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Parlamento Europeo - 15 dicembre 1992
Carta comunitaria dei diritti sociali dei lavoratori

RISOLUZIONE A3-0386/92

Risoluzione sulla prima relazione della Commissione concernente l'attuazione della Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori

Il Parlamento europeo,

- vista la prima relazione sull'attuazione della Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori (COM(91) 511)

- vista la Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori,

- vista la Comunicazione della Commissione sul suo programma d'azione per quanto riguarda l'attuazione della Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori del 5 dicembre 1989 (COM(89) 568),

- viste le proprie risoluzioni

. del 15 marzo 1989 sulla dimensione sociale del mercato interno

. del 14 settembre 1989 sulla coesione economica e sociale ,

. del 22 novembre 1989 sulla Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali ,

. del 22 novembre 1989 sulla coesione economica e sociale ,

. del 15 febbraio 1990 sulle iniziative legislative prioritarie in materia sociale da inserire nel programma di lavoro della Commissione per il 1990 ,

. del 13 settembre 1990 sul programma d'azione della Commissione per quanto riguarda l'attuazione della Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori - priorità per gli anni 1991-1992 ,

. del 22 febbraio 1991 sul programma di lavoro della Commissione per il 1991 ,

. del 17 maggio 1991 sulla realizzazione del Programma d'azione sociale ,

. del 12 settembre 1991 sul completamento del mercato interno e la dimensione sociale ,

. dell'8 luglio 1992 sul mercato europeo del lavoro dopo il 1992 ,

. del 9 luglio 1992 sulla dimensione sociale del mercato interno ,

- visto l'articolo 121 del proprio regolamento,

- visti la relazione della commissione per gli affari sociali, l'occupazione e le condizioni di lavoro e il parere della commissione per la cultura, la gioventù, l'istruzione e i mezzi d'informazione (A3-0386/92),

A. considerando che nel dicembre 1989 il Consiglio europeo riunito a Strasburgo ha adottato, ad eccezione del Regno Unito, la Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori e che la Commissione ha adottato un programma d'azione per quanto riguarda l'attuazione di tale Carta,

B. considerando che la Carta comunitaria è intesa a rafforzare la dimensione sociale del mercato unico europeo che dovrà essere completato alla data del 31 dicembre 1992,

C. considerando che il Parlamento ha ripetutamente espresso la sua preoccupazione per gli scarsi progressi registrati nel processo decisionale relativo alle proposte della Commissione, segnatamente per la mancanza, da parte di taluni Stati membri, della volontà politica di adottare tali proposte,

D. considerando che il Parlamento ha ripetutamente avanzato proposte allo scopo di accelerare il processo decisionale in seno al Consiglio, segnatamente:

- l'organizzazione di un trialogo tra Consiglio, Commissione e Parlamento sulla politica sociale,

- un maggiore coinvolgimento delle parti sociali alle discussioni preliminari,

- il diritto di subordinare il suo accordo in ordine a misure per il mercato interno nei settori commerciale, finanziario ed economico al contenuto, al carattere giuridicamente vincolante e al ritmo di attuazione delle misure contenute nel programma d'azione,

- l'invito ai parlamenti degli Stati membri a interpellare i ministri che rappresentano il governo nei Consigli Mercato interno, ECOFIN e Affari sociali,

- la possibilità di adire la Corte di giustizia ogniqualvolta il Consiglio legiferi mediante un accordo politico senza tener conto della posizione del Parlamento, contravvenendo così alla procedura di cooperazione,

E. considerando che il Parlamento ha indicato le seguenti 5 direttive prioritarie da approvarsi quanto prima:

- condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori atipici;

- ristrutturazione e riorganizzazione del tempo di lavoro;

- informazione, consultazione e partecipazione dei lavoratori nelle imprese di dimensione comunitaria;

- subappalti;

- tutela delle gestanti;

e che a tutt'oggi nessuna di esse è stata pienamente attuata,

F. considerando che si registrano nondimeno progressi reali in materia di sicurezza e di tutela della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro, dimostrando così che, se vi è la volontà politica, la Comunità può effettivamente comportare un progresso sociale,

G. considerando che, data la preoccupante situazione economica, è necessario condurre una politica dell'occupazione più attiva,

