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Parlamento Europeo - 16 settembre 1992
Immissione in mare di idrocarburi

RISOLUZIONE A3-0144/92

Risoluzione sui danni ambientali causati dalle immissioni in mare di idrocarburi provenienti da navi

Il Parlamento europeo,

-vista la proposta di risoluzione presentata dall'on. D. Martin sui danni ambientali causati dalle perdite di petrolio fuoriuscito da petroliere (B3-0632/89),

-vista la relazione della commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori e il parere della commissione guiridica e per i diritti dei cittadini (A3-0144/92),

A.considerando i gravi danni ambientali che gli scarichi di idrocarburi provocano nel Mar Baltico, nel Mare del Nord, nel Mare d'Irlanda, nell'Atlantico, nel Mediterraneo e sulle coste della Comunità,

B.richiamandosi all'articolo 130R, paragrafo 2, del trattato CEE,

C.consapevole dell'importanza di individuare un valido equilibrio fra le misure da adottare rispettivamente a livello internazionale (Organizzazione marittima internazionale) e a livello regionale (Comunità),

D.considerando infine che gran parte dell'inquinamento marino da idrocarburi è dovuto al trasferimento dell'inquinamento atmosferico,

1.ritiene che la Commissione debba predisporre interventi per ridurre drasticamente il quantitativo totale di idrocarburi immessi dalle navi nei mari europei, proponendo in particolare

-un codice di condotta destinato alle compagnie petrolifere che vieti il lavaggio delle cisterne in mare,

-un aumento delle strutture portuali in grado di effettuare il lavaggio delle cisterne,

-una valutazione delle attrezzature che riducono gli scarichi operativi (per esempio, il sistema "load on top"), in vista di successiva raccomandazione;

2.è dell'avviso che occorra accelerare l'introduzione di un dispositivo di sicurezza per la navigazione; tale sistema, che dovrà prevedere stazioni di assistenza alla navigazione sulla terraferma, va sviluppato sulla base dei risultati dei progetti elaborati nel quadro di COST 301 e 311;

3.invita la Commissione a predisporre senza indugi un sistema di vigilanza aerea che copra interamente le coste della Comunità, come già è il caso per la Manica e il Mare del Nord e come esso chiede ormai da dieci anni;

4.è dell'avviso che sia opportuno vietare la circolazione delle petroliere in zone fragili e pericolose, quali, per esempio, le Bocche di Bonifacio (come richiesto dalla petizione al Presidente del Parlamento europeo firmata da 50.000 cittadini sardi e corsi), e che si debba fissare una quota massima di scarichi accidentali il cui superamento escluderebbe la compagnia responsabile dai trasporti petrolieri;

5.invita la Commissione a svolgere un attivo ruolo di stimolo nel dibattito in corso presso l'Organizzazione marittima internazionale, finalizzato a una maggiore sicurezza delle navi cisterna;

6.chiede alla Commissione che vengano elaborate norme applicabili nella Comunità alla costruzione di navi destinate al trasporto di petrolio e di altre sostanze pericolose;

7.invita la Commissione a prevedere che gli Stati costieri dispongano di poteri giurisdizionali quanto agli schemi di separazione del traffico che interessano zone contigue alle acque territoriali;

8.invita la Commissione ad adoperarsi affinché tutti gli Stati costieri della Comunità istituiscano una Zona economica esclusiva;

9.sollecita la Comunità e gli Stati membri che ancora non vi abbiano provveduto a ratificare la Convenzione MARPOL;

10.invita la Commissione a elaborare un programma di aiuti finanziari che consenta ai paesi in via di sviluppo di ratificare e applicare efficacemente la Convenzione MARPOL;

11.invita la Commissione ad effettuare una valutazione delle politiche dei vari Stati membri per quanto concerne l'inseguimento in flagranza di navi responsabili di versamenti dolosi di petrolio; ritiene che l'entità delle sanzioni pecuniarie non sia tale da scoraggiare gli scarichi illegali; invita la Commissione a comminare multe in grado di coprire interamente la riparazione dei danni ambientali;

12.invita la Commissione a esaminare la possibilità di munire le petroliere di un doppio scafo e di un doppio fondo;

13.chiede alla Commissione di proseguire i suoi sforzi e di prendere ulteriori iniziative allo scopo di ridurre gli scarichi, in qualsiasi forma, di idrocarburi nell'ambiente;

14.invita la Commissione a insistere presso i governi degli Stati membri perché predipongano adeguate strutture portuali, ottemperando così agli impegni che si sono assunti con la ratifica della Convenzione MARPOL;

15.invita la Commissione a coordinare lo studio di rotte obbligate per le maxi-petroliere che privilegino il passaggio lontano dalle coste e dalle zone fragili e pericolose, la cui applicazione venga effettuata prevedendo la sorveglianza da terra;

16.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione così come ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

 
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