Risoluzione B3-1111, 1113, 1114 e 1116/92
Risoluzione sulla dichiarazione relativa al Vertice di Helsinki II
Il Parlamento europeo,
-viste le conclusioni contenute nel "documento di Helsinki 1992 - Le sfide del cambiamento" adottato in occasione del vertice del 9 e 10 luglio 1992,
-vista la dichiarazione del Consiglio europeo di Dublino che pone l'accento sull'importanza del processo CSCE dopo la fine della guerra fredda e sulla necessità di un migliore coordinamento delle attività degli Stati membri della Comunità nei settori relativi alla politica della CSCE,
-viste le conclusioni del Consiglio europeo di Lisbona, nelle quali si riafferma l'impegno della Comunità e dei suoi Stati membri nel processo della CSCE e si sottolinea il contributo della CSCE alla libertà, alla pace e alla stabilità in Europa,
-vista la relazione al Consiglio europeo di Lisbona sulla probabile evoluzione della Politica estera e di sicurezza comune (PESC), in cui si propone che il processo della CSCE sia oggetto di azioni comuni nel settore della sicurezza,
-viste le proprie risoluzioni del 9 ottobre 1990 sulla Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa (Helsinki II) G.U. n. C 284 del 12.11.1990, pag. 36., del 17 maggio 1991 sul ruolo dell'Europa ai fini della sicurezza nel bacino mediterraneo G.U. n. C 158 del 17.6.1991, pag. 292., del 10 giugno 1991 sulle prospettive per una politica europea della sicurezza: Importanza di una politica europea della sicurezza e sue conseguenze istituzionali per l'Unione politica europea G.U. n. C 183 del 15.7.1991, pag. 18. e dell'11 luglio 1991 sul ruolo della Comunità nella CSCE G.U. n. C 240 del 16.9.1991, pag. 187.,
-visto il dibattito in Aula del 9 giugno 1992 sul ruolo da attribuire al Parlamento europeo nel contesto dell'Assemblea parlamentare della CSCE, che ha tenuto la sua riunione costitutiva dal 3 al 5 luglio 1992 a Budapest,
-visto il calendario delle future riunioni dei vari organi della CSCE,
A.considerando che il mantenimento della pace, della stabilità, della sicurezza e della prevenzione e la soluzione dei conflitti regionali in Europa richiedono il rafforzamento di organismi universali, sia globali che regionali; evolvendosi verso un'autentica struttura regionale nel quadro delle Nazioni Unite, assume progressivamente tale caratteristica,
B.considerando che i conflitti che imperversano attualmente in Europa dimostrano chiaramente come la CSCE non possa svolgere tale ruolo fondamentale se i propri poteri, strumenti e responsabilità rimarranno quali sono stati finora,
1.plaude alla Dichiarazione di Helsinki, approvata dal vertice CSCE il 10 luglio 1992, come passo nella giusta direzione verso il potenziamento delle strutture e delle istituzioni CSCE e una loro maggiore efficacia e capacità di affrontare le crisi in atto;
2.si compiace in particolare per i progressi raggiunti nei seguenti settori:
-il nuovo ruolo di guardiano della pace della CSCE,
-la creazione del posto di Alto commissario per le minoranze, anche se con mandato insufficiente,
-la creazione del Forum CSCE per la sicurezza sul disarmo e una maggiore cooperazione nel campo della sicurezza e della prevenzione dei conflitti,
-l'istituzione di un Forum economico,
-la dichiarazione sulla politica ambientale,
-la creazione di una troika sul modello comunitario;
3.sollecita il Consiglio europeo, il Consiglio e gli Stati membri a favorire queste nuove iniziative, incrementando il loro contributo finanziario alla CSCE;
4.è del parere che l'istituzione della CSCE come accordo regionale ai sensi del Capitolo VIII della Carta dell'ONU costituisca un importante collegamento tra la sicurezza europea e la sicurezza mondiale; ritiene che una simile evoluzione garantisca che le operazioni di mantenimento della pace, sotto la responsabilità della CSCE e sostenute eventualmente da altre istituzioni, siano condotte nel pieno rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite; considera che la CSCE possa altresì svolgere un ruolo primario nell'eliminazione delle armi ABC di distruzione di massa;
5.riafferma l'importanza che occorre attribuire alla dimensione umana e ai problemi dei rifugiati e degli sfollati;
6.chiede che il prossimo incontro ministeriale CSCE che si svolgerà nel dicembre 1992 approvi la proposta franco-tedesca volta a creare un tribunale di conciliazione e di composizione dei conflitti per la rapida e pacifica risoluzione di questi ultimi e la proposta britannica per l'approvazione di un codice di condotta che disciplini le relazioni tra gli Stati membri in materia di sicurezza;
7.esprime la propria soddisfazione per il fatto che la Comunità europea abbia presentato proposte coordinate per quanto riguarda la prevenzione delle crisi e la composizione dei conflitti;
8.ritiene che lo statuto di membro osservatore attribuito al Parlamento europeo nell'assemblea parlamentare CSCE sia totalmente inaccettabile; rammenta che la Comunità è tra i firmatari della Carta di Parigi adottata nel novembre 1990 e ribadisce la propria ferma determinazione a partecipare alle attività della nuova Assemblea parlamentare della CSCE; sottolinea che tale questione interessa tutte le Istituzioni comunitarie ed è tale da influenzare i rapporti fra la Comunità e la CSCE, qualora non sia garantita una partecipazione a pieno titolo;
9.chiede pertanto che la Commissione, in quanto custode dei trattati ed esercitando la sua funzione esecutiva, intervenga vigorosamente presso gli altri firmatari della Carta di Parigi affinché le prerogative del Parlamento europeo in seno all'assemblea CSCE vengano pienamente rispettate;
10.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla Cooperazione politica europea, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, ai governi e ai parlamenti degli altri Stati membri della CSCE nonché al Presidente dell'Assemblea parlamentare della CSCE.