RISOLUZIONE B3-0661/92/riv. PRESENTATA DALLA COMMISSIONE AMBIENTE E DALLA COMMISSIONE ENERGIA SULLA CONFERENZA DELLE NAZIONI UNITE SULL'AMBIENTE E LO SVILUPPO (UNCED) E APPROVATA DAL P.E. IL 14/5/92Il Parlamento europeo,
- viste le sue risoluzioni del 13 giugno 1991 sull'energia e l'ambiente,
- vista la sua risoluzione del 13 giugno 1991 sugli strumenti economici e fiscali applicati alla politica ambientale,
- vista la sua risoluzione del 13 febbraio 1992 sulla partecipazione della Comunità alla Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente e lo sviluppo (UNCED),
- vista la comunicazione della Commissione al Consiglio concernente una strategia comunitaria per limitare le emissioni di anidride carbonica e migliorare l'efficienza energetica (SEC(91) 1744),
- visti gli impegni assunti dal Consiglio dei ministri per l'energia e l'ambiente nelle sessioni del 29 ottobre 1990 e del 13 dicembre 1991 in merito alla necessità di adottare urgenti misure volte a ridurre o almeno stabilizzare entro il 2000 le emissioni di CO2,
- viste le risoluzioni approvate dall'Assemblea paritetica ACP-CEE il 20 febbraio 1992 a Santo Domingo sull'indebitamente (663/92), sulle interrelazioni tra sviluppo, debito, povertà e disarmo (587/92) e sulle implicazioni, per gli Stati ACP-CEE, dell'UNCED (659/92),
- vista la relazione pubblicata nel 1989 dalla Commissione mondiale per l'ambiente e lo sviluppo ("relazione Brundtland") nonchè le relazioni presentate dalla Commissione Brandt e dalla Commissione Palme,
- viste le proposte intese a stabilizzare e ridurre le emissioni di CO2 presentate dalla Commissione il 13 maggio 1992,
- visto che la stipulazione di una convenzione globale sul clima è uno degli elementi indispensabili per il successo della Conferenza dell'ONU sull'ambiente e lo sviluppo (UNCED), prevista a Rio de Janeiro nel giugno del 1992,
A. considerando che l'UNCED offre alla comunità mondiale un'occasione unica per definire e porre in atto politiche che tengano conto della fondamentale interdipendenza essenziale tra vita, attività umana e situazione dell'ambiente naturale, così come del nesso esistente tra sfruttamento economico e degrado ambientale,
B. considerando che l'interazione tra sviluppo, sfruttamento economico e degrado ambientale favorisce i paesi ricchi e ritenendo che la diversità dei livelli di sviluppo sia un criterio ingiusto per quanto riguarda lo sfruttamento dell'ambiente sul nostro pianeta, poichè ogni individuo deve avere in via di principio il diritto a partecipare in misura equa a tale sfruttamento,
C. considerando che è un'esigenza imperativa di porre rimedio alla fame nel mondo e alle conseguenze, ai fini della salvaguardia dell'ambiente, dell'incremento demografico e della povertà, dal momento che l'interdipendenza su scala pianetaria, lo "sviluppo sostenibile" e la responsabilità morale del mondo sviluppato sono concetti assolutamente indissociabili tra loro,
D. considerando che l'obiettivo di stabilizzare le emissioni gassose potrà essere raggiunto solo grazie all'adozione di una strategia globale e coerente, la quale abbracci tutte le attività umane che sono all'origine del problema delle emissioni di gas con effetto serra e, quindi, anche i settori dell'energia, dei trasporti, dell'industria e dell'agricoltura,
E. considerando che sarà necessario sfruttare a fondo tutte le possibilità offerte dai risparmi energetici e da un più ampio ricorso alle fonti di energia meno inquinanti,
F. considerando che l'effetto serra ha carattere pianetario ed esige con urgenza precisi impegni soprattutto da parte dei paesi industrializzati, allo scopo di ridurre le emissioni derivanti dal consumo di energia,
G. considerando che l'UNCED sarà coronata da successo solo se comporterà impegni giuridicamente vincolanti, sotto forma di obiettivi precisi e trasferimenti di risorse,
1. deplora che gli Stati membri non abbiano ottemperato agli impegni assunti nella riunione del 13 dicembre 1991 per quanto riguarda la trasmissione di dati alla Commissione riguardo ai programmi nazionali per la riduzione delle emissioni gassose;
2. chiede al Consiglio di definire, nel rispetto degli orientamenti indicati dal Parlamento, la posizione che la Comunità intende assumere al Vertice di Rio in materia di riduzione delle emissioni di anidride carbonica;
3. considera in proposito che un'attiva presenza della Comunità europea e la sua credibilità dipendano dalla capacità della CEE non solo di indicare a Rio degli impegni, ma anche di avanzare delle proposte concrete in merito a strumenti e mezzi d'azione;
4. ritiene che in questo contesto gli Stati membri della Comunità dovrebbero impegnarsi a destinare lo 0,7% del loro P.I.L. agli aiuti pubblici per lo sviluppo;
5. deplora che la presentazione da parte della Commissione di misure volte a ridurre le emissioni di CO2 sia stata ritardata fino a sole due settimane prima della Conferenza UNCED, impedendo così alla Comunità di decidere tali misure in tempo per la Conferenza; deplora inoltre la proposta della Commissione di subordinare gli strumenti fiscali comunitari intesi a ridurre le emissioni di CO2 all'introduzione di misure analoghe da parte dei suoi principali partner dell'OCSE, Stati Uniti compresi; ritiene che ciò attribuisca ad alcuni paesi terzi, tra cui gli Stati Uniti, un potere di veto sulla politica comunitaria;
6. è del parere che l'UNCED non si concluderà con esito positivo se non comporterà impegni giuridicamente vincolanti in merito a obiettivi e trasferimenti di risorse precisi e chiede al Consiglio e alla Commissione di informare gli altri partecipanti all'UNCED che la Comunità considererà un insuccesso la mancata adozione di provvedimenti a carattere vincolante;
7. invita la Commissione a presentare quanto prima il programma ALTENER a favore dei progetti dimostrativi sulle energie rinnovabili;
8. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai governi e parlamenti degli Stati membri.