Risoluzione B3-1208 e 1248/92
Il Parlamento europeo,
-viste le sue precedenti risoluzioni sui curdi e i diritti umani in Turchia,
-viste la Carta delle Nazioni Unite, la Convenzione sui diritti umani dell'ONU, la Convenzione europea sui diritti umani oltreché la Convenzione contro la tortura,
A.considerando i violenti scontri fra le forze di sicurezza turche e i separatisti curdi, che il 30 agosto 1992 sono costati la vita a più di 50 persone nel sud-est anatolico,
B.preoccupato per la morte, avvenuta in circostanze poco chiare nel 1992, di numerosi giornalisti turchi, principalmente nel sud-est anatolico e considerando in particolare il rapporto redatto l'8 agosto 1992 dall'Associazione medica della Turchia, secondo cui lo Stato turco tollera tuttora agenti per i quali torturare e sopprimere persone sospette è un atto di ordinaria amministrazione,
C.considerando il nuovo processo contro il dott. Ismail Besikici e i nuovi processi contro i sindacalisti,
D.considerando che, dall'inizio del 1992, 1.300 persone sono state vittime della lotta armata che da otto anni oppone le forze governative ai separatisti curdi e che 205 persone sono state uccise nel 1992 dalle forze di sicurezza a seguito di una condanna a morte extragiudiziaria,
E.considerando le violazioni della Convenzione dei diritti dell'uomo perpetrate nel sud-est anatolico,
F.considerando il programma annunciato dal governo turco, secondo cui una certa priorità verrebbe accordata al miglioramento dei diritti umani,
1.condanna gli attacchi delle forze armate turche contro i civili curdi nonché gli atti terroristici del TKK;
2.rivolge un appello al governo turco affinché revochi lo stato di emergenza nel sud-est anatolico e cerchi una soluzione politica al problema curdo;
3.chiede che sia organizzata, nell'ambito della CSCE, una conferenza sul problema curdo e invita la Comunità e gli Stati membri a sostenere questa iniziativa;
4.chiede al governo turco di avviare una scrupolosa indagine per far luce sulle cause che hanno determinato la morte dei suddetti giornalisti ed eventualmente di tradurre dinanzi all'autorità giudiziaria i responsabili che appartenengano a organizzazioni terroristiche o alle forze di sicurezza;
5.reputa che il rispetto assoluto dei diritti dell'uomo e del cittadino debba costituire una componente essenziale dei rapporti tra la Comunità europea e la Turchia;
6.incarica la propria commissione parlamentare mista CE/Turchia e la propria sottocommissione per i diritti dell'uomo di seguire attentamente le questioni sollevate nella presente risoluzione e di valutare la possibilità di inviare una missione di osservatori sul posto;
7.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Cooperazione politica europea, alla Commissione, al Consiglio d'Europa, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Segretariato della CSCE, e al governo e al parlamento della Turchia.