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Parlamento Europeo - 10 aprile 1992
RICONVERSIONE DELLA BASE MISSILISTICA DI COMISO

RISOLUZIONE A3-0122/92

Risoluzione Alexander LANGER

sulla riconversione a usi civili della base militare missilistica di Comiso (Sicilia)

Testo adottato il 10.4.92

Il Parlamento europeo,

- vista la proposta di risoluzione dell'on. Lo Giudice sull'impiego a scopi civili della base missilistica di Comiso (B3-0621/90),

- viste le proprie risoluzioni del 14 marzo 1989 sulle esportazioni europee di armi , del 13 luglio 1990 sul disarmo, la riconversione dell'industria bellica e le esportazioni d'armi e del 18 aprile 1991 sul commercio di armi ,

- vista la relazione della commissione per gli affari esteri e la sicurezza (A3-0122/92),

A. ricordando che nell'ultimo decennio della "guerra fredda" tra i due blocchi Est-Ovest, e in relazione all'installazione di missili SS-20 in territorio europeo attuata da parte dell'URSS nel 1977, la NATO aveva deliberato, con la sua cosiddetta "doppia decisione" presa nel dicembre 1979, di dispiegare in Europa un certo numero di "missili a media gittata" (INF, Intermediate Range Nuclear Forces) e di avviare negoziati volti a ridurre il numero dei missili in Europa,

B. ricordando che in seno alla NATO era stato convenuto che alcuni degli Stati alleati avrebbero accettato di collocare nei rispettivi paesi un certo numero di missili "Pershing II" e "Cruise" e che tale decisione era stata via via attuata,

C. considerando che l'installazione a Comiso, in Sicilia, di una base missilistica del "487th Tactical Missile Wing" dell'"Us Air Force" è stata decisa e attuata a suo tempo dal governo italiano in tale quadro, con l'esplicita assunzione dell'impegno, di fronte al parlamento, che l'obiettivo reale doveva essere la rinuncia a questi sistemi di armamento non appena si fossero verificate le condizioni politico-militari stabilite dalla "doppia decisione NATO",

D. ricordando che tale base missilistica era stata collocata nell'aeroporto "Vincenzo Magliocco" a Comiso, per l'installazione di 108 missili Cruise (GCLM, "Ground launched Cruise Missiles"),

E. considerando che, in seguito allo storico accordo dell'8 dicembre 1987 concluso a Washington tra i presidenti Reagan e Gorbaciov, si è aperta la strada per una consistente riduzione dei missili in Europa, e che sulla base di tale accordo era previsto lo smantellamento dei missili "Cruise" anche a Comiso,

F. considerando che nel gennaio 1990 l'amministrazione Bush aveva deciso di procedere alla chiusura di una serie di basi americane all'estero, tra cui quella di Comiso, e che nel marzo 1991, con due mesi di anticipo rispetto alla scadenza prevista, gli ultimi "euromissili" a testata nucleare ancora installati in Europa sono stati ritirati da Comiso per essere riportati negli Stati Uniti e avviati alla distruzione,

G. considerando che la Sicilia subisce un'elevata presenza di impianti e installazioni militari che - anche a prescindere da Comiso - vede attive ulteriori basi americane e NATO e che elevato risulta anche il rischio nonché il numero di incidenti effettivi registrati ogni anno in connessione con tale presenza (aerei precipitati, collisioni navali, disastri aeronavali sfiorati, incidenti mortali, ecc.),

H. considerando che non solo le diverse autorità regionali e locali (regione siciliana, provincia di Ragusa, comuni di Vittoria e di Comiso) si sono chiaramente pronunciate in favore della riconversione a usi civili della ex-base missilistica di Comiso ma che il governo italiano ha esplicitamente assunto tale impegno di fronte al parlamento italiano,

I. informato che al parlamento italiano e all'assemblea regionale siciliana sono state presentate svariate interrogazioni e proposte di legge e di risoluzione tendenti ad assicurare la sollecita riconversione civile e a garantire il miglior modo per individuare la destinazione civile più adatta per l'ex-base missilistica di Comiso,