H. considerando che l'aumento dei posti di lavoro nell'ultimo decennio si è verificato in buona parte anche nel settore dei cosiddetti rapporti di lavoro atipici e che l'ampia disparità delle normative in materia può comportare distorsioni di concorrenza tra le imprese degli Stati membri della Comunità, a scapito delle condizioni di lavoro dei dipendenti,

I. considerando che fenomeni di concorrenza sleale possono insorgere anche a causa della notevole diversità delle normative concernenti l'organizzazione del tempo di lavoro,

J. considerando che è equo e opportuno mantenere la flessibilità e la deregolamentazione del lavoro entro margini umanamente e socialmente accettabili, che il livello di protezione sociale non deve risentirne e che il dialogo sociale - sul piano settoriale, regionale, nazionale e europeo -costituisce il contesto più indicato per definire le necessarie norme,

K. considerando che, concludendosi con l'unificazione economica derivante dal completamento del mercato interno una fase importante, è opportuno estendere alle imprese europee il dialogo sociale, caratteristico dell'economia degli Stati membri, e che a tale scopo occorre creare un quadro giuridico,

1. si compiace dei notevoli progressi in materia di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori sul lavoro e chiede al Consiglio di adottare quanto prima le restanti proposte di direttiva in materia, tenendo conto dei pareri formulati dal Parlamento;

2. si indigna per la mancanza di progressi nel processo decisionale concernente le varie proposte di direttiva rientranti negli altri settori del programma di azione sociale e rammenta ai governi degli Stati membri, e in particolare a quello del Regno Unito, la loro responsabilità;

3. esorta il Consiglio ad adottare entro il giugno 1993 almeno i testi legislativi ritenuti prioritari, in modo da assicurare un miglioramento tangibile delle condizioni di vita e di lavoro dei cittadini negli Stati membri, precisando altresì che le disposizioni in parola non possono recare pregiudizio ai diritti sociali acquisiti negli Stati membri che garantiscono un più elevato livello di protezione;

4. deplora l'atteggiamento del governo britannico nei confronti della dimensione sociale e esorta nuovamente tale governo ad aderire all'Accordo sociale sottoscritto dagli altri undici Stati membri nell'ambito del Trattato sull'Unione europea, in quanto solo in questo modo si può dare avvio alla realizzazione di un'unione sociale omogenea nella Comunità;

5. ritiene che l'occupazione debba rappresentare una priorità per la Comunità e che l'obiettivo finale di tutte le politiche comunitarie debba essere la lotta contro la disoccupazione; ritiene altresì che una crescita economica armonica e costante, la stabilità dei rapporti di lavoro e l'approfondimento del dialogo sociale contribuiscano alla creazione di posti di lavoro, ma che, non bastando la crescita economica a supplire alla mancanza di posti di lavoro, si debba tener conto delle raccomandazioni formulate dal Parlamento europeo, in particolare nella summenzionata risoluzione del 13 settembre 1990;

6. invita il Consiglio europeo a tener conto della grave crisi che si riflette tra l'altro nella perdita di posti di lavoro e lo esorta pertanto a sottoporre ad approfondita valutazione i criteri relativi alla convergenza economica e alla riduzione del disavanzo pubblico, onde consentire alle autorità di stanziare risorse per la creazione di nuovi posti di lavoro e la salvaguardia della protezione sociale;

7. auspica che venga messo a punto un nuovo programma d'azione per quanto riguarda l'attuazione della Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori, visto che l'attuale programma non è bastato a garantire una convergenza sociale ed economica soddisfacente;

8. chiede alla Commissione e al Consiglio di associare strettamente il Parlamento a tutte le iniziative intese ad attuare una politica industriale ed occupazionale e chiede in particolare che:

- la Commissione presenti al Parlamento, su base semestrale, una relazione sulle attività della rete dei coordinatori nazionali in materia di occupazione,

- il Consiglio presenti al Parlamento, su base semestrale, una relazione sulle attività e i risultati delle discussioni in sede di comitato permanente per l'occupazione;

9. ritiene che una migliore opera di informazione da parte della Commissione nelle relazioni che accompagnano le sue proposte, in particolare per quanto riguarda i cambiamenti concreti derivanti dall'attuazione delle disposizioni negli Stati membri, la portata dei progressi sociali cui si tende, i costi di esecuzione della normativa in questione, il numero di imprese o di lavoratori interessati, contribuisca a decisioni più fondate e privi gli Stati membri di un alibi per ritardare le procedure decisionali relative alle direttive necessarie per dare attuazione alla Carta sociale;

