Testo adottato il 9.4.92
Il Parlamento europeo,
A. inorridito dalle notizie relative alla persecuzione di minoranze in Birmania (Myanmar), che ha costretto decine di migliaia di Rohingyas (mussulmani birmani di Arakan) a cercare rifugio nel Bangladesh, e varie centinaia di Nagas a fuggire in India, nonché dal brutale attacco militare contro la minoranza Karen, presso il confine con la Thailandia,
B. richiamando l'attenzione sul monito del Segretario generale delle Nazioni Unite secondo il quale le politiche repressive dello SLORC minacciano di destabilizzare l'intera regione, e rilevando che la prima visita del coordinatore degli aiuti umanitari dell'ONU, recentemente nominato, si svolgerà prima a Rangoon e poi a Dacca,
C. sconvolto nell'apprendere che l'esercito birmano sembra essere stato autorizzato a uccidere, torturare e violentare,
D. ricordando che lo SLORC continua a ignorare i risultati delle elezioni del 1990, a tenere in carcere la vincitrice di tali elezioni, detentrice del premio Nobel e del premio Sacharov, Aung San Suu Kyi, e a perseguitare e a imprigionare i sostenitori di quest'ultima come Tin U, cofondatore con Aung San Suu Kyi della Lega nazionale per la democrazia,
E. preoccupato per le notizie secondo le quali 800 studenti si troverebbero tuttora in carcere per aver festeggiato nel dicembre 1991 l'attribuzione del premio Nobel ad Aung San Suu Kyi,
F. gravemente preoccupato per l'eventualità che la dittatura militare birmana continui a beneficiare dell'intervento di agenzie dell'ONU come l'UNDP, che prevede di fornire alla Birmania aiuti per un totale di 180 milioni di dollari nel periodo 1992-1997,
G. considerando la risoluzione della commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite che deplora il mancato rispetto, da parte dello SLORC, dei diritti umani e dei risultati delle elezioni,
H. ricordando le sue precedenti risoluzioni sulla Birmania,
1. considera le politiche delle attuali autorità birmane una minaccia alla stabilità regionale e accoglie con favore la dichiarazione del Segretario generale dell'ONU in data 6 marzo 1992;
2. ritiene che, a questo punto, le gravi violazioni dei diritti umani in Birmania e la sfida dello SLORC all'opinione pubblica internazionale impongano alla CE e ai suoi Stati membri di assumere l'iniziativa nell'imporre sanzioni;
3. chiede agli Stati membri facenti parte del Consiglio di sicurezza dell'ONU di proporre un embargo obbligatorio sulle forniture di armi alla Birmania;
4. chiede alla Cooperazione politica europea di valutare con il governo del Bangladesh l'opportunità di creare "rifugi sicuri" per i Rohinyas nel Bangladesh;
5. sottolinea quanto sia importante che la Comunità e i suoi Stati membri offrano la massima assistenza possibile al governo del Bangladesh democraticamente eletto nel suo sforzo di aiutare i profughi, tenendo conto dell'estrema miseria del Bangladesh e delle terribili calamità che lo hanno colpito recentemente;
6. chiede al Consiglio e alla Cooperazione politica europea di valutare l'opportunità di attivarsi per esercitare ulteriori pressioni sulle autorità birmane, anche tramite sanzioni commerciali in un contesto multilaterale;
7. chiede ai Dodici di cercare di rinviare l'esecuzione dei programmi di aiuto di agenzie dell'ONU, fatta eccezione per UNICEF, che si trova tuttora in Birmania e gode di una certa indipendenza dallo SLORC;
8. chiede alla Cooperazione politica europea di ricercare la cooperazione dell'ASEAN, dei suoi Stati membri e del Giappone per porre fine all'importazione di legname tropicale di origine birmana che, aggiungendosi alla distruzione delle foreste pluviali, può avere affetti devastanti sull'intero ambiente e fornisce altresì allo SLORC i mezzi per l'acquisto di armi;
9. invita il coordinatore dell'aiuto umanitario dell'ONU a visitare Bangkok e la frontiera birmano-thailandese per rendersi conto di persona della situazione, domanda alla Thailandia di non rimpatriare i birmani fuggiti nel suo territorio e chiede alla comunità internazionale di assistere le autorità thailandesi nell'accoglienza dei profughi;
10. domanda l'immediato rilascio della signora Aung San Sun Kyi e di tutti gli altri detenuti politici;
11. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla Cooperazione politica europea, ai governi del Bangladesh, dell'India, del Giappone e della Thailandia, ai Segretari generali dell'ASEAN e delle Nazioni Unite e allo SLORC.