Risoluzione B3-1261/92
Risoluzione sulle relazioni con la Comunità di Stati indipendenti
Il Parlamento europeo,
-viste le proprie risoluzioni del 9 luglio 1992 sulla cooperazione economica tra la Comunità europea e la Comunità di Stati indipendenti e sugli aiuti di urgenza ai nuovi Stati indipendenti dell'ex Unione Sovietica Processo verbale della seduta, parte II, punto 7.
,
-preso atto di quanto emerso nell'audizione sui problemi economici e politici delle repubbliche della CSI svoltasi il 10 e 11 settembre 1992 e organizzata congiuntamente dalla commissione per gli affari esteri e la sicurezza, dalla commissione per le relazioni economiche esterne, dalla commissione per i bilanci, dalla commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale e dalla delegazione per le relazioni con le Repubbliche della Comunità di Stati indipendenti (CSI),
-preso atto dei colloqui multilaterali svoltisi dal 22 al 24 maggio 1992 a Lisbona sull'assistenza agli Stati dell'ex Unione Sovietica che hanno recentemente acquisito l'indipendenza,
-vista la prossima Conferenza di Tokyo sull'assistenza agli Stati dell'ex Unione Sovietica che hanno recentemente acquistato l'indipendenza,
A.considerando l'imminente pericolo di un'inflazione galoppante negli Stati della CSI, che potrebbe compromettere l'intero processo di riforma,
B.considerando il drammatico e costante calo della produzione e delle estrazioni di petrolio, degli investimenti e dei salari reali,
C.considerando il pesante fardello del debito estero ereditato dal passato e l'incapacità dei creditori, sino a questo momento, di accordarsi su di una ristrutturazione del debito e rilevando che non è realistico prevederne il rimborso nel prossimo futuro senza un aiuto,
D.considerando il peso sproporzionato della produzione bellica nelle economie di Russia e Ucraina,
E.considerando la dipendenza di molte fra le principali città e regioni da poche industrie belliche nonché la mancanza di fondi per misure sociali di sostegno a favore della manodopera in eccesso,
F.considerando che le democrazie occidentali spendono tuttora 100 miliardi di dollari all'anno in armamenti, molti dei quali sono divenuti superflui con la fine della guerra fredda ma torneranno a essere necessari se tali fondi non verranno utilizzati come fonte di aiuti per stabilizzare l'Europa orientale,
G.considerando il tempo necessario per la riconversione dell'industria bellica così come la mancanza di alternative occupazionali e di sistemi di sicurezza sociale,
H.considerando il recente, drammatico aumento del debito,
I.considerando lo sconvolgimento degli scambi commerciali e dei pagamenti tra le repubbliche della CSI,
J.considerando il vuoto amministrativo seguito allo scioglimento del partito comunista,
K.considerando che è necessario del tempo per sviluppare nuove strutture amministrative in tali Stati appena costituiti,
L.considerando la mancanza sino a questo momento di sostanziali aiuti monetari da parte della Comunità e delle altre democrazie industriali,
M.considerando la necessità di sviluppare rapidamente infrastrutture per il magazzinaggio, la distribuzione e il trattamento dei prodotti agricoli,
N.considerando l'assoluta urgenza di garantire la sicurezza degli impianti nucleari e di smantellare gli arsenali di armi nucleari e convenzionali,
O.considerando l'esigenza di sostanziali interventi di ristrutturazione nel settore dell'industria petrolifera per tornare ai livelli di produzione del passato e ottenere le entrate in valuta forte estremamente necessaria,
P.considerando la necessità di concludere la "Carta sull'energia" onde costituire un'equa base per gli investimenti interni nel settore petrolifero,
Q.considerando la necessità di incoraggiare gli investimenti interni attraverso la creazione di un valido sistema di diritto commerciale nonché l'esigenza di chiare strutture amministrative per le relazioni con gli operatori esteri,
R.considerando la necessità di ripristinare gli scambi commerciali tra la CSI, l'Europa centrale e i Balcani,
S.considerando le enormi potenzialità di scambi commerciali tra le economie in fase di espansione della CSI e la Comunità europea,
T.considerando il rischio estremamente concreto di un totale collasso economico delle repubbliche della CSI, che potrebbe portare all'insediamento di regimi autoritari in luogo delle nuove, ben disposte democrazie, alla destabilizzazione in Europa centrale e alla necessità per la Comunità di ritornare completamente ad una politica di difesa militare,
U.considerando l'estrema gravità della situazione in numerose regioni della CSI dal punto di vista ambientale e sanitario,
V.considerando che i Vertici di Washington e Lisbona non hanno conferito sufficiente urgenza al processo di coordinamento dell'assistenza internazionale e che non si è ancora giunti ad un programma di aiuti coerente, coordinato e valido da parte dell'Occidente,
