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Parlamento Europeo - 17 settembre 1992
Sicurezza delle installazioni nucleari

RISOLUZIONE A3-0227/92

Risoluzione sulla sicurezza delle installazioni nucleari negli Stati membri della Comunità europea

Il Parlamento europeo,

-viste le proposte di risoluzione presentate dagli onn.

a)Iversen, Trivelli, Staes e Castellina sulle rassicurazioni fornite dalla Commissione sul funzionamento di un'installazione nucleare nel Regno Unito (B3-0477/89),

b)La Pergola, Sälzer, Lannoye, Adam e Linkohr sulla sicurezza delle centrali nucleari negli Stati membri della Comunità europea (B3-0249/90),

c)Wynn, L. Smith e A. Smith sulla politica energetica del Regno Unito (B3-0015/90),

d)Aglietta sui problemi di sicurezza della centrale nucleare di Krsko (B3-0844/90),

e)Kostopoulos sui tassi di radiattività globale nella Grecia del nord causati dalle fughe radioattive della centrale nucleare di Kozloduj in Bulgaria (B3-1671/91),

-vista la petizione n. 128/90 della sig.ra Chappaz, presentata a nome dell'organizzazione "L'Avenir est Notre Affaire", sui pericoli connessi al reattore autofertilizzante "Superphénix",

-vista la petizione n. 454/91 della sig.ra Berger sulla chiusura di talune centrali nucleari dell'Europa orientale,

-viste le disposizioni del trattato CEEA, in particolare quelle di cui ai capi III e VII,

-viste la risoluzione del Consiglio del 22 luglio 1975 G.U. n. C 185 del 14.8.1975, pag. 1. sui problemi tecnologici della sicurezza nucleare e le relazioni della Commissione sui problemi tecnologici della sicurezza nucleare (COM(87) 0096 e SEC(92) 0079),

-vista la risoluzione del Consiglio del 18 febbraio 1980 G.U. n. C 51 del 29.2.1980, pag. 1. sull'attuazione di un piano di azione comunitario nel settore dei residui radioattivi,

-vista la XXV Relazione generale sull'attività delle Comunità europee nel 1991 presentata dalla Commissione, in particolare le Sezioni nn. 18, 19 e 20,

-vista la relazione della Commissione sulle "industrie nucleari nella Comunità: aggiornamento del programma nucleare illustrativo di cui all'articolo 40 del trattato CEEA" (COM(89) 0347),

-viste le proprie risoluzioni adottate nella presente legislatura sulla questione nucleare, in particolare la risoluzione del 6 luglio 1988 sui risultati della commissione d'inchiesta su gestione e trasporto del materiale nucleare G.U. n. C 235 del 12.9.1988, pag. 70., la risoluzione del 13 giugno 1991 su energia e ambiente G.U. n. C 183 del 15.7.1991, pag. 296., la risoluzione dell'11 luglio 1991 sulla revisione del trattato CEEA G.U. n. C 240 del 16.9.1991, pag. 192., e la risoluzione dell'11 marzo 1992 sui rischi di proliferazione connessi all'esistenza di "mercenari nucleari" G.U. n. C 94 del 13.4.1992, pag. 222.,

-visti la relazione della commissione per l'energia, la ricerca e la tecnologia e il parere della commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori (A3-0227/92),

A.considerando che, indipendentemente dall'attuale situazione in materia di energia nucleare, che fornisce a tutt'oggi il 16,8% della produzione di elettricità nel mondo e il 35,6% nella Comunità e quantunque sia necessario uno sforzo sistematico inteso a valorizzare fonti di energia rinnovabili e sicure, è prevedibile che le installazioni nucleari resteranno presenti sulla scena industriale,

B.considerando che gli impianti nucleari, in particolare le centrali di produzione e i centri di ritrattamento, potrebbero provocare fughe di radioattività accidentali suscettibili di causare gravi danni alla salute della popolazione e una contaminazione irreversibile dell'ambiente, nonostante gli elevati standard e l'alto livello di sicurezza delle installazioni nucleari e delle installazioni che trattano materiali radioattivi nella Comunità europea,

C.considerando che la sicurezza è un concetto in evoluzione strettamente correlato al comportamento umano, non limitato unicamente alla semplice fissazione di norme né all'esistenza, ora o in futuro, di installazioni nelle quali il fattore sicurezza è un elemento intrinseco o incorporato nel progetto,

