Testo adottato il 9.4.92
RISOLUZIONE A3-0532/92
sulla situazione nella Bosnia Erzegovina
Il Parlamento europeo,
A. turbato per i violenti scontri in atto in Bosnia Erzegovina,
B. allarmato per le ripetute minacce dei dirigenti dell'SDS di innescare la guerra civile qualora la divisione della Repubblica o la creazione di uno Stato confederale non avvengano secondo i criteri definiti da questo partito,
C. convinto che l'unico sistema per promuovere un giusto assetto di pace sul territorio dell'ex Jugoslavia è di riconoscere tutte le Repubbliche quali eredi a pari titolo della Federazione iugoslava,
D. considerando che in ogni parte della Bosnia-Erzegovina, accanto a una maggioranza esistono significative minoranze le quali si sentono legate al loro paese d'origine e desiderano vivere pacificamente,
E. considerando il notevole impegno di tutte le forze pacifiste delle varie repubbiche dell'ex Jugoslavia in favore della salvaguardia dell'integrità della Bosnia-Erzegovina ed esprimendo il proprio appoggio alle forze "anti-guerra",
1. approva il riconoscimento della Bosnia-Erzegovina da parte della Comunità europea e dei suoi Stati membri;
2. condanna le violazioni dei diritti umani (esecuzioni capitali, maltrattamenti, scomparse) commesse da gruppi rivali;
3. invita la Cooperazione politica europea, il Consiglio e la Commissione a compiere quanto in loro potere affinché
- le attuali frontiere siano riconosciute nello spirito della CSCE e della Dichiarazione di Parigi e sia garantita l'integrità della Bosnia-Erzegovina,
- sia ampliato il mandato delle truppe delle Nazioni Unite, di modo che queste possano essere impiegate anche in operazioni di pace nella Bosnia-Erzegovina,
- sia salvaguardata la coesione politica della Repubblica,
- la tutela dei diritti delle minoranze all'interno della Repubblica sia organizzata in conformità degli orientamenti di cui al secondo Capitolo delle "Treaty Provisions for the Convention";
4. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla Cooperazione politica europea, al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e al governo della Bosnia-Erzegovina.