J. informato che, allo stato attuale, diverse sono le utilizzazioni civili proposte e discusse, in varie sedi e da diverse amministrazioni, per l'ex-base missilistica di Comiso, che vanno dall'istituzione di centri di studi e di ricerche internazionali sulla pace, sul disarmo, sui diritti civili e l'amicizia tra i popoli mediterranei, all'istituzione di un aeroporto civile, di un centro di ricerca, e forse anche operativo, per la protezione civile in caso di calamità naturali, di un centro di studi e ricerche sull'applicazione pacifica di tecnologie avanzate o di ricerca su "energie pulite", di un "Politecnico mediterraneo", sino a usi prettamente commerciali (stoccaggio e commercializzazione di prodotti ortofrutticoli),

K. consapevole che in molti Stati della Comunità (e al di fuori di essa) nuovi problemi occupazionali e di destinazione alternativa di siti e impianti sorgono in seguito all'auspicato e ormai possibile processo di disarmo e di riconversione civile di strutture sinora funzionali a scopi militari,

L. fermamente convinto che le autorità nazionali, regionali, locali interessate a questo problema debbano farvi fronte con decisione e priorità e che debbano poter contare sul sostegno della Comunità, soprattutto nel quadro dei programmi concernenti i fondi di sviluppo regionale e i fondi specificamente destinati alla riconversione civile di impianti e strutture militari, già istituiti o da istituire,

M. fermamente convinto che la trasformazione, o la riconversione, per usi civili di strutture sinora destinate a scopi militari sia un problema che riguarda l'intero continente europeo e che richieda quindi una sempre maggiore cooperazione fra l'Europa occidentale e i paesi dell'Europa orientale,

N. informato che nel quadro del programma PERIFRA ("Regioni periferiche e attività compromesse") sono stati concessi aiuti destinati in 25 casi (e con un impegno finanziario di 21.000.000 ECU nel 1991) alla riconversione di basi militari in Germania, nel Regno Unito, in Francia, in Spagna, nei Paesi Bassi, in Danimarca e in Belgio, nonchè alla riconversione di industrie di armamenti nel Regno Unito, in Francia e in Portogallo,

O. ritenendo inoltre che il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), destinato a ridurre le disparità di sviluppo e di ricchezza tra le regioni della Comunità, e che già vede incluse le regioni dell'Italia meridionale, possa essere utilmente indirizzato anche a sostenere programmi di riconversione di attività e impianti militari a scopi civili, nel quadro del risanamente e del rilancio economico delle regioni interessate,

1. si rallegra dell'asportazione, ormai avvenuta, degli ultimi "euromissili" a testata nucleare dalla base di Comiso in Sicilia;

2. si associa agli auspici delle autorità regionali e locali interessate per la sollecita riconversione dell'ex-base missilistica a scopi civili, alleggerendo così la già consistente ipoteca che numerosi impianti e strutture militari esercitano sulla Sicilia;

3. ritiene che la posizione geografica, la tradizione storica e culturale e lo stesso recente passato del territorio in cui è situata l'ex-base missilistica di Comiso possano predestinarla a un uso di pace di valenza europea e mediterranea, con un forte valore simbolico e buone infrastrutture operative;

4. è consapevole che tale scelta spetta innanzitutto alle popolazioni direttamente interessate e alle istituzioni democratiche alle quali ne è stata affidata la più diretta rappresentanza;

5. esprime la propria disponibilità a concorrere per favorire, nei modi più opportuni, la ricerca del migliore uso civile dell'ex-base, dichiarando un forte interesse europeo alla vocazione internazionale che l'area di Comiso potrebbe rivestire nel quadro degli sforzi per il disarmo, il dialogo tra popoli e culture e la pacificazione durevole del Mediterraneo;

6. ritiene che la Comunità debba ormai affrontare il problema della riconversione civile di impianti e infrastrutture militari, con una sistematica politica di finalizzazione di adeguate rierche e risorse nel quadro dell'impiego dei suoi fondi strutturali e regionali e con un opportuno aumento dell'entità dei mezzi finanziari a tal fine disponibili;

7. invita la Commissione a compiere quanto prima, in collaborazione con le autorità nazionali e regionali interessate, uno studio e una valutazione dei mezzi necessari a questo scopo e a riferirgli in merito, in modo che si possa quantificare l'entità delle esigenze e scegliere le priorità;

8. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al parlamento e al governo della Repubblica italiana, nonchè all'assemblea e al governo regionale della Sicilia.

 
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