, per cui non sono state previste disposizioni ad hoc negli articoli del nuovo trattato;

18. accoglie con favore l'idea di una dichiarazione di interesse europeo per quanto riguarda specifiche reti transeuropee, volta a favorire la mobilitazione delle risorse finanziarie mediante l'indicazione che si tratta di un progetto prioritario per la Comunità europea, sempre che siano garantiti in questi progetti di infrastruttura vantaggi diversi da quello economico e, in particolare, il rafforzamento della coesione economica e sociale,

19. sostiene l'idea di un centro di consulenza indipendente che esamini su una base integrata le future esigenze infrastrutturali dell'Europa; fa inoltre notare che la Commissione ha proposto la creazione di un forum europeo di pubbliche autorità, utenti, produttori e consumatori in seno al quale si discutano le esigenze e le tendenze in materia di infrastrutture europee e chiede un ulteriore approfondimento in proposito;

Implicazioni finanziarie e di bilancio

20. ritiene che le infrastrutture, in particolar modo quelle di trasporto, siano un bene divisibile e che pertanto sia possibile, nonostante le difficoltà, non solo quantificare i benefici ricevuti da ciascun beneficiario ma anche ripartire, in funzione di essi, i costi delle infrastrutture; ricorda in tale contesto che vanno presi in considerazione non soltanto i costi e i benefici economici ma anche quelli sociali e ambientali;

21. ritiene che i capitali pubblici e privati svolgeranno un ruolo essenziale nel finanziamento delle reti transeuropee necessarie e che a tale riguardo la Comunità europea dovrà impegnarsi pienamente mediante i suoi strumenti di credito e i fondi comunitari creati a tal fine;

22. ritiene che le reti transeuropee siano importanti sia per le regioni ricche che per le regioni povere della Comunità e che le risorse comunitarie non dovranno provenire principalmente dai Fondi strutturali ma da nuove fonti di carattere complementare e dovranno essere previste nelle nuove prospettive finanziarie successive al 1992;

23. ritiene che l'instaurazione di reti transeuropee che colleghino le regioni periferiche al centro della Comunità nonché queste fra di loro (attraverso i cosiddetti "archi" come l'Arco atlantico e l'Arco mediterraneo) sia essenziale se si vuole consentire a tali regioni di trarre vantaggio dal mercato interno; ritiene inoltre che il presente programma non debba essere confuso con quelli che i vari regolamenti considerano quali applicazioni dei Fondi strutturali;

24. accoglie pertanto con favore la creazione a Maastricht di un nuovo fondo di coesione comunitario, pur lamentando che tale fondo potrà servire unicamente al finanziamento di progetti ambientali e di reti transeuropee nel settore dei trasporti; auspica pertanto un'estensione della sua validità alle reti transeuropee nei settori delle telecomunicazioni, dell'energia e della formazione professionale, che contribuirebbero in modo diretto alla promozione della coesione economica e sociale;

25. ricorda inoltre le sue precedenti richieste di creazione di uno specifico Fondo europeo per le infrastrutture finanziato da un'imposta comunitaria sul consumo di energia, che avrebbe effetti positivi da un punto di vista ecologico e contribuirebbe a uno sviluppo globale equilibrato delle infrastrutture europee;

26. insiste perché, a seguito della revisione delle prospettive finanziarie della Comunità, adeguati fondi comunitari siano destinati allo sviluppo delle reti transeuropee;

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27. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio e ai governi e parlamenti degli Stati membri.

 
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