D.considerando che gli incidenti più gravi possono ripercuotersi su persone e cose senza tener conto né delle frontiere né di limiti stabiliti artificialmente; considerando inoltre che per questo motivo le politiche comunitarie dell'energia, della ricerca e dell'ambiente, unitamente alla cooperazione internazionale, nel cui ambito la Comunità europea deve rivestire un ruolo propulsivo, devono cercare di ridurre ancora di più i rischi degli impianti nucleari in funzionamento e limitare il futuro impatto dei residui radioattivi da essi prodotti; considerando, alla luce delle disposizioni dell'articolo 130 R del trattato CEE, che la responsabilità per danni a terzi di coloro che gestiscono gli impianti nucleari deve essere riesaminata nel quadro di un'iniziativa globale sui rischi industriali,

E.considerando che l'articolo 2 del trattato CEEA assegna alla Comunità il compito di stabilire norme di sicurezza uniformi per la protezione sanitaria dalla popolazione e dei lavoratori; che per le installazioni nucleari situate sul suo territorio la Comunità deve applicare norme di sicurezza armonizzate, prendendo come base il livello più alto delle disposizioni stabilite dagli Stati membri, per garantire in tutta la Comunità una protezione equivalente della popolazione e dell'ambiente e per evitare distorsioni della concorrenza,

F.considerando che le questioni correlate con le installazioni nucleari e con le loro attività devono essere correttamente comprese dal pubblico e che questo comporta, da una parte, che si devono garantire a gruppi e pubblicazioni indipendenti e critici risorse finanziarie da destinare all'informazione dell'opinione pubblica di ordine analogo a quelle investite dalle industrie nucleari nel campo dell'informazione e delle relazioni pubbliche e, dall'altra, che gli operatori, le organizzazioni ambientali, le autorità e i mezzi di comunicazione devono compiere maggiori sforzi di divulgazione delle informazioni, di formazione e di comunicazione - il più possibile indipendente - per quel che riguarda i mutamenti che intervengono nei concetti di sicurezza, nelle norme e nei livelli di radioattività nonché per gli incidenti e gli eventi di maggior rilievo; che, per aver una maggiore efficacia, la formazione e l'informazione suddette devono essere previste a partire dal livello scolare ed essere parte integrante del

concetto elementare di salute pubblica,

G.considerando che la pubblica accettazione di installazioni nucleari nella Comunità dipende in larga misura dall'esistenza di disposizioni concrete e accettabili concernenti, da un lato, la sicurezza delle installazioni nucleari e la potenziale portata di incidenti e sinistri e, dall'altro, l'eliminazione, lo smaltimento, la sistemazione e lo stoccaggio definitivo dei rifiuti radioattivi; che la coerenza delle prassi e delle politiche nazionali per quel che riguarda il trattamento dei rifiuti e degli effluenti nonché il controllo dei movimenti di materiali radioattivi sono argomenti che restano ancora in sospeso a livello comunitario poiché rientrano attualmente nelle competenze degli Stati membri, nel rispetto delle direttive adottate dalla Comunità in applicazione del capitolo III del trattato CEEA,

H.considerando che occorre ribadire la necessità di progressi tecnologici costanti in relazione alla sicurezza delle installazioni nucleari e, pertanto, promuovere ulteriori ricerche nel campo della sicurezza nucleare, allo scopo di individuare nuove soluzioni tecniche, di migliorare le soluzioni esistenti rendendole più affidabili e di ottenere una migliore conoscenza dei fenomeni che si verificano nel contesto degli incidenti; considerando che nella Comunità sono del tutto inadeguati gli stanziamenti per la ricerca e lo sviluppo tecnologico a mente del terzo programma quadro 1990-1994 in materia di sicurezza nucleare; considerando inoltre che i fondi per tali stanziamenti dovrebbero provenire da sostanziali riduzioni dell'attuale dotazione di bilancio destinata al settore nucleare,

I.considerando che le norme del trattato CEEA non trattano gli aspetti oggi considerati come componenti essenziali della politica energetica nucleare; considerando che il modo in cui le disposizioni dei capi III (protezione sanitaria), VI (approvvigionamento) e VII (controllo di sicurezza) vengono applicate può e deve essere migliorato,

J.considerando che la rigenerazione del combustibile irradiato riduce il volume dei residui nucleari ad alta attività e produce plutonio separato e che ciò necessita di assidue verifiche dell'aspetto sicurezza da parte della Comunità,

