sull'educazione sanitaria e l'abuso di droghe negli Stati membri della Comunità europea e del Consiglio d'Europa
Il Parlamento europeo,
-visto l'articolo 121 del suo regolamento,
-viste le raccomandazioni formulate nel 1982 dall'Assemblea del Consiglio d'Europa sul ruolo dell'educazione sanitaria nella prevenzione della tossicodipendenza (R(82)5),
-vista la sua risoluzione del 9 ottobre 1986 sul problema della droga, basata sulla relazione e sulle raccomandazioni della sua commissione d'inchiesta sul problema della droga G.U. C 283 del 10.11.1986, pag. 80.,
-vista la risoluzione dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro del 1987, riguardante le misure contro l'abuso di droga e alcol nella vita attiva e sociale,
-vista la risoluzione del Consiglio dei ministri dell'istruzione del 23 novembre 1988 (89/C3/01) sull'educazione sanitaria nelle scuole e compiacendosi della successiva creazione di un gruppo di lavoro di rappresentanti degli Stati membri sull'educazione sanitaria nelle scuole,
-vista la proposta di risoluzione dell'on. Pimenta sul doping nello sport (B3-624/90),
-vista la relazione della commissione per la gioventù, la cultura, l'istruzione, i mezzi di informazione e lo sport (A3-0341/91),
A.compiacendosi della priorità riservata alle strategie volte a ridurre la domanda in occasione del Vertice mondiale sulla droga svoltosi a livello ministeriale a Londra nell'aprile 1990,
B.accogliendo con favore la risoluzione del Consiglio del 30 novembre 1990 sull'azione comunitaria per combattere l'uso di droghe, compreso l'abuso di farmaci, soprattutto nello sport,
C.accogliendo con favore la risoluzione del Consiglio dei ministri dell'istruzione del 3 dicembre 1990 sul ruolo dell'educazione nella lotta contro la droga nonché la risoluzione sulla riduzione della domanda di narcotici e sostanze psicotrope, adottata dal Consiglio dei ministri della sanità il 29 novembre 1990,
D.approvando la priorità riservata alle strategie volte a ridurre la domanda sul piano europeo per la lotta contro la droga, elaborato dal Comitato europeo per la lotta contro la droga (CELAD) e adottato dal Consiglio europeo il 13 e 14 dicembre 1990 a Roma,
E.compiacendosi dei progetti pilota in materia di educazione sanitaria che hanno ottenuto il sostegno del Consiglio d'Europa, della Comunità europea e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nonché dell'iniziativa "Corso estivo europeo sull'educazione sanitaria", cofinanziata dalla Comunità europea e dall'OMS,
F.consapevole delle attività svolte da vari organismi europei ed internazionali nella lotta contro le droghe illecite, fra i quali il gruppo Pompidou, il CELAD, la Comunità europea, il Consiglio d'Europa, l'Organizzazione Mondiale della Sanità e le Nazioni Unite,
G.considerando che l'abuso di droghe continua a rappresentare un problema di rilievo per tutti i paesi dell'Europa occidentale e minaccia di colpire le popolazioni dell'Europa orientale nel prossimo futuro,
H.considerando che la fornitura di droghe illecite non potrà mai essere totalmente arrestata e che le valutazioni relative alla vendita di droghe illecite a livello mondiale superano un valore di 100 miliardi di ECU all'anno,
I.considerando che i paesi dell'Europa occidentale stanno dedicando una crescente attenzione all'educazione preventiva quale miglior mezzo per ridurre la domanda di droghe illecite,
J.considerando che l'educazione sull'abuso di droga viene svolta per lo più nel quadro dell'educazione sanitaria generale,
K.considerando che l'educazione rimane responsabilità precipua delle autorità nazionali ma che la sua efficacia deve essere tuttavia rafforzata attraverso azioni comunitarie,
L.considerando che lo scambio nazionale ed internazionale di informazioni sulle strategie educative che hanno avuto esito positivo possono favorire lo sviluppo di strategie nazionali e locali concernenti l'educazione in materia di droga,
