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Parlamento Europeo - 9 aprile 1992
SICUREZZA NUCLEARE

sulla sicurezza nucleare nei paesi dell'Europa centro-orientale e della Comunità di Stati indipendenti

Testo adottato il 9.4.92

Il Parlamento europeo,

A. considerando che l'incidente verificatosi il 24 marzo 1992 nella centrale nucleare "Leningradskaya-3" di Sosnovy Bor, nelle vicinanze di San Pietroburgo, riporta in primo piano i problemi della sicurezza nucleare nei paesi dell'Europa centro-orientale, compresi quelli della Comunità di Stati indipendenti (CSI),

B. considerando che l'Agenzia internazionale dell'energia atomica ritiene che le condizioni di sicurezza dei reattori di tipo RBMK (Cernobil, Sosnovy Bor, ecc.) e VVER-440/230 (Bohunice, Kozlodouy, ecc.) lascino molto a desiderare e che problemi preoccupanti rimangano tuttora nei reattori di tipo VVER-440/213; considerando l'impossibilità materiale, per questi reattori, di raggiungere i livelli di sicurezza attualmente imposti negli Stati della Comunità europea,

C. considerando che la produzione di elettricità di origine nucleare è un elemento della massima importanza per l'economia dei paesi dell'Europa centro-orientale e della CSI,

D. considerando che, nelle sue conclusioni, la Conferenza internazionale sulla sicurezza dell'energia nucleare (Vienna 1991) fa appello a una convenzione internazionale in materia e che la cooperazione internazionale rappresenta uno strumento prezioso ai fini di un'impostazione concertata della sicurezza nucleare, particolarmente utile per contribuire alla soluzione dei problemi che pongono gli impianti situati nell'Europa centro-orientale e nella CSI,

E. considerando il programma comunitario di assistenza tecnica ai paesi dell'ex URSS e le possibilità che potrebbero offrire a questi paesi programmi comunitari quali THERMIE, SAVE e JOULE, programmi di cui occorre garantire il livello di finanziamento,

F. considerando che, con tecnologie avanzate, è possibile raggiungere un elevato livello di efficacia energetica sfruttando le grandi risorse di gas naturale, di petrolio e di carbone, ma che è tuttavia necessario prevedere un periodo di transizione di almeno 5 anni per disporre degli strumenti appropriati ed avviare azioni del caso per evitare futuri incidenti,

G. considerando che la commissione per l'energia, la ricerca e la tecnologia e la commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori stanno esaminando le questioni inerenti,

1. constata che la soluzione dei problemi comportati dalle centrali nucleari più pericolose dei paesi dell'Europa centro-orientale esigerebbe una spesa notevolmente superiore, all'importo dell'assistenza tecnica attualmente concessa nell'ambito dei programmi PHARE e dell'assistenza tecnica prevista a favore dell'ex URSS, le cui priorità dovrebbero essere riviste radicalmente; che la disintegrazione del tessuto industriale e l'avvilimento dei tecnici in codesti paesi rendono difficoltoso il rinnovo dei sistemi del parco nucleare nel suo insieme;

2. ricorda che è necessario concentrare gli sforzi comunitari sugli impianti nucleari che, per le loro caratteristiche, potrebbero garantire un livello di sicurezza analogo almeno a quello delle ordinarie centrali occidentali ad acqua pressurizzata (PWR) (impianti da iscrivere in un elenco elaborato dalla Commissione nel quadro di una relazione in materia, che dovrà essere sottoposta quanto prima all'esame del Parlamento europeo), nonché incoraggiare parallelamente, mediante un programma energetico a medio e lungo termine dotato di finanziamenti adeguati, la chiusura progressiva delle centrali nucleari più pericolose, ponendo sotto controllo i loro materiali nucleari, e la loro sostituzione con altre forme di produzione di elettricità, mettendo l'accento sui risparmi di energia, sulla produzione decentrata, sulle energie rinnovabili, sull'utilizzazione razionale dell'energia e ricorrendo a progetti di alta efficacia energetica;

3. chiede alla Commissione di proseguire gli sforzi di cooperazione con codesti paesi allo scopo di definire norme di sicurezza e metodi di misura, di epidemiologia e di analisi armonizzati per la concezione , il funzionamento, il declassamento e la gestione dei residui degli impianti nucleari, con l'obiettivo di limitare i rischi per i lavoratori, la società nel suo insieme e l'ambiente, e di proporre ricerche eco-radiologiche urgenti nelle regioni di Celyabinsk, Semipalatinsk e della Nuova Zemlya, nonché eventuali misure appropriate di aiuto e di ripristino, in cooperazione con i paesi dell'OCSE;

4. deplora che in passato l'AIEA non abbia effettuato ricerche nè elaborato relazioni chiare sulla sicurezza delle centrali nell'ex URSS e chiede all'AIEA spiegazioni esaurienti quanto al mancato rispetto dei suoi obblighi;

5. chiede alla Commissione di rafforzare le misure complementari di informazione sugli incidenti nucleari, di promuovere gli scambi fra gli operatori delle centrali nucleari dei paesi dell'Europa centro-orientale e della Comunità, ricorrendo alla collaborazione degli esperti della CE, dell'AIEA e della WANO, e di introdurre misure di accompagnamento che evitino l'esaurimento del capitale umano in questo settore;

6. chiede al Consiglio di incoraggiare l'applicazione dell'esperienza acquisita dalla Commissione nel settore del controllo di sicurezza della CEEA alla cooperazione internazionale con i paesi dell'Europa centro-orientale che desiderino introdurre un sistema di verifica sui materiali nucleari che, attualmente, rappresentano un elemento di destabilizzazione sulla scena mondiale;

7. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla Cooperazione politica europea, ai governi e ai Parlamenti degli Stati membri, nonché all'OCSE, all'AIEA e alle autorità dei paesi dell'Europa centro-orientale e della Comunità di Stati Indipendenti.

 
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