Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
lun 27 apr. 2026
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Archivio PE
Parlamento Europeo - 9 luglio 1992
Risultati dell'UNCED

RISOLUZIONE B3-0930/92

Risoluzione sui risultati dell'UNCED

Il Parlamento europeo,

-vista la sua risoluzione del 13 febbraio 1992 sulla partecipazione della Comunità europea alla Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente e lo sviluppo (UNCED) G.U. n. C 067 del 16.03.1992, pag. 152,

-vista la sua risoluzione del 15 maggio 1992 sulla Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente e lo sviluppo (UNCED) Processo verbale della seduta, Parte seconda, punto 3,

-visto il rapporto pubblicato nel 1987 dalla Commissione mondiale per l'ambiente e lo sviluppo (rapporto Bruntland) Commissione mondiale per l'ambiente e lo sviluppo, "Our Common Future", Oxford University Press, 1987 (Il futuro di noi tutti, Bompiani, 1988) nonché i rapporti presentati dalla commissione Brandt e dalla commissione Palme,

A.considerando di aver più volte ribadito che l'UNCED costituiva un'opportunità unica per definire e attuare politiche che tenessero conto della fondamentale interdipendenza tra vita e attività umane e condizioni ambientali nonché del rapporto esistente tra sfruttamento economico e degrado ambientale,

B.considerando che la partecipazione attiva e consapevole delle ONG e dei rappresentanti delle popolazioni indigene alla preparazione dell'UNCED e alla parallela conferenza "Global Forum" va accolta con favore e sostenuta e che è opportuno richiamare l'attenzione sulle conclusioni cui si è giunti in materia di protezione ambientale e sviluppo sostenibile,

C.considerando che lo sviluppo sostenibile è "un processo di evoluzione in cui lo sfruttamento delle risorse, la destinazione degli investimenti, le linee di sviluppo tecnologico e le modifiche istituzionali devono rispondere alle esigenze presenti e future" Ibidem,

D.considerando che esiste un nesso chiaro e inequivocabile tra povertà, malattia, crescita demografica, degrado ambientale e sviluppo inadeguato e insostenibile,

E.considerando che era stato ritenuto indispensabile che fossero concluse nell'ambito dell'UNCED, nel giugno 1992, convenzioni globali sul mutamento climatico, sulla biodiversità e sulla conservazione e la gestione delle foreste,

F.considerando che si era affermato che l'UNCED avrebbe avuto successo solamente se da essa fossero scaturiti impegni giuridicamente vincolanti in termini di trasferimenti di risorse e di tecnologie sicure sotto il profilo ecologico,

G.considerando che temi di grande importanza per l'ambiente e per lo sviluppo quali il debito del Terzo Mondo, gli scambi internazionali, la demografia, il nucleare, i trasferimenti di rifiuti, il ruolo delle donne nel processo di sviluppo, ecc. non sono quasi stati affrontati in occasione della conferenza,

H.constatando che l'assenza di decisioni vincolanti, che avrebbero potuto imporsi nei negoziati economici, commerciali e finanziari internazionali, si traduce in pratica nel lasciare le decisioni più incisive alla discrezionalità di istituzioni quali la Banca mondiale, il Fondo monetario internazionale, il GATT o il G7, nell'ambito delle quali i paesi più poveri non possono far sentire la propria voce,

I.considerando che la Commissione si è dichiarata d'accordo per presentargli quanto prima un resoconto dettagliato dei lavori della Conferenza sull'ambiente e lo sviluppo,

L.considerando che, secondo le stime, le spese militari mondiali ammontano a 1.000 miliardi di dollari all'anno,

1.accoglie con favore l'adozione, nell'ambito dell'UNCED, delle Convenzioni sul mutamento climatico e sulla biodiversità, di Agenda 21 e della Dichiarazione di Rio sui principi ambientali, ma ritiene che la conferenza non sia stata all'altezza del suo oggetto: l'abbandono dello sviluppo perverso al Nord e al Sud del pianeta e la soluzione della crisi ecologica planetaria;

2.deplora la decisione degli Stati Uniti di non firmare la Convenzione sulla biodiversità, dopo aver contribuito ad annacquarne il testo, e il rifiuto da essi opposto all'inserimento nella Convenzione sul mutamento climatico di scadenze ed obiettivi specifici;