W.considerando il vuoto di potere negli Stati Uniti fino all'insediamento del nuovo Presidente a metà gennaio 1993,
X.considerando che alla Comunità europea si offre un'opportunità unica per intervenire con decisione e impostare in modo nuovo e originale una nuova partnership Est-Ovest,
1.ritiene che gli Stati membri della Comunità debbano cooperare politicamente e costituire, ricorrendo per quanto necessario all'aiuto esterno, un pacchetto finanziario volto ad evitare un'inflazione galoppante nella CSI; ritiene urgente e necessario tale pacchetto per stabilizzare il rublo in attesa che le riforme strutturali dell'industria della CSI possano dare i loro effetti, che le vendite di petrolio possano ancora una volta consentire di raccogliere valuta forte e che le riforme agricole possano ovviare alle necessità di importazioni di generi alimentari;
2.invita gli Stati membri ad utilizzare il loro peso e influenza per giungere ad un rapido accordo sulla ristrutturazione del debito;
3.ritiene che la Comunità debba aiutare e incoraggiare le repubbliche della CSI ad istituire sin d'ora un sistema di compensazione dei pagamenti, per evitare di turbare ulteriormente gli scambi commerciali fra le stesse;
4.reputa che la Comunità debba prendere in esame con gli Stati della CSI la costituzione di una zona di libero scambio, con tutte le misure di salvaguardia temporanee eventualmente necessarie, onde incoraggiare il commercio tra i suddetti Stati, includendovi se possibile anche l'Europa centrale;
5.ritiene che
a)la Comunità debba consultarsi con gli Stati della CSI e le loro industrie belliche al fine di valutare le esigenze di ricostruzione che tali industrie potrebbero soddisfare se disponessero dell'attrezzatura necessaria,
b)gli Stati membri debbano prendere in esame un programma di "aiuti al posto di armi", di modo che, invece di trasmettere alle proprie industrie belliche commesse per attrezzature militari superflue, commissionino loro le attrezzature necessarie per ristrutturare le industrie belliche della CSI e permettere loro di far fronte alle necessità di infrastrutture delle repubbliche che la compongono,
c)gli Stati membri debbano proporre tale programma anche agli altri produttori occidentali di armamenti la cui industria bellica è in declino;
6.ritiene che l'autorità di bilancio della Comunità debba fare in modo di garantire le risorse necessarie a consentire alla Commissione di ampliare il più rapidamente possibile il suo validissimo programma di assistenza tecnica, finora unico nel suo genere, e invita in particolare la Commissione a
a)concentrare i propri sforzi sull'organizzazione di aiuti a favore delle repubbliche della CSI per assisterle nell'elaborazione di una legislazione commerciale tale da stimolare gli investimenti esteri,
b)definire, d'accordo con le repubbliche, un programma di assistenza e supervisione per il rapido miglioramento della distribuzione, del magazzinaggio e della lavorazione dei prodotti agricoli;
7.invita la Comunità ad ampliare l'assistenza nel settore ambientale alle varie repubbliche in modo da far fronte ai pressanti problemi dell'inquinamento chimico e radioattivo e della distruzione di habitat unici nel loro genere;
8.sollecita gli Stati membri a giungere a una decisione, nell'ambito della cooperazione politica, sulle loro proposte per la Carta dell'energia e a promuovere quindi la rapida conclusione di un accordo per rimuovere le incertezze e favorire i cospicui investimenti necessari per accrescere il livello delle estrazioni di petrolio e migliorare la principale fonte immediata di entrate in valuta forte;
9.ritiene che, per quanto riguarda il coordinamento degli aiuti internazionali, il FMI, pur avendo una funzione importantissima per favorire le riforme monetarie, sia troppo specializzato e troppo staccato dal dialogo politico per coordinare gli sforzi di assistenza, che, per la loro entità e complessità, sono unici nel loro genere e non hanno alcun precedente storico;
10.ritiene pertanto che vi dovrebbe essere un organismo ufficiale di collaborazione tra i principali donatori ed i beneficiari ai fini della definizione delle priorità e della decisione delle modalità, dei livelli e della distribuzione degli aiuti e che tale struttura debba essere retta dai ministri politicamente responsabili nonché dotata di proprio personale specializzato formato da esperti locali e internazionali;
11.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla Cooperazione politica europea, ai governi degli Stati membri e delle repubbliche della Comunità di Stati indipendenti nonché ai partecipanti alla prossima Conferenza di Tokyo.