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Parlamento Europeo - 14 maggio 1992
RUOLO DELLE O.N.G. - RISOLUZIONE A3-0029/92

sul ruolo delle Organizzazioni non governative nella cooperazione allo sviluppo

Il Parlamento Europeo,

-visti i rapporti annuali della Commissione al Consiglio concernenti la cooperazione con le Organizzazioni non governative (ONG) europee nei settori riguardanti i paesi in via di sviluppo, e visto in particolare il rapporto per l'esercizio 1989,

-vista la propria risoluzione sulla cooperazione tra la Comunità Europea e le organizzazioni non governative sul terreno della cooperazione allo sviluppo,

-visti i risultati delle assemblee generali annuali delle organizzazioni non governative per lo sviluppo tenute in collegamento con la Commissione,

-vista la relazione della commissione per lo sviluppo e la cooperazione (A3-0029/92),

A.considerando il ruolo specifico e insostituibile svolto dalle ONG per la definizione e la messa in pratica delle politiche di cooperazione allo sviluppo, ivi comprese quelle della Comunità europea,

1.si compiace della grande importanza che la cooperazione tra le ONG e la Comunità europea riveste per l'aiuto allo sviluppo e sottolinea che questa cooperazione funziona globalmente in maniera molto soddisfacente;

2.si compiace in particolare del continuo e cospicuo rafforzamento della parte del bilancio comunitario messa a disposizione delle ONG o spesa per il loro tramite, che nel 1990 ha raggiunto oltre 318.000.000 ECU; ritiene che ciò sia perfettamente coerente con la necessità di rafforzare e qualificare l'intervento comunitario in materia di cooperazione allo sviluppo; sottolinea in particolare la progressione continua della linea relativa alla partecipazione comunitaria alle azioni in favore dei paesi in via di sviluppo attuate dalle ONG;

3.deplora tuttavia che tale linea di bilancio rimanga sensibilmente al di sotto delle esigenze espresse dalle ONG e riconosciute dai servizi competenti della Commissione;

4.ritiene che questa linea - il cui tasso di esecuzione dei fondi a disposizione è sempre assai vicino al 100% - debba continuare a crescere in maniera più sostenuta di quanto non sia accaduto fino a oggi, perchè sia possibile rispondere positivamente alle richieste delle ONG, visto che una parte significativa dei progetti giudicati idonei non può essere sostenuta a causa della scarsità delle risorse a disposizione;

5.riconosce i caratteri specifici dell'azione delle ONG nei PVS (coinvolgimento attivo delle popolazioni, flessibilità e autonomia d'azione, soddisfacimento diretto dei bisogni fondamentali dei meno favoriti, ecc.) e approva e incoraggia a questo riguardo l'accento posto in maniera crescente sull'appoggio delle ONG europee al rafforzamento finanziario, tecnico e istituzionale delle ONG e altre associazioni del Sud, favorendone così l'autonomia e potenziandone il ruolo nelle società; ritiene che a questo fine le ONG europee debbano continuare a rafforzare la loro professionalità ed efficacia, per essere dei partner sempre più affidabili sia delle associazioni del Sud che delle istituzioni comunitarie;

6.riconosce il carattere innovativo degli interventi delle ONG e la loro sensibilità per l'aspetto culturale delle azioni, la loro attenzione a tematiche come quelle dello sviluppo sostenibile, della condizione e del ruolo della donna, della democrazia di base e dell'organizzazione autonoma delle popolazioni, il loro ruolo di congiunzione fra Nord e Sud mediante le azioni di educazione allo sviluppo nel Nord, basate sull'esperienza acquisita attraverso le azioni di aiuto allo sviluppo nel Sud, nonchè la loro capacità di mobilitazione della società civile del Nord intorno alle tematiche della solidarietà con il Sud;

