Le misure volte a promuovere e sostenere gli investimenti privati nei paesi in via di sviluppo
Il Parlamento europeo,
-vista la proposta di risoluzione degli onn. Vohrer, Saby, Tindemans e Ukeiwé sulle misure volte a promuovere e a sostenere gli investimenti privati nei paesi in via di sviluppo (B3-1305/90),
-vista la relazione della commissione per lo sviluppo e la cooperazione (A3-0204/91/corr.),
A.preoccupato che gli sforzi economici e finanziari sostenuti nel decennio passato a favore dei paesi in via di sviluppo non siano stati sufficienti a migliorarne in modo significativo la situazione economica e sociale,
B.considerando che il declino economico, il sempre maggiore indebitamento e la riduzione delle quote di investimenti in molti paesi in via di sviluppo sono dovuti sia a cause di ordine esterno che a carenze nella politica economica e finanziaria di detti paesi,
C.partendo dal presupposto che molti paesi in via di sviluppo dispongono di notevoli risorse naturali e umane che finora non hanno potuto essere sfruttate adeguatamente a causa dell'insufficienza dei finanziamenti pubblici e degli investimenti privati, dovuta anche a eccessive esportazioni di capitale privato (fuga di capitali),
D.considerando che le riforme democratiche e la trasparenza nel processo decisionale e nelle spese pubbliche sono un presupposto essenziale per lo sviluppo di nuove iniziative,
E.considerando che per lo sviluppo del Terzo Mondo, contemporaneamente a un'intensificazione dell'aiuto pubblico, sono urgentemente necessari ulteriori investimenti privati esteri, ma che disparità a livello di accesso alla proprietà privata e ai redditi e condizioni quadro inadeguate sotto il profilo giuridico, democratico, politico, sociale, amministrativo e societario ostacolano tali investimenti,
F.considerando che in molti paesi in via di sviluppo mancano finanziamenti sotto forma di capitale di rischio e di capitale proprio, che è sempre più difficile ottenere capitale proprio e crediti per le piccole e medie imprese e che al tempo stesso gli aiuti allo sviluppo giungono spesso a destinazione con scarsa tempestività e in quantità estremamente limitata,
G.considerando che una politica di sviluppo che non tenga conto del ruolo delle imprese private e degli investimenti esteri diretti o lo faccia solo in misura inadeguata non contribuisce a lungo termine all'industrializzazione e alla crescita,
H.considerando che nel quadro economico mondiale attuale tutti i paesi concorrono sul mercato mondiale per attirare investitori e che in tale contesto un sistema fiscale orientato agli investimenti e un clima di investimento favorevole sono determinanti ai fini della scelta dei siti,
1.sottolinea espressamente che per potenziare il clima di investimenti non solo vanno migliorati fattori decisivi per un processo di sviluppo a lungo termine come le istituzioni statali, il sistema finanziario e giuridico, le riforme economiche, le infrastrutture nonché i meccanismi di controllo per evitare sperperi e corruzioni, ma vanno anche potenziate le risorse umane a tutti i livelli, integrandole nel processo di responsabilizzazione; rileva che dal punto di vista economico gli investimenti per incrementare il potenziale umano risultano altrettanto opportuni di quelli in beni reali;
2.sostiene che per migliorare la situazione economica dei paesi in via di sviluppo, questi ultimi, così come i paesi industrializzati, devono compiere ulteriori progressi negli ambiti seguenti: sostegno agli sforzi compiuti dai consessi internazionali per migliorare le condizioni quadro a livello economico, strutturazione più equa dei prezzi per le materie prime dei paesi in via di sviluppo, soluzione al problema dell'indebitamento e aumento degli aiuti finanziari pubblici, soprattutto per quanto concerne i paesi meno sviluppati, considerazione dei legittimi interessi dei paesi in via di sviluppo nelle trattative commerciali dell'Uruguay Round del GATT, ulteriore eliminazione di ostacoli commerciali imposti dai paesi occidentali ai prodotti provenienti dai paesi in via di sviluppo, creazione di un contesto politico ed economico adeguato, investimenti di capitali in progetti redditizi sotto il profilo aziendale ed economico, risanamento economico mediante la messa a punto di necessari programmi di adeguamento
strutturale sia nei paesi del Nord come in quelli del Sud, tenendo conto delle condizioni particolari dei singoli Stati e delle necessarie misure di tutela sociale ed evitando ulteriori svantaggi per le fasce più povere della popolazione;
3.ritiene importante l'avvio di attività imprenditoriali a livello più basso, in particolare nelle zone agricole, nonché la creazione di valore; considera che la partecipazione degli agricoltori al processo di sviluppo, la costituzione di piccole banche di credito e un accesso agevolato ai prestiti in tali settori rappresentino un aspetto fondamentale dello sviluppo;
4.ribadisce che lo sviluppo economico richiede la mobilitazione di tutte le forze, in particolare delle donne; chiede pertanto una loro maggiore partecipazione alle decisioni economiche e ai guadagni nonché il potenziamento dei loro diversi ruoli nell'economia e nella società, al fine di agevolarne l'accesso al sistema creditizio, alle cooperative, alle tecnologie e alle istituzioni culturali;
