RISOLUZIONE B3-0973 e 1049/92
Risoluzione sulla situazione in Bosnia-Erzegovina
Il Parlamento europeo,
A.indignato per il livello raggiunto dalle aggressioni al popolo della Bosnia-Erzegovina, che è esposto da più parti ad attacchi armati miranti a smembrare il territorio secondo linee di purezza etnica,
B.deplorando che la Comunità continui a essere incapace di concordare una politica energica e coerente in detta regione,
C.vista la sua risoluzione dell'11 giugno 1992 sulle relazioni tra la Comunità europea e le repubbliche dell'ex Jugoslavia Processo verbale della seduta in tale data, parte seconda, punto 8.,
D.esprimendo profonda preoccupazione per l'ingente afflusso di profughi temporanei e sfollati provocato dal conflitto nella Repubblica della Bosnia-Erzegovina e per la probabilità di un ulteriore afflusso qualora la guerra continui,
E.riconoscendo che sarà possibile addivenire a una soluzione duratura del problema dei profughi soltanto quando si sarà raggiunta una composizione pacifica del conflitto nella Repubblica della Bosnia-Erzegovina e auspicando il successo delle operazioni "UNPROFOR" nella Repubblica di Croazia,
F.riconoscendo che gli aiuti umanitari finora forniti dalla comunità internazionale e dalle organizzazioni umanitarie si sono rivelati insufficienti per i paesi afflitti dal problema degli sfollati,
G.dichiarando che la possibilità di ritornare nei loro luoghi di provenienza con la garanzia di godere di una totale sicurezza e di non subire discriminazioni è un diritto fondamentale dei profughi e degli sfollati e rappresenta il modo migliore per addivenire a una soluzione duratura della loro difficile situazione,
H.riconoscendo il valore degli sforzi costanti compiuti dai governi delle repubbliche interessate e dei paesi limitrofi per ospitare folle di profughi,
1.chiede energicamente al Consiglio di agire subito in sede ONU e CSCE pe porre termine immediatamente ai combattimenti;
2.ribadisce che i confini fra le singole repubbliche della ex Iugoslavia non potranno mai essere modificati con la forza o minacciandone l'uso;
3.ricorda ai responsabili della Comunità che ogni rinvio di una chiara decisione equivale a una condanna a morte per innumerevoli persone di cui la Comunità porta del pari la responsabilità;
4.invita il Consiglio e gli Stati membri a fornire una maggiore assistenza umanitaria, sotto forma di aiuti finanziari, materiali ed economici, alla repubblica della Bosnia-Erzegovina, alla Repubblica di Croazia, alla repubblica di Slovenia e alla repubblica di Ungheria che stanno facendo fronte all'enorme afflusso di profughi, secondo il principio dell'equa ripartizione degli oneri;
5.invita il Consiglio e gli Stati membri a fornire un'assistenza umanitaria sotto forma di aiuti finanziari, materiali ed economici alla repubblica nota ai suoi abitanti come repubblica di Macedonia, la quale, sebbene applichi fedelmente le sanzioni contro gli aggressori serbi sopportando elevati oneri finanziari e offra asilo ai profughi provenienti dal Kossovo, non riceve attualmente alcun aiuto da parte delle Nazioni Unite o della Comunità europea, dal momento che la sua esistenza in quanto Stato non è stata riconosciuta;
6.invita tutti gli Stati membri ad agire in conformità dei principi fondamentali del diritto internazionale in materia di profughi, tra cui quelli dell'equa ripartizione degli oneri, del divieto di respingerli alle frontiere e del ricongiungimento familiare;
7.ritiene che la Comunità europea e gli Stati membri abbiano la fondamentale responsabilità di soddisfare le esigenze di bilancio dell'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) e della Croce Rossa internazionale in ordine al finanziamento delle loro attività nell'ex Jugoslavia;
8.invita a prendere iniziative volte a istituire quanto prima e a mantenere zone di sicurezza e corridoi umanitari, allo scopo di impedire ulteriori trasferimenti di profughi e di creare condizioni favorevoli per consentirne il ritorno degli sfollati nella Repubblica della Bosnia-Erzegovina e nella Repubblica di Croazia; giudica inoltre che si dovrebbero adottare tutte le misure efficaci per garantire la sicurezza dei corridoi umanitari e delle zone di sicurezza suddetti, onde assicurare che gli aiuti materiali giungano rapidamente a tutte le regioni interessate;
9.chiede che nel contesto di tutti i negoziati i rappresentanti delle Nazioni Unite e della Comunità europea rispettino pienamente la posizione e i diritti del governo legittimo della Repubblica della Bosnia-Erzegovina, il cui status è radicalmente diverso da quello dei promotori dell'aggressione contro tale paese;
10.ribadisce la richiesta che tutti i campi profughi e quelli per i prigionieri di guerra siano aperti alle ispezioni e sottoposti all'attento controllo della CRI;
11.incarica il suo Presidente di trasmettere le presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, ai governi degli Stati membri, al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e ai governi delle repubbliche costituitesi sul territorio dell'ex Jugoslavia.