Testo adottato il 9.4.92
Il Parlamento europeo,
A. richiamandosi all'articolo 5 della IV Convenzione di Lomé e all'articolo 6 della Carta africana sui diritti dell'uomo e dei popoli e tenendo presente la risoluzione del Consiglio del 28 novembre 1991 sui diritti umani, la democrazia e lo sviluppo,
B. ricordando che, analogamente al Consiglio dei ministri della CEE, l'Assemblea paritetica ACP-CEE ha approvato una risoluzione sul buon governo e la promozione dei diritti dell'uomo sulla base di un documento di lavoro della Commissione in cui si sottolinea il posto centrale attribuito alla persona umana nella politica comunitaria in materia di cooperazione allo sviluppo,
C. ricordando che in taluni rapporti di organizzazioni per i diritti dell'uomo si esprimono preoccupazioni sulle violazioni di questi diritti quali, per esempio, le detenzioni a tempo indeterminato decise senza che sussista alcun capo di imputazione o senza che si disponga alcun processo, violazioni che vengono spesso giustificate invocando le norme sull'ordine pubblico,
D. considerando che nella lettera pastorale quaresimale di cui è stata data lettura in tutte le chiese cattoliche del Malawi domenica 8 marzo 1992, per la prima volta la chiesa critica apertamente gli abusi nell'amministrazione della giustizia e le restrizioni alla libertà di espressione,
E. preoccupato per le accuse di sedizione lanciate contro i vescovi del Malawi, sconvolto dalla decisione del Congresso di tale paese di condannare a morte i vescovi e profondamente turbato dalla notizia secondo cui nel Malawi chi si trova in possesso di questa lettera episcopale cattolica sarebbe perseguibile penalmente,
F. osservando che la Conferenza episcopale anglo-gallese ha ufficialmente espresso il proprio sostegno alla lettera pastorale e ai vescovi affermando che "oggetto della lettera era il bene pastorale della chiesa e della gente del Malawi",
G. preoccupato per l'interrogatorio da parte della polizia di cui sono stati oggetto, il 10 marzo, l'arcivescovo James Chioma, i cinque vescovi Mkhori, Chimole, Assolari, Chamgwera e Chisendera nonché monsignor John Roche, firmatari della lettera pastorale, e preoccupato per la loro sicurezza,
H. deplorando altresì l'arresto e la continua detenzione di Simon Mhone, di Sydney Kwelepeta, di Sam Chirwa e di Dennis Nkawazi,
1. plaude al coraggioso atteggiamento assunto dai vescovi cattolici del Malawi e da quanti dentro e fuori delle organizzazioni ecclesiastiche hanno criticato in pubblico le attuali tendenze della situazione politica del paese;
2. esprime la propria solidarietà al popolo del Malawi impegnato nella ricerca della libertà e dello sviluppo;
3. rivolge un appello al governo del Malawi affinché si mostri tollerante nei confronti delle critiche fatte in pubblico con intenti costruttivi e provveda esso stesso a promuovere i diritti e le libertà dei popoli come indicato nelle Convenzioni internazionali e nella IV Convenzione di Lomé, facendo pure in modo di garantire la sicurezza dei vescovi cattolici e di quanti hanno mosso critiche dando prova di grande coraggio; chiede al governo del Malawi di garantire che i vescovi non siano sottoposti ad alcuna forma di restrizione e abbiano il diritto di esprimere le proprie opinioni;
4. si rallegra per il rilascio, alla fine del 1991, di 88 prigionieri politici e per le notizie del rilascio, nel gennaio 1992, di 50 detenuti politici;
5. incoraggia il governo del Malawi a proseguire nella revisione delle cause riguardanti i detenuti politici e ad abolire, sul piano giuridico e pratico, la detenzione senza processo;
6. esorta pertanto il governo del Malawi a rilasciare i prigionieri sopra menzionati;
7. esorta inoltre il governo del Malawi a rilasciare Chakufwa Chihana, Segretario generale del Consiglio di coordinamento del Southern Africa Trade Union, arrestato recentemente al ritorno dallo Zambia;
8. invita la Cooperazione politica europea a condannare sistematicamente le violazioni del diritti umani nel Malawi e a intervenire ancora perché sia garantita la sicurezza dei vescovi;
9. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Cooperazione politica europea, all'Ufficio di presidenza dell'Assemblea paritetica ACP-CEE, all'Organizzazione dell'Unità Africana e al governo del Malawi.