sulla situazione dei curdi in Turchia
Il Parlamento europeo,
A. ricordando le sue precedenti risoluzioni, in particolare quella del 12 marzo 1992 sulla situazione dei curdi in Irak , concernenti le violazioni dei diritti umani di cui sono vittime i curdi in Turchia e nell'Irak settentrionale, nonché i colloqui avuti in proposito con il Parlamento turco, e deplorando che la riunione della commissione parlamentare mista CE-Turchia, prevista per il 23-25 marzo 1992, sia stata annullata per la seconda volta dai turchi,
B. deplorando le violenze che hanno causato numerose vittime nelle province sudorientali della Turchia, a seguito della celebrazione del Capodanno curdo,
C. considerando che incidenti di questo tipo alimentano la spirale della violenza,
D. considerando che in numerose città vige il coprifuoco totale, che alla stampa non è più consentito di operare liberamente e che la regione si trova in un effettivo stato di guerra,
E. indignato per i nuovi attacchi militari turchi nel Curdistan iracheno, a seguito dei quali hanno perso la vita almeno 60 civili,
F. rammentando le dichiarazioni sui diritti dell'uomo e delle minoranze, emesse dal Consiglio d'Europa e dalla CSCE, di cui anche la Turchia è membro,
G. sottolineando il ruolo vitale che il rispetto per i diritti umani deve svolgere nelle relazioni tra la CE e i paesi terzi, in particolare con i paesi associati,
H. visto l'importante ruolo che, grazie alla sua posizione geografica e alla sua appartenenza alla NATO, alla CSCE e al Consiglio d'Europa, la Turchia potrebbe svolgere per quanto riguarda i rapporti con i paesi dell'area,
1. esprime la propria solidarietà alle famiglie delle vittime di tale ondata di violenze;
2. condanna l'eccessiva portata e gravità dell'azione condotta dall'esercito turco nella Turchia sudorientale, che ha violato i diritti umani fondamentali di cittadini innocenti;
3. condanna gli atti terroristici del PKK e del Dev Sol, che non possono che compromettere gli sforzi del nuovo governo turco per un maggiore rispetto dei diritti umani in tutto il paese;
4. chiede alla Turchia di lottare contro gli atti di terrorismo nel rispetto scrupoloso dei diritti umani e di non ricorrere all'impiego dei militari nel paese;
5. chiede che venga disposta un'inchiesta internazionale per individuare i responsabili di questi scontri sanguinosi tra i militari, le forze dell'ordine e i manifestanti;
6. ribadisce il proprio convincimento che la questione curda può essere risolta solo pacificamente e che questa soluzione è un requisito fondamentale per una democratizzazione in Turchia;
7. rivolge pertanto un appello al governo turco affinché provveda in tutti i modi a ripristinare un clima di fiducia tra lo Stato e i cittadini di questa regione, soprattutto abolendo lo stato d'emergenza, e ad avviare un dialogo in vista di una soluzione democratica, pacifica e rispettosa dei diritti di tutte le popolazioni interessate;
8. invita nuovamente il Consiglio e la Commissione a intraprendere ogni possibile iniziativa nell'ambito della comunità internazionale al fine di pervenire a una soluzione definitiva della questione curda;
9. dà incarico alla commissione parlamentare mista CE-Turchia e alla propria sottocommissione per i diritti umani di seguire da presso la situazione in Turchia, di portarla all'attenzione della commissione per i diritti umani della Grande assemblea nazionale turca e di far luce sulle cause immediate delle violenze;
10. incarica l'Ufficio di presidenza ampliato di esaminare la possibilità di inviare nella regione una delegazione composta da membri della sottocommissione per i diritti umani, della commissione parlamentare mista CE-Turchia e della commissione per gli affari esteri, col compito di seguire da presso l'evolversi della situazione;
11. incarica il proprio Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Cooperazione politica europea, alla Commissione, al Segretario generale del Consiglio d'Europa, al Segretariato della CSCE, alla Grande assemblea nazionale e al governo turchi.