3.deplora che la Comunità europea e i suoi Stati membri non siano stati capaci, a causa delle loro divisioni e della debolezza delle loro proposte, di sostituire durante la Conferenza la propria leadership politica a quella degli Stati Uniti, che avevano abdicato a tale ruolo;

4.dichiara che intende contribuire ai lavori della Commissione per lo sviluppo sostenibile e del "Consiglio della Terra" istituiti dall'UNCED, non da ultimo per garantire un certo grado di democrazia nello svolgimento della loro attività; si rammarica che la Commissione per lo sviluppo sostenibile sia responsabile soltanto nei confronti del Consiglio economico e sociale e non direttamente di fronte all'Assemblea generale delle Nazioni Unite; auspica che tale Commissione sia dotata sin dalla sua costituzione di poteri di controllo sulle politiche degli Stati in sede di attuazione delle decisioni di Rio;

5.deplora che la Comunità e l'UNCED non abbiano contratto impegni giuridicamente vincolanti sotto forma di obiettivi specifici e trasferimenti di risorse, in particolare quello da parte dei paesi sviluppati di dedicare lo 0,7% del loro P.I.L. all'aiuto ai paesi in via di sviluppo sin dal 2000; si rallegra però della decisione unilaterale presa in tal senso da taluni Stati membri; chiede agli altri Stati membri di adottare la stessa decisione; chiede alla Commissione, al Consiglio e agli Stati membri di esercitare pressioni sull'insieme dei paesi ricchi, affinché si assumano lo stesso impegno;

6.chiede ai governi degli Stati membri di impegnarsi fermamente a rispettare l'obiettivo di portare allo 0,7% del loro PIL l'aiuto allo sviluppo;

7.appoggia l'attuale attività dello Strumento ambientale globale, plaude alla maggiore trasparenza nel suo funzionamento decisa in sede UNCED ma deplora il fatto che non sia stata presa alcuna decisione per aumentare in modo significativo i fondi a sua disposizione;

8.stabilisce che la Comunità europea deve fornire un contributo finanziario allo Strumento ambientale globale; invita la Commissione a prendere le iniziative all'uopo necessarie;

9.si compiace per la decisione annunciata dalla Comunità di destinare 3 miliardi di ECU al finanziamento dell'Agenda 21 nel prossimo quinquennio; chiede al Consiglio di confermare che si tratta effettivamente di fondi supplementari e alla Commissione di prevedere di conseguenza, nel bilancio 1993, una nuova linea destinata al finanziamento dell'Agenda 21;

10.ritiene che la mancanza di impegni precisi di attuazione, in termini di calendario e di mezzi, renda la convenzione sui mutamenti climatici assai carente per prevenire e frenare l'effetto serra;

11.invita gli Stati membri a ratificare al più presto possibile la Convenzione, quale primo passo nella lotta contro l'effetto serra, e a esercitare pressioni sugli altri paesi affinché si comportino analogamente; chiede agli Stati membri di proporre un protocollo aggiuntivo che fissi un calendario, impegni e mezzi precisi d'attuazione; chiede alla Commissione, al Consiglio e agli Stati membri di assumere unilateralmente impegni precisi che vadano al di là della Convenzione e, a tale scopo, di decidere l'introduzione di una eco-imposta sul CO2 e sulle energie non rinnovabili a livello comunitario:

12.ritiene che la convenzione sulla biodiversità sia un piccolo passo verso la preservazione della diversità genetica grazie a talune disposizioni innovatrici; deplora tuttavia che essa sancisca la sovranità degli Stati sulle risorse biologiche; deplora peraltro la timidezza della convenzione, che non prevede alcun obbligo per quanto riguarda talune misure da adottare e il calendario d'azione né offre garanzie quanto al trasferimento di conoscenze tecniche verso i paesi in via di sviluppo;

13.invita gli Stati membri a ratificare al più presto possibile la convenzione, quale primo passo verso la preservazione della biodiversità, e a esercitare pressioni sugli altri paesi affinché anch'essi ratifichino; chiede agli Stati membri di proporre un protocollo aggiuntivo che fissi un calendario, impegni e mezzi precisi di attuazione nonché un elenco degli ecosistemi sensibili da proteggere prioritariamente; ritiene che la proposta della Commissione COM(88) 0496 G.U. n. C 10 del 13.1.1989, pag. 3. sul brevetto di organismi viventi debba essere rivista di conseguenza;