M.considerando che l'uso di sostanze illecite e stimolanti nello sport rappresenta un problema sempre più grave che interessa tutti i paesi europei,
N.considerando che la Commissione ha proposto e il Consiglio ha approvato, con la risoluzione del 12 febbraio 1992 G.U. n. C 44 del 19.2.1992, pag. 1., un Codice di condotta antidoping che sarà diffuso nei prossimi mesi e considerando però che tale codice non comprende tutti i suggerimenti e gli interventi proposti nella presente risoluzione,
1.raccomanda che l'educazione sulla droga si svolga entro l'ambito dell'educazione sanitaria globale e sia riconosciuta come forma di prevenzione sin dalla più giovane età, onde aiutare i bambini ad aiutare se stessi;
2.raccomanda che l'educazione sulla droga, tesa a prevenirne l'uso indebito, sia integrata ai problemi sociali e sanitari nell'ambito di un approccio multidisciplinare e che, fin dalla più giovane età, venga riconosciuta come forma di prevenzione, visto che l'offerta non potrà mai essere effettivamente eliminata;
3.raccomanda di effettuare un esaustivo rilievo delle buone politiche e strategie educative nei paesi della Comunità europea e del Consiglio d'Europa, affinché le migliori idee a livello locale e regionale possano essere mutuate a livello nazionale ed europeo;
DISPARITA' CULTURALI
4.ritiene che sebbene i principi comuni di base possano essere concordati a livello europeo, per essere efficace l'educazione sulla droga nell'ambito dei programmi di educazione sanitaria dovrebbe essere adattata alla situazione culturale e sociale prevalente a livello locale in ogni Stato membro;
APPROCCIO ALL'EDUCAZIONE SULLA DROGA
I. Giovani in età scolare
5.sottolinea che è essenziale una tempestiva istruzione sanitaria in materia di droga: i bambini devono ricevere un'educazione preventiva sia a livello elementare che secondario, specialmente in ambienti a rischio elevato;
6.sottolinea che l'educazione in materia di abuso di droghe deve svolgersi a tre livelli: a livello primario per i bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni; a livello secondario per i ragazzi di età compresa tra i 12 e 16 anni ed infine ad un livello superiore e al di fuori della scuola, sia per i giovani che per i genitori;
7.sottolinea che le scuole dovrebbero essere strutturate in modo da facilitare una strategia che dia priorità all'educazione sulla droga come parte di un programma integrato di studi in materia di educazione sanitaria e sociale;
8.sottolinea che l'educazione sulla droga dovrebbe mirare a
a)incoraggiare gli studenti a riconoscere i vantaggi di uno stile di vita fondamentalmente sano e che escluda l'uso di droghe
b)fornire loro precise informazioni sugli effetti dannosi delle droghe sulla loro salute e sulle modalità di assunzione
c)fornire loro le capacità necessarie per resistere alle sollecitazioni ad assumere droghe;
9.sottolinea che l'educazione dovrebbe assicurare l'apprezzamento dei giovani, per aiutarli a superare insicurezze e complessi nonché a creare valori, autocoscienza e sicurezza e a intrattenere relazioni basate sulla reciproca fiducia con genitori e professori;
10.sottolinea che le attività educative dovrebbero essere integrate da attività culturali, ecologiche e sportive che contribuiscano allo sviluppo della personalità dei giovani e suggeriscano uno stile di vita che non renda necessario il consumo di sostanze stimolanti;
11.sottolinea che dovrebbe essere avviato un accurato studio sociologico per meglio comprendere le nozioni che i giovani hanno delle diverse droghe; che l'impatto sui giovani delle campagne di sensibilizzazione antidroga dovrebbe essere valutato con precisione; che i risultati di tali lavori permetteranno di perseguire una maggiore efficacia delle campagne d'informazione in materia di droga; rileva che è necessario uno studio tra i bambini di tutte le età per capire la loro nozione di droga e la reazione alle campagne educative in materia;
