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Parlamento Europeo - 11 giugno 1992
La situazione politica in Libano

Il Parlamento europeo,

A.considerando che la caduta del governo Karame è essenzialmente dovuta all'insurrezione di una popolazione esacerbata dal costante degrado delle condizioni di vita e dalla penuria alimentare,

B.considerando che il nuovo governo di Rachid Solh conserva, come il precedente, una maggioranza di due terzi di ministri pro-siriani,

C.considerando che i preparativi per le elezioni generali, inizialmente previste per l'estate 1993 e anticipate alla prossima estate, dovrebbero avvenire sotto il controllo internazionale per garantire la libertà di espressione del popolo libanese,

1.deplora il manifesto disinteresse della comunità internazionale e, in particolare, della Comunità europea per la causa libanese e le sofferenze di una popolazione esangue dopo quindici anni di guerra, la quale deve far fronte oggi a una gravissima penuria alimentare;

2.ricorda che gli Accordi di Taif hanno consentito di concretizzare l'arresto dei combattimenti ma hanno altresì consacrato il controllo del Libano da parte della Siria;

3.si compiace della prospettiva di elezioni legislative che saranno le prime organizzate in questo paese dopo circa vent'anni;

4.esprime tuttavia la sua preoccupazione per le condizioni in cui si vanno preparando queste elezioni e per le difficoltà che le autorità incontrano nella elaborazione di liste elettorali affidabili data la distruzione degli archivi e i numerosi documenti falsi in circolazione;

5.chiede quindi alla Cooperazione politica europea di adoperarsi per organizzare un controllo internazionale inteso a garantire elezioni veramente libere in Libano, affinché questo paese ritrovi infine la sua identità;

6.auspica a tal fine l'invio di una delegazione di osservatori europei non solo nella fase preparatoria delle elezioni, ma anche per assicurarsi del corretto svolgimento dello scrutinio;

7.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Cooperazione politica europea e alle autorità libanesi.

 
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