K.considerando che la cooperazione internazionale è un prezioso tramite per realizzare una "dottrina" soprannazionale sulla sicurezza nucleare; che ciò è valido in particolare in vista della soluzione dei problemi posti dalle installazioni nucleari situate nell'Europa centro-orientale; considerando le conclusioni della Conferenza internazionale sulla sicurezza dell'energia nucleare: Strategia per il futuro, svoltasi a Vienna dal 2 al 6 settembre 1991, che sollecita un approccio progressivo a una convenzione internazionale sulla sicurezza nucleare, ivi compresa la gestione dei residui radioattivi, per la quale il contributo comunitario è fondamentale; considerando però che, essendo i rischi nucleari sensibilmente più considerevoli all'esterno della Comunità piuttosto che al suo interno, è importante che detta convenzione venga elaborata al livello geografico più ampio possibile,

1.è del parere che, benché attualmente gli Stati membri siano competenti per l'attuazione di misure a livello di progetto, durante la costruzione, il funzionamento e la disattivazione, e relative al trasporto di materiali radioattivi e di gestione delle scorie onde garantire che le loro installazioni nucleari siano sicure, la Comunità deve rivestire un ruolo propulsivo nell'armonizzare le esigenze di sicurezza favorendo la cooperazione tra gli Stati membri;

2.chiede quindi alla Commissione di proporre, per quanto riguarda gli impianti nucleari nella Comunità e altre installazioni che gestiscono materiali radioattivi, il completamento di requisiti vincolanti che disciplinino la sicurezza nucleare in materia di progettazione, costruzione, funzionamento, smantellamento e gestione dei residui, basati sui criteri fondamentali sulle emissioni radioattive e sulla protezione dei lavoratori, del pubblico in generale e dell'ambiente e adeguati al livello di rischio implicato;

3.invita la Commissione, considerato il carattere transfrontaliero dei rischi connessi agli impianti nucleari, a fissare procedure vincolanti tali da garantire la codecisione transfrontaliera dei cittadini in relazione agli impianti nucleari;

4.chiede alla Commissione di mantenere le norme fondamentali relative alla salute e alla sicurezza di cui all'articolo 30 e 31 del trattato CEEA, rispondenti alle raccomandazioni della Commissione internazionale per la radioprotezione, alla luce delle nuove raccomandazioni approvate nel 1990 (pubblicazione ICRP n. 60);

5.chiede alla Commissione e agli Stati membri di trasmettergli una valutazione annuale dei livelli di sicurezza nucleare nelle installazioni nucleari, con particolare riferimento ai reattori termici, agli impianti di rigenerazione e ai reattori autofertilizzanti sul territorio della Comunità; invita inoltre la Commissione a trasmettergli con regolarità un'analisi dello stato corrente dell'applicazione dei requisiti di sicurezza nucleare da parte degli Stati membri, in linea con la summenzionata risoluzione del Consiglio del 22 luglio 1975;

6.invita la Commissione ad armonizzare le varie disposizioni, regole e norme relative alla gestione dei rischi nucleari negli Stati membri della Comunità fondate su raccomandazioni ICRP e AIEA;

7.invita la Commissione a mettere a punto, in conformità del principio "chi inquina paga" sancito dall'articolo 130 R del trattato CEE, una soluzione a livello di diritto delle assicurazioni che stabilisca la responsabilità civile dei gestori degli impianti nucleari per qualsiasi tipo di danni a persone e cose e all'ambiente;

8.invita la Commissione a quantificare, sulla base delle disposizioni dell'articolo 130 R del trattato CEE e nell'ambito di un'iniziativa globale di copertura dei grandi rischi industriali, a partire dall'attuale Convenzione di Parigi sulla responsabilità per i rischi nucleari, la responsabilità dei gestori degli impianti nucleari in seguito a danni a terzi in condizioni d'incidente, compresi gli incidenti durante il trasporto di materiale radioattivo;

9.chiede con fermezza alla Commissione di applicare in modo rigoroso le disposizioni del capo III del trattato CEEA, di destinare molto più personale alla verifica dell'applicazione di quanto sopra nell'ambito della DG XI e di rivedere l'attuale attribuzione interna delle competenze riguardanti la sicurezza nucleare allo scopo di gettare le basi per la creazione di un Ispettorato per la sicurezza nucleare e la protezione radiologica e ambientale, competente per la verifica dell'applicazione del complesso unico di norme di cui sopra;