II.Educazione per gli insegnanti, i medici generici e altri professionisti
12.rileva che l'educazione sulla droga dovrebbe far parte dei corsi di formazione professionale di ogni insegnante, medico generico e di altri professionisti come gli assistenti sociali, le infermiere, i poliziotti, gli agenti carcerari e gli agenti cui sono affidate le persone in libertà vigilata;
13.rileva che sarebbe opportuno istituire in tutti i paesi corsi d'educazione sulla droga destinati agli insegnanti e favorire l'attività in questo campo del personale scolastico in collaborazione con agenti esterni anziché dipendere esclusivamente da oratori esterni che tengono conferenze periodiche;
14.rileva che occorrerebbe scoraggiare gli insegnanti dall'assumere approcci di carattere punitivo nei confronti degli allievi che utilizzano droghe, data la loro scarsa efficacia;
15.rileva che in ogni istituto secondario e superiore dovrebbe essere creata un'unità specifica o incaricata una persona specializzata che operino indipendentemente dal corpo insegnante, ma in stretta collaborazione con esso, al fine di permettere ai giovani in difficoltà di esprimere il loro disagio;
III.Educazione di genitori e parenti
16.rileva che i genitori detengono un ruolo ed una responsabilità di rilievo nel settore della prevenzione e dell'educazione mediante il loro atteggiamento, esempio e condotta;
17.rileva che è necessario che i genitori instaurino un dialogo con i figli fin dalla tenera età, basato sulla fiducia reciproca; che è quindi vitale che tutti i genitori ricevano un certo grado di formazione in materia di droghe e possano accedere direttamente alla letteratura specifica e ad altre fonti d'informazione;
18.rileva che troppo spesso i genitori non dedicano tempo sufficiente al dialogo con i figli e che si lascia quindi svanire la possibilità che questi ultimi si confidino con loro; che i gruppi per l'assistenza ai genitori e i gruppi di volontariato possono aiutare i genitori di ambo i sessi a capire l'esigenza di un regolare dialogo con i figli;
IV.Educazione sulla droga impartita dalle organizzazioni volontarie
19.rileva che le organizzazioni volontarie riconosciute, spesso basate a livello locale o regionale, dovrebbero essere sostenute nell'ambito delle iniziative in materia educativa, poichè spesso possono rivolgersi alle comunità locali con maggiore efficacia delle autorità nazionali;
20.rileva che le organizzazioni volontarie riconosciute inaugurano con frequente successo metodi o materiali per l'educazione/informazione e le autorità nazionali dovrebbero analizzare queste risorse e, se del caso, anche utilizzarle;
21.rileva che sarebbe opportuno che le associazioni locali di giovani, associazioni sportive comprese e le associazioni di famiglie e di genitori fossero incoraggiate e ricevessero l'aiuto finanziario da parte dei governi e di altri organismi;
V.Educazione attraverso i mezzi di informazione
22.rileva che la pubblicità antidroga andrebbe limitata a messaggi accuratamente mirati;
23.rileva che i mezzi di informazione ben si prestano a destare la coscienza del pubblico in merito a problemi di carattere generale;
24.rileva che i messaggi dei mezzi di informazione devono essere coerenti tra di loro ed adeguati alle collettività alle quali si rivolgono;
25.rileva che i giornalisti dovrebbero essere tenuti informati su base regolare in merito ai fatti;
26.rileva che occorrerebbe compiere una valutazione degli effetti positivi o negativi dei programmi televisivi, delle cassette video, delle diapositive e dei manuali di istruzione ogniqualvolta sia possibile e prima che siano diffusi su ampia scala;
ESIGENZA DI UN COORDINAMENTO A LIVELLO LOCALE, NAZIONALE ED EUROPEO
27.rileva che è necessario concordare le strategie globali nazionali e internazionali, consentendone un adeguamento alle circostanze locali;
