La Bosnia-Erzegovina
Il Parlamento europeo,
A.profondamente turbato dalla violenza contro la Repubblica indipendente di Bosnia-Erzegovina e deplorando le terribili perdite di vite umane e le sofferenze in tale Repubblica,
B.ricordando le sue precedenti risoluzioni sulla crisi nell'ex Jugoslavia, da ultimo quella del 12 marzo 1992 Processo verbale della seduta in tale data, parte seconda, punto 12.,
C.considerando i rapporti di Amnesty International, di Helsinki Watch e della CRHI concernenti le centinaia di civili rinchiusi in campi di detenzione in Serbia, Voivodina e Croazia,
1.chiede l'immediata cessazione dei combattimenti nella Repubblica della Bosnia-Erzegovina;
2.condanna il ruolo svolto dalle forze armate estranee alla Repubblica della Bosnia-Erzegovina e chiede che tutte queste unità vengano ritirate dalla Repubblica; è profondamente turbato anche dal ruolo di altre forze paramilitari nella Repubblica e invita tutte le forze armate locali a porsi immediatamente sotto il comando del governo legittimo della Bosnia-Erzegovina;
3.prende atto dell'intenzione delle Repubbliche di Serbia e Montenegro di creare un nuovo Stato jugoslavo; ritiene che questa Repubblica possa essere riconosciuta dagli Stati membri solo se rimarranno integralmente in vigore le "Guidelines for recognition" (direttive per il riconoscimento), in particolare quelle relative ai diritti delle minoranze e alla rinuncia alle rivendicazioni territoriali nei confronti di altre Repubbliche e solo se sarà ripristinata pienamente l'autonomia del Kossovo e della Voivodina; ritiene che i diritti e i doveri degli Stati successori dell'ex Jugoslavia debbano essere determinati di comune accordo fra tali Stati conformemente al diritto internazionale;
4.si rammarica profondamente per la morte dell'osservatore della Comunità, il sig. Borée, ed esprime le più sentite condoglianze alla famiglia;
5.manifesta profonda preoccupazione per la situazione di tutte le truppe di pace nell'ex Jugoslavia e invita le autorità competenti a fare tutto il possibile per garantire la sicurezza degli osservatori della Comunità e delle altre forze di pace;
6.esprime la sua solidarietà alle forze civiche delle varie Repubbliche che si oppongono alla guerra e cercano di mantenere aperta o di riaprire la strada del dialogo e della solidarietà interetnica;
7.approva la decisione della CSCE di escludere fino al 30 giugno 1992 la delegazione jugoslava da tutte le decisioni che verranno prese sulla Bosnia-Erzegovina;
8.appoggia le decisioni del Consiglio riguardanti il richiamo degli ambasciatori e degli osservatori della Comunità;
9.chiede alla Cooperazione politica europea e all'ONU di dar seguito senza indugi alla richiesta di aiuto del governo della Bosnia-Erzegovina;
10.chiede al Consiglio di adottare, o di fare in modo che il Consiglio di sicurezza dell'ONU adotti, tutte le misure atte a porre efficacemente fine all'aggressione, compreso l'embargo petrolifero;
11.chiede al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di controllare la smobilitazione dei militari ex federali presenti in Bosnia-Erzegovina o in altri territori dell'ex Jugoslavia e di reclamare l'immediata liberazione di tutti i prigionieri di guerra;
12.chiede che le persone che violano i diritti dell'uomo e le leggi di guerra vengano consegnate alla giustizia;
13.sottolinea che qualsiasi soluzione in Bosnia-Erzegovina deve tener debitamente conto degli interessi di tutti i suoi cittadini e ritiene inaccettabile qualsiasi sostegno dall'esterno a tentativi di dividere la Repubblica della Bosnia-Erzegovina;
14.prende atto della catastrofica situazione dei profughi e rifugiati a seguito del conflitto e invita la Comunità e i governi degli Stati membri a fornire assistenza a queste persone e a preparare piani d'azione d'urgenza in vista di nuovi esodi massicci di rifugiati;
15.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, alla Cooperazione politica europea, all'ONU, alla CSCE, al governo della Bosnia-Erzegovina, ai governi delle altre Repubbliche dell'ex Jugoslavia e ai dirigenti dell'esercito federale jugoslavo.