5.sottolinea la rilevanza degli investimenti privati anche nel settore ambientale, in particolare al fine di una procedura di produzione ecologica, del rimboschimento e dello sfruttamento dell'energia idrica;
6.ritiene che la Comunità debba aiutare i paesi in via di sviluppo, dietro loro richiesta, a introdurre una valutazione dell'impatto ambientale, quale necessaria componente del processo decisionale, in sede di adozione di importanti decisioni in materia di investimenti; sottolinea del resto che il rinnovo del capitale fisso (investimenti) costituisce il momento per eccellenza in cui applicare nuove tecniche rispettose dell'ambiente;
7.è preoccupato per la sempre maggiore fuga di capitali da molti paesi in via di sviluppo, che comporta erosione di capitale, danni agli investimenti, aumento della povertà in fasce sempre più vaste della popolazione nonché un atteggiamento poco disponibile dei paesi industrializzati quanto all'aumento dell'aiuto pubblico allo sviluppo; chiede pertanto che i paesi in via di sviluppo procedano a migliorare le condizioni quadro e mettano in atto una politica volta a creare fiducia tenendo conto del fatto che gli investimenti diretti privati sono soggetti alle leggi di mercato;
8.rileva gli effetti positivi sul processo di sviluppo degli investimenti diretti adeguati alle esigenze delle politiche settoriale e regionale in quanto comportano trasferimento di capitali, capacità manageriali e know-how imprenditoriali e mette in luce in tale contesto le prestazioni fornite a livello di formazione e perfezionamento nonché le risorse secondarie ottenute mediante la connessione con l'industria complementare nazionale (ulteriori introiti fiscali);
9.ritiene indispensabile per eliminare gli effetti negativi di investimenti privati esteri che gli investimenti diretti non concernano un trasferimento inadeguato di tecnologie e non impediscano uno sviluppo economico autonomo e adeguato agli interessi effettivi; è favorevole a che si tenga conto delle strutture tradizionali e socio-culturali dei paesi e che si eviti un'eccessiva presenza straniera nell'economia di ogni paese, escludendo in particolare strutture di tipo monopolistico ovvero oligopolistico;
10.chiede che nei casi di capacità economica insufficiente delle strutture industriali vada assegnata priorità alla gestione e alla manutenzione, compreso l'ammodernamento, degli impianti esistenti piuttosto che alla creazione di nuovi;
11.ritiene che gli investimenti privati nei paesi più poveri del terzo mondo (LDC) risultino particolarmente opportuni ai fini di una politica dello sviluppo e chiede un aumento dell'aiuto pubblico allo sviluppo affinché tali paesi risultino attraenti per gli investitori stranieri, grazie alla creazione delle necessarie infrastrutture e l'istituzione di un fondo di garanzia per gli investimenti privati;
12.chiede pertanto agli Stati membri, sulla scorta degli impegni già presi, di aumentare quanto prima l'aiuto pubblico allo sviluppo allo 0,7% del prodotto nazionale lordo (nella prospettiva di un aumento all'1%); si attende in tale contesto una maggiore attenzione al rispetto dei diritti fondamentali e dei diritti umani e la prova da parte dei paesi beneficiari di un impiego efficace dei fondi destinati al miglioramento delle infrastrutture e delle strutture sociali così come dei siti economici e delle altre condizioni necessarie per gli investimenti privati;
13.invita la Comunità e i suoi Stati membri a creare un quadro di sostegno ampio e differenziato, da riesaminare e adeguare costantemente alle mutate condizioni; è favorevole a un sostegno particolarmente marcato della Comunità e dei suoi Stati membri ai settori in cui il rischio sia particolarmente elevato, cioé quando si tratti di investimenti in piccole e medie imprese e nei paesi più poveri del terzo mondo; chiede in tale contesto che la Commissione si adoperi unitamente alle associazioni economiche e alle camere di commercio degli Stati membri per esperire soluzioni adeguate;
14.ritiene importante un maggiore sostegno alle imprese private ricorrendo alle banche per lo sviluppo operanti in Africa, Asia e America latina, a condizione che, per tali imprese, esistano possibilità di sopravvivenza a medio e lungo termine;
15.accoglie con favore le misure finora adottate dalla Comunità per appoggiare gli investimenti esteri diretti nei paesi del Terzo Mondo (Lomé IV, EC-"International Investment Partners Programme" per il potenziamento delle "Joint Ventures") e sostiene che il programma CE-IIP vada prorogato, a condizione di aumentare gli investimenti nel settore delle piccole e medie imprese e quelli previsti per progetti essenzialmente destinati alle popolazioni rurali;
16.invita la Commissione a mettere a punto osservazioni sulla creazione di una tutela quadro comunitaria per una garanzia multilaterale degli investimenti degli Stati membri della Comunità nei paesi in via di sviluppo, comprendendovi tutti gli elementi fondamentali e gli accordi bilaterali già esistenti sulla protezione dei capitali;
17.sottolinea in conclusione che un clima favorevole agli investimenti nei paesi in via di sviluppo potrà crearsi solo mettendo a punto strategie imperniate sugli uomini, rendendo le transazioni economiche e finanziarie più trasparenti e facendo sì che l'attività di governo venga espletata in modo migliore e soprattutto più giusto;
18.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione e la relazione a essa attinente al Consiglio e alla Commissione.