28.rileva che sarebbe opportuno fornire lo scambio sistematico di informazioni tra i vari paesi europei nonché lo sviluppo di misure comuni di valutazione dell'efficacia delle politiche di educazione in materia di droga;
29.rileva che occorrerebbe promuovere progetti pilota europei sull'educazione in materia di droga, per sperimentare nuove impostazioni;
30.rileva che affinché le azioni locali abbiano successo, è necessario un elevato livello di coordinamento tra i servizi pubblici e privati, gli istituti di insegnamento e i gruppi volontari; che tale coordinamento dovrebbe incudere tutte le parti in causa (organizzazioni di genitori, corpi insegnanti, educatori specializzati, associazioni per l'aiuto ai tossicodipendenti, corpi sanitari, etc.);
INVESTIMENTI NELL'EDUCAZIONE
31.chiede che i fondi resisi disponibili in seguito alla confisca dei beni dei trafficanti di droga dovrebbero essere utilizzati per ogni azione preventiva e, più in particolare, per facilitare l'educazione a livello locale e nazionale;
32.chiede che sia creata una linea permanente nel bilancio delle Comunità europee per favorire lo sviluppo della cooperazione europea sull'informazione e l'educazione in materia di droga e sulla valutazione dei relativi programmi;
33.chiede che i fondi comunitari siano assegnati in modo da accentuare al massimo l'effetto globale di diffusione, anziché sostituirsi a progetti locali e nazionali che necessitano di finanziamenti locali;
34.chiede che le autorità locali e nazionali riconoscano l'importanza di destinare più denaro e risorse all'educazione sulla droga;
EDUCAZIONE SUL LUOGO DI LAVORO
35.ritiene che i datori di lavoro dovrebbero fornire ai dipendenti la possibilità di conoscere gli effetti negativi delle droghe lecite ed illecite nella vita familiare e lavorativa, soprattutto in attività nelle quali la sicurezza costituisca un fattore fondamentale, come nelle compagnie aeree;
36.ritiene che a loro volta i datori di lavoro, e in particolare i servizi del personale, debbano essere istruiti in merito a tutti gli aspetti connessi alla droga e ai tossicodipendenti;
REINSERIMENTO NELLA SOCIETA'
37.ritiene che occorra fornire la possibilità di "reinserire", formare o riqualificare gli ex tossicodipendenti, per consentire loro di trovare un posto di lavoro e far di nuovo parte della società, anziché ritornare nell'ambiente della droga;
38.ritiene che i datori di lavoro e le autorità locali debbano essere incoraggiati a sviluppare un atteggiamento positivo verso l'assunzione di ex tossicodipendenti e a superare i timori di una loro ricaduta nella tossicodipendenza;
DROGA NELLO SPORT
39.Per quanto attiene alla legislazione afferma che
-gli Stati membri della Comunità devono ratificare quanto prima la convenzione antidoping (n. 135 del Consiglio d'Europa) fatta a Strasburgo il 16 novembre 1989 e attuare le misure previste dalla stessa;
-la legislazione sulla disponibilità e la detenzione di sostanze vietate utilizzate nello sport dovrebbe essere uniformata a livello europeo ed internazionale;
-le società farmaceutiche a livello comunitario e mondiale dovrebbero essere tenute ad elencare le sostanze contenute nelle droghe che potrebbero contravvenire agli attuali regolamenti antidoping nello sport del Comitato olimpico internazionale o ad altri regolamenti antidoping internazionali, come avviene attualmente in Francia;
-nessuna specialità medicinale può essere pubblicizzata allo scopo di "migliorare le prestazioni sportive";
-le sostanze comprese nelle liste C.I.O. o in liste predisposte dalle autorità europee (Agenzia europea per i farmaci) o da autorità nazionali non possono essere concesse al pubblico senza presentazione di ricetta medica;
40.per quanto attiene all'accertamento antidoping afferma che
-in ottemperanza alla risoluzione del Consiglio n. 90/C 329/013 la Commissione deve presentare la proposta comunitaria relativa alla metodologia clinica e laboratoristica da seguire per le diagnosi di doping;