7.riconosce la particolare utilità ed efficacia delle azioni condotte dalle ONG, derivante dal loro approccio specifico e dalla loro conoscenza approfondita delle realtà concrete, che costituiscono un contributo complementare e originale rispetto all'aiuto pubblico fornito dalla Comunità; sottolinea in particolare il carattere assolutamente insostituibile del contributo delle ONG, in particolare

a)in materia di esecuzione dell'aiuto d'emergenza, soprattutto nelle fasi pre-emergenza e post-emergenza;

b)in materia di distribuzione degli aiuti - soprattutto alimentari - nelle situazioni di assenza dello Stato di diritto o comunque di garanzie sufficienti quanto al loro regolare utilizzo;

c)in situazioni specifiche come quelle alla base del programma d'azione riguardante le vittime dell'apartheid in Sudafrica;

8.prende atto in generale dei successi conseguiti dalle ONG, le quali, pur avendo spesso a disposizione mezzi economici modesti, riescono, grazie alle forti motivazioni ideali ed etiche e al livello di professionalità raggiunto, ad agire e intervenire anche in situazioni di emergenza e di grave difficoltà;

9.sottolinea il ruolo sempre più importante delle ONG nella distribuzione dell'aiuto alimentare, che nel 1989 ha interessato aiuti per 127.000.000 ECU, vale a dire il 19% circa del totale dell'aiuto alimentare comunitario;

10.ritiene comunque indispensabile che, al di là delle loro azioni in materia di distribuzione dell'aiuto d'urgenza e dell'aiuto alimentare, le ONG possano continuare a dedicare una parte sostanziale delle loro attività ai progetti rivolti a uno sviluppo duraturo e a lungo termine;

11.sottolinea in particolare che una delle funzioni assolutamente prioritarie delle ONG consiste nel promuovere una mobilitazione crescente delle società civili europee intorno ai problemi dello sviluppo; chiede a tal fine alla Commissione che sia garantito un sostegno crescente al finanziamento di azioni di educazione allo sviluppo rivolte all'opinione pubblica europea e di campagne che mobilitino tale opinione pubblica negli Stati membri; ritiene che sia auspicabile applicare in maniera flessibile il limite del 10% dei fondi per il co-finanziamento fissato per i contributi comunitari ai progetti di educazione allo sviluppo, soprattutto tenendo conto che occorre rafforzare il legame tra questi progetti e quelli realizzati nei PVS;

12.ricorda a questo proposito il ruolo importante delle ONG nella mobilitazione, grazie ai rapporti con le società civili europee, di risorse finanziarie addizionali a favore dello sviluppo poichè, nel quadro del cofinanziamento effettuato con la Comunità, ogni ECU fissato dalla Commissione si traduce mediamente in un investimento finale di 2,5 ECU;

13.ribadisce che comunque il valore essenziale delle azioni delle ONG esistenti risiede nella capacità di mobilitazione delle risorse umane, al Nord come al Sud, e contemporaneamente nella loro capacità di ottenere risultati concreti aventi un impatto positivo per determinati gruppi di popolazione più povera o meno favorita;

14.si dichiara inoltre profondamente convinto che una delle funzioni centrali delle ONG che dovrà già nel prossimo futuro divenire sempre più importante ed essere sempre più valorizzata, è quella di contribuire alla crescita delle società civili negli stessi PVS e partecipare così a un ampio processo di democratizzazione dal basso, aiutando soprattutto la costituzione di strutture e reti di ONG e altri raggruppamenti, in particolare nelle aree rurali di questi stessi paesi (ONG del Sud),

15.ritiene che occorra estendere e sviluppare quanto già previsto dal capitolo XII delle condizioni generali per il cofinanziamento, al fine di rafforzare le attività e le strutture delle ONG del Sud e di altre associazioni; ribadisce la necessità di permettere alle ONG e ad altre associazioni del Sud di accedere direttamente alla cooperazione ufficiale comunitaria allo sviluppo, anche utilizzando le aperture previste dalla cooperazione decentrata nella IV Convenzione di Lomé;

16.sottolinea che, conformemente ai principi d'azione enunciati nella comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sui diritti umani, la democrazia e la politica di cooperazione allo sviluppo (SEC(91) 61), oltre che alle disposizioni della Convenzione di Lomé IV in materia di cooperazione decentrata e a quelle in corso d'adozione relative ai paesi dell'America Latina e dell'Asia, la cooperazione diretta tra la Comunità, le ONG del Sud e altre associazioni dovrà avere uno sviluppo prioritario nella prospettiva di contribuire all'organizzazione delle società civili e alla crescita della democrazia politica, economica e sociale;