14.deplora che a Rio non si sia deciso di avviare il negoziato di una convenzione sulle foreste ma constata che non è stata tuttavia esclusa la prospettiva di una simile convenzione; chiede quindi alla Commissione, al Consiglio e agli Stati membri di operare nell'ambito della comunità internazionale per avviare il processo di negoziato di una convenzione sulle foreste che tenga conto delle esigenze dei paesi in via di sviluppo e preveda di conseguenza meccanismi finanziari e trasferimenti di tecnologie a compensazione delle perdite economiche da tali paesi subite; chiede alla Commissione, al Consiglio e agli Stati membri di attivarsi per introdurre una moratoria mondiale sull'importazione e l'esportazione dei legnami tropicali e dei relativi prodotti non durevoli;

15.si compiace per la decisione della UNCED di avviare il processo di negoziato di una convenzione sulla desertificazione; deplora che la Comunità europea, a causa della sua divisione, non sia stata all'origine di tale progetto e si sia trovata al traino degli Stati Uniti, laddove la richiesta proveniva da numerosi paesi ACP; invita gli Stati membri ad attivarsi affinché tale convenzione sia negoziata al più presto possibile;

16.chiede agli Stati membri di ridurre le loro spese militari onde utilizzare le risorse umane e materiali così svincolate per promuovere lo sviluppo e la protezione dell'ambiente;

17.dichiara di appoggiare l'azione avviata dal PSNU il 23 aprile 1992 per la riduzione delle spese militari e l'impiego dei fondi così svincolati per aiutare i paesi in via di sviluppo a proteggere l'ambiente;

18.accoglie con favore la decisione delle sue commissioni competenti di elaborare relazioni sui risultati della Conferenza UNCED e rileva che tali relazioni si occuperanno in modo particolare della fase successiva alla Conferenza di Rio e del ruolo della Comunità per quanto concerne la traduzione a livello giuridico e pratico delle decisioni prese;

19.ritiene che debba essere riconosciuto il ruolo delle popolazioni indigene nella conoscenza, nella preservazione e nella gestione ecologicamente sostenibile del loro ambiente naturale;

20.ritiene che la Comunità europea debba svolgere un ruolo assai più importante in futuro per rendere realmente possibile l'attuazione delle riforme indispensabili, senza limitarsi ad annunci a effetto non seguiti da decisioni; elogia la coraggiosa decisione del commissario competente per l'ambiente di non recarsi a Rio per manifestare il suo disaccordo con le successive rinunce della Commissione contro il parere del Parlamento europeo;

21.chiede alla Commissione, al Consiglio e agli Stati membri di attivarsi quindi prioritariamente nei negoziati internazionali a favore dei seguenti obiettivi;

a)riduzione dell'onere del debito sui paesi in via di sviluppo, passando per la cancellazione totale del debito dei paesi più poveri

b)riconversione dei bilanci militari verso il finanziamento di uno sviluppo ecologicamente sostenibile

c)introduzione di politiche demografiche efficaci, rispettose dei diritti e delle scelte individuali, comportanti un rafforzamento dei diritti delle donne e programmi prioritari a favore del diritto delle donne all'istruzione

d)introduzione di politiche in materia idrica basate sui concetti di qualità e di disponibilità per tutti

e)sostegno al processo di democratizzazione;

22.chiede alla Commissione, al Consiglio e agli Stati membri di modificare immediatamente e radicalmente le loro politiche onde promuovere i seguenti obiettivi, conformi alle intenzioni manifestate in occasione dell'UNCED:

a)attuazione di una politica dei trasporti che miri al risparmio energetico e di conseguenza privilegi le ferrovie e le vie navigabili rispetto alle strade, contrariamente ai progetti relativi alla costruzione di 12.000 chilometri supplementari di autostrada proposti dalla Commissione

b)introduzione di un'agricoltura ecologica

c)rinuncia a qualsiasi politica demografica,

d)sviluppo di un sistema di sicurezza non basato sulla corsa agli armamenti e sul confronto armato;

23.decide di inserire nella sua biblioteca il testo delle convenzioni e degli altri accordi approvati in sede UNCED;

24.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e ai governi dei paesi che hanno partecipato alla Conferenza.

 
Argomenti correlati:
stampa questo documento invia questa pagina per mail