-tutte le maggiori gare che si svolgono in Europa dovrebbero essere soggette al controllo antidoping;
-l'accertamento del doping dovrebbe essere effettuato sistematicamente tanto durante le sedute di allenamento quanto nel corso delle gare;
41.per quanto attiene alle sanzioni afferma che
-la complessa gamma di sanzioni per l'uso di droga attualmente utilizzata dalle Federazioni sportive nazionali ed internazionali deve essere ulteriormente semplificata e uniformata per quanto possibile, sia tra i vari paesi che tra le varie discipline sportive;
-una cooperazione ed una normalizzazione internazionali e interfederative dovrebbero garantire un equo trattamento su controlli e sanzioni in materia di doping per gli atleti di discipline sportive diverse;
42.per quanto attiene all'educazione ed informazione afferma che
-occorrerebbe incrementare l'attività di formazione e informazione e le iniziative in materia di educazione sanitaria contro l'uso di droghe nello sport, al fine di modificare l'impostazione orientandola verso uno sport senza droghe;
-i programmi di educazione e informazione dovrebbero essere diretti specialmente agli allenatori e ai medici che operano a contatto con gli sportivi;
-l'informazione sul doping nello sport dovrebbe formare materia obbligatoria del corso di studi negli istituti di educazione fisica e formazione sportiva;
-le iniziative in materia educativa dovrebbero fornire metodi efficaci per massimizzare il potenziale di rendimento senza droga;
-speciali programmi educativi collegati alla diffusione del Codice europeo antidoping devono essere destinati ai giovani in età evolutiva e attuati nelle scuole di ogni ordine e grado;
-le federazioni sportive, i Comitati olimpici nazionali e le associazioni private che operano in ambito sportivo sono tenuti ad organizzare corsi di educazione contro il doping;
-il Codice antidoping e tutto il materiale promosso dalla Comunità deve essere pubblicizzato nelle sedi pubbliche e private di attività sportive;
-i contenuti della presente sezione "droga nello sport" sono parte integrante dei programmi informativi, educativi e operativi promossi dalla Commissione e pertanto vengono diffusi insieme al Codice antidoping;
43.per quanto attiene alle iniziative europee afferma che
-occorre promuovere a breve termine le iniziative europee volte a combattere il doping nello sport, affinché possano essere attuate prima delle Olimpiadi di Barcellona del 1992;
-le organizzazioni governative e non governative delle prossime Olimpiadi e le federazioni sportive che vi invieranno atleti dovrebbero adottare ogni iniziativa possibile per garantire che gli atleti si allenino e le competizioni si svolgano senza l'uso di droghe;
-ogni Stato membro dovrebbe istituire un'agenzia nazionale "antidoping" che coordini le misure destinate ai loro atleti e sportivi;
-occorrerebbe istituire una banca dati paneuropea sui programmi e le iniziative antidoping per un coordinamento e uno scambio di informazioni tra autorità europee;
44.per quanto attiene alla collaborazione europea afferma che
-occorre rafforzare le attuali reti di collaborazione sui metodi per l'accertamento del doping e la cooperazione tra i laboratori di analisi dei paesi europei al fine di sviluppare un approccio e tecniche uniformi; ciò dovrebbe comportare il ricorso a laboratori accreditati dal CIO;
-gli agenti doganali europei dovrebbero collaborare in materia di controllo delle importazioni illecite di sostanze anabolizzanti nonché di produzione e commercio illegali di altre sostanze come le anfetamine;
-sarebbe opportuno istituire programmi di ricerca in collaborazione, per ottenere migliori procedure di accertamento al fine di rintracciare l'uso di sostanze vietate sull'arco di lunghi periodi;
45.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, ai governi degli Stati membri e al Consiglio d'Europa.