17.sostiene a questo proposito gli sforzi per dotare la linea B7-5077 "cooperazione decentrata" del bilancio comunitario di fondi che permettano l'avvio effettivo di talune operazioni;

18.ritiene necessario, alla luce dell'evolversi della situazione in Sudafrica e consapevole del parere espresso da leader di spicco che rappresentano le varie parti del quadro politico, estendere la portata della cooperazione comunitaria al Sudafrica, compreso il sostegno a programmi nel settore abitativo, dell'istruzione, sanitario, ecc. e identificare nuovi canali in tal senso, senza escludere quelli già esistenti, qualora opportuno; a tal fine auspica tra l'altro che proseguano i rapporti tra la Comunità e i partner già consolidati;

19.ricorda che la necessaria preservazione dell'indipendenza e dell'autonomia d'azione delle ONG deve andare di pari passo con la necessità di inserire in maniera coerente la loro azione nel quadro generale della concezione e dell'esecuzione della politica di aiuto allo sviluppo definita e messa in atto dalla Comunità; chiede alla Commissione di assicurare i mezzi e il coordinamento indispensabili a questo riguardo;

20.ritiene che il cofinanziamento, così come le altre operazioni di cooperazione con la Comunità, si debba rivolgere al ventaglio più ampio possibile di ONG e che a questo proposito le procedure amministrative preventive debbano limitarsi allo stretto necessario, concentrando al termine dei progetti l'effettuazione di un più rigoroso controllo, che dovrà essere essenzialmente esercitato per valutare l'efficacia dei progetti stessi; accoglie positivamente, a questo riguardo, la pubblicazione di una valutazione dei progetti di educazione allo sviluppo realizzati nella Comunità;

21.invita la Commissione a formulare proposte al fine di rendere chiare, coerenti e omogenee le procedure di accesso delle ONG alle varie azioni della Comunità, anche qualora non riguardino la DG VIII;

22.ritiene improrogabile la necessità di incrementare l'organico dei servizi preposti al cofinanziamento presso la Direzione generale VIII e di garantirne nel contempo l'adeguata composizione; auspica altresì che si ricerchino tutte le possibilità di alleggerimento e di razionalizzazione dei relativi meccanismi di gestione;

23.sottolinea l'importanza di assicurare, nell'insieme della Comunità, ai cooperanti che lavorano nei PVS nel quadro delle ONG uno status che garantisca una protezione sociale soddisfacente e non costituisca un elemento dissuasivo per coloro che desiderino impegnarsi in tale tipo di attività; si attende dalla Commissione che presenti al più presto un rapporto di valutazione d'insieme su tale questione così come le è stato richiesto in seguito alla raccomandazione 85/308/CEE del Consiglio;

24.ritiene che la Comunità debba svolgere un ruolo sempre più importante nel coordinamento delle azioni e nell'uso delle risorse complessivamente a disposizione, nella Comunità e nei suoi Stati membri, per la cooperazione allo sviluppo, al fine di garantire una maggiore coerenza ed efficacia degli interventi;

25.si compiace della tenuta di regolari incontri annuali tra la propria commissione per lo sviluppo e la cooperazione e il Comitato di Collegamento delle ONG, incontri che garantiscono un'informazione costante sulle principali preoccupazioni e sui punti di vista delle ONG e sui problemi che a esse si pongono;

26.ritiene che la competenza delle ONG del Nord e del Sud e la loro conoscenza dei problemi reali delle popolazioni potrebbero essere utilmente messe a profitto dagli organismi comunitari, tenendo conto, per esempio, del loro parere sulle questioni attinenti alle relazioni Nord/Sud (negoziati economici e commerciali internazionali, ecc.), associando tali ONG alle riunioni delle commissioni miste, ecc.;

27.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio e ai governi degli Stati membri.

 
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