10.chiede alla Commissione di comunicargli le azioni intraprese per dar seguito alla summenzionata risoluzione del Parlamento del 6 luglio 1988 sui risultati della commissione d'inchiesta sulla gestione e il trasporto di materiali nucleari, nonché le azioni adottate a fini di non proliferazione e per il controllo delle installazioni in cui viene trattato o immagazzinato il tritio;

11.chiede alla Commissione di proporre la revisione delle disposizioni del trattato CEEA nel senso di consentire la partecipazione del Parlamento europeo al processo decisionale comunitario sull'energia nucleare, con particolare riferimento alla ricerca e alla sicurezza, e di prevedere la valutazione di tali decisioni da parte del Parlamento;

12.invita la Commissione a mantenere un ruolo attivo nello sviluppo della ricerca e nella revisione della sicurezza nucleare e degli studi epidemiologici;

13.chiede con fermezza alla Commissione, date le esigenze constatate nel settore della ricerca e in vista del quarto programma quadro, di aumentare gli stanziamenti destinati al programma specifico di ricerca e sviluppo nel settore della sicurezza nucleare, analizzando con particolare attenzione la dinamica degli incidenti verificatisi, onde ricercare soluzioni per quanto attiene allo smantellamento delle centrali nucleari e al trattamento, alla gestione e al deposito di rifiuti nucleari;

14.chiede alla Commissione di snellire le procedure per la valutazione dell'impatto radioattivo a medio e a lungo termine sull'uomo e sull'ambiente, vista l'intenzione di costruire e gestire depositi definitivi per scorie altamente radioattive in Europa;

15.invita la Commissione a compiere un'analisi delle possibilità esistenti nei vari Stati membri per il deposito a lungo termine delle scorie altamente radioattive prodotte in un determinato Stato membro;

16.chiede alla Commissione di continuare le ricerche nel settore della riduzione degli isotopi radioattivi a lunga vita mediante transmutazione;

17.chiede alla Commissione di presentargli iniziative e una relazione in cui spieghi, con riferimento ai reattori sperimentali, come pensa di adempiere agli accordi internazionali di non proliferazione firmati dagli Stati membri;

18.si compiace delle risoluzioni del Consiglio che promuovono la partecipazione della Comunità ad attività di cooperazione internazionale, come il NUSS (Nuclear Safety Standards) e gli OSART (Operational Safety Review Teams) dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica dell'ONU;

19.insiste affinché si potenzino le iniziative della Commissione intese a migliorare la sicurezza dei reattori e le procedure di sicurezza di reattori e impianti nucleari nei paesi dell'Europa centrale e orientale, ricorrendo, in particolare agli scambi di esperti e di tecnologie, e affinché si incoraggino programmi e accordi fra responsabili della sicurezza nucleare quali il gruppo CONCERT (struttura di lavoro che raggruppa rappresentanti delle autorità normative degli Stati membri della Comunità e di altri Stati europei, inclusi quelli dell'Europa orientale) e tra le società elettriche quale la WANO (World Association of Nuclear Operators), e chiede che se ne preveda un finanziamento adeguato; invita nel contempo la Commissione a intraprendere iniziative che consentano di organizzare in questi paesi un controllo di sicurezza del tipo CEEA;

20.invita pertanto la Commissione a vagliare la possibilità di stabilire con urgenza contatti diretti con i paesi dell'Europa centro-orientale in materia di sicurezza nucleare, prevedendo fra l'altro lo scambio di esperti e tecnologia;

21.invita gli Stati membri della Comunità e la Commissione, nella prospettiva di un sistematico progresso verso una convenzione internazionale sulla sicurezza nucleare, a incrementare gli sforzi concertati nell'ambito dell'attuazione della summenzionata risoluzione del Consiglio del 22 luglio 1975;

22.sostiene che nel quadro delle procedure di rinnovo dei permessi di esercizio non possa essere accordata alcuna deroga in questo settore e che debbano essere messi fuori servizio gli impianti incapaci di rispondere alle esigenze della massima sicurezza, a causa della loro conformazione (assenza di una barriera di confinamento, incapacità di resistere a scosse sismiche, protezione insufficiente contro gli incidenti di origine esterna) o in virtù del costo delle trasformazioni necessarie;

23.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai governi degli Stati membri.

 
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