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Parlamento Europeo - 14 maggio 1992
BERS - RISOLUZIONE B3-660, 664 e 674/92

sulla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS)

Il Parlamento europeo,

-vista la prima assemblea annuale della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), svoltasi il 13 e 14 aprile 1992 a Budapest,

-vista la relazione annuale della BERS per il 1991,

-viste le proprie precedenti risoluzioni sulla BERS,

A.considerando che nei paesi dell'Europa centro-orientale vi è un immenso bisogno di ristrutturazione e di investimenti di provenienza sia nazionale che estera, nonché l'esigenza di sviluppare settori privati e pubblici compatibili con strutture di mercato orientate sulla concorrenza,

B.dichiarandosi consapevole che l'afflusso di capitali d'investimento destinati al miglioramento delle infrastrutture e dell'apparato produttivo costituisce un presupposto fondamentale per la riuscita del processo di ristrutturazione;

C.dichiarandosi consapevole che i paesi occidentali, in particolare la Comunità europea, hanno un interesse sostanziale nel successo di tale trasformazione economica poiché in caso contrario essi risentirebbero direttamente degli effetti negativi di una situazione di instabilità in Europa centro-orientale e nella Comunità di Stati indipendenti (CSI);

D.prendendo atto della proposta del Consiglio direttivo della BERS, secondo cui le limitazioni in materia di finanziamento e attività applicate all'ex URSS non dovrebbero più valere per la CSI e gli altri Stati ex sovietici, mentre gli impegni assunti nella CSI non dovrebbero oltrepassare il 40% del portafoglio totale delle operazioni,

E.considerando l'aumento del numero dei paesi in cui la Banca agisce, cosa che potrebbe limitare il finanziamento di progetti di importanza fondamentale,

F.preoccupato per le reazioni pubbliche verso le recenti attività della Banca e il ruolo da essa svolto nel coordinamento degli aiuti occidentali all'Europa dell'Est,

G.ricordando che la Comunità europea, i suoi Stati membri e la BEI dispongono complessivamente della maggioranza (51%) del capitale azionario della BERS,

1.si compiace della relativa rapidità con cui la Banca è stata in grado di organizzare le sue azioni e dotarsi di una struttura operativa che le consente di soddisfare in parte le esigenze finanziarie dei paesi interessati, per quanto gravi esse siano, ma prende anche atto della lentezza con cui i fondi sono assegnati;

2.osserva che il tasso di impegno dei valori netti e dei prestiti dovrebbe continuare ad aumentare progressivamente, cosa che potrebbe richiedere un esame dei progetti possibili più ricco di immaginazione e più flessibile sul piano procedurale;

3.fa notare l'esigenza di una chiara definizione degli specifici compiti europei sui quali la BERS potrebbe incentrare le sue attività, in modo da evitare una sterile concorrenza con le banche commerciali nonché tra le istituzioni finanziarie internazionali e rendere complementari gli sforzi volti ad assistere i paesi dell'Europa centrale e orientale nella trasformazione delle loro economie;

4.sottolinea l'esigenza di un più stretto coordinamento tra gli strumenti di aiuto comunitario all'Europa orientale, allo scopo di introdurre una gamma di attività specificamente europea;

5.chiede a questo proposito che, per quanto riguarda l'assegnazione di crediti BERS agli Stati subentrati all'ex URSS, venga soppressa la limitazione relativa al livello di partecipazione al capitale e invita il Consiglio direttivo a garantire che il proposto aumento delle operazioni nella CSI non si traduca in una riduzione delle operazioni in altri paesi dell'Europa centro-orientale aumentando eventualmente a tale scopo il capitale della Banca;

6.sottolinea l'importanza di sostenere una strategia generale di cooperazione regionale nei paesi dell'Europa centrale e orientale e nelle Repubbliche dell'ex Unione Sovietica;

7.si compiace dell'istituzione di uffici in loco che fungano da filiali nei paesi in cui la Banca opera per consentire il trasferimento di competenze e trarre vantaggio dalle conoscenze esistenti in loco;

8.reputa che la distinzione tra investimenti pubblici e privati dovrebbe essere più flessibile e sottolinea in particolare la necessità che la Banca partecipi a joint ventures mediante capitale proprio allo scopo di promuovere e attirare finanziamenti provenienti da altre fonti, incluse le banche commerciali;

9.ritiene sia necessario, nell'ambito dei fondi disponibili, accordare un particolare sostegno alle misure infrastrutturali orientate sugli investimenti, compresi i settori delle telecomunicazioni e dei servizi finanziari;

10.invita tuttavia la BERS a snellire sensibilmente le procedure per l'assegnazione dei crediti e a eliminare gli ostacoli burocratici per conseguire una maggiore efficacia in termini di ristrutturazione dei beneficiari dei crediti;

11.ritiene che la trasformazione delle economie dei paesi dell'Europa centrale e orientale debba essere pienamente coerente con i principi dell'Europa sociale;

12.è inoltre convinto che uno dei compiti della BERS potrebbe consistere nel far fronte all'esigenza specifica di investimenti problematici sotto il profilo ambientale, per esempio mediante il finanziamento di interventi urgenti in materia di sicurezza come nel caso dei reattori nucleari dell'Europa dell'Est;

13.chiede che la Commissione lo informi a scadenze regolari circa le sue attività di coordinamento al fine di rendere complementari gli interventi tra PHARE, BERS, BEI e le altre risorse finanziarie;

14.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi degli Stati membri, alla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo nonché alla Banca europea per gli investimenti.

 
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