10. ritiene che la normativa europea in materia sociale debba quantomeno rispettare le norme stabilite nelle convenzioni e raccomandazioni dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) e chiede alla Commissione di sottoporre annualmente al Comitato economico e sociale, al Parlamento, al Consiglio e agli Stati membri una relazione sulla ratifica, l'introduzione e l'applicazione pratica delle norme OIL negli Stati membri e sui problemi giuridici tra Comunità e OIL;

11. incarica la Commissione di presentargli sistematicamente al Parlamento una relazione circostanziata sulle consultazioni tenute con le parti sociali ed i rappresentanti degli Stati membri in sede di preparazione delle sue proposte;

12. incarica la Commissione di effettuare un esame approfondito della struttura dei redditi nella Comunità, in modo da ottenere un quadro delle disparità salariali e reddituali, e della misura in cui continua a svilupparsi la società dualistica; chiede altresì alla Commissione di elaborare, tramite una comunicazione al Consiglio e al Parlamento, proposte per ovviare a questa scissione della società, cui va imputata anche la clamorosa avanzata della povertà nella Comunità;

13. invita gli Stati membri, nel quadro dell'elaborazione della relazione annuale sull'attuazione della Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori, a presentare al Comitato economico e sociale, al Parlamento europeo e alla Commissione un rapporto dettagliato sull'applicazione della normativa comunitaria di attuazione della Carta comunitaria, sul controllo dell'esecuzione di detta normativa e sulle sanzioni comminate in caso di violazione, indicando anche in che modo intendono porre rimedio alle carenze riscontrate;

14. auspica che la Commissione renda disponibili gli studi che essa effettua in preparazione di una proposta di direttiva;

15. ribadisce la sua richiesta concernente l'inserimento di clausole sociali negli accordi di commercio e di cooperazione e incarica la Commissione, al momento della presentazione al Parlamento di accordi di commercio e di cooperazione e dei relativi protocolli finanziari, di sottoporre una relazione circostanziata sull'applicazione delle norme internazionali dell'OIL e sull'attuazione delle principali convenzioni concernenti i diritti umani nello Stato con cui viene concluso l'accordo;

16. chiede che i diversi programmi di formazione professionale siano razionalizzati e resi complementari per aiutare i giovani a prepararsi alle esigenze di un mondo in piena trasformazione e sottolinea l'importanza di prevedere un reddito minimo garantito per i giovani, onde aiutarli nella loro formazione di base e consentire loro di accedere al mondo di lavoro;

17. chiede che i ragazzi di età inferiore ai 16 anni non debbano più essere obbligati a svolgere un lavoro retribuito e insiste affinché sia costituito al più presto il Fondo di coesione economica e sociale con lo scopo di porre definitivamente al bando il lavoro infantile;

18. rivolge un insistente appello alla Commissione e al Consiglio affinché lottino nel modo più efficace contro la disoccupazione giovanile, facendo di questa lotta uno dei loro obiettivi principali, e chiede che sia adottata quanto prima la proposta di direttiva sulla protezione dei giovani sul lavoro;

19. incarica la propria commissione per gli affari sociali di verificare lo stato di attuazione delle proposte concrete della Commissione nel quadro del programma d'azione sociale e di mettere a punto, tenendo conto delle posizioni precedentemente assunte, una strategia parlamentare per quanto concerne:

a) la realizzazione della dimensione sociale nel mercato unico del 1992;

b) l'attuazione effettiva degli accordi di Maastricht in materia di politica sociale e l'elaborazione di misure atte a far fronte alle conseguenze sociali dell'applicazione dei criteri di convergenza economica;

c) lo sviluppo di politiche che contribuiscano alla realizzazione di un'Unione sociale europea; la preparazione della revisione del trattato sull'Unione europea nel 1996;

d) gli strumenti di bilancio e le politiche di accompagnamento per la realizzazione degli obiettivi di cui sopra;

20. ritiene che anche le proprie commissioni per i problemi economici e monetari e la politica industriale, per la politica regionale e per i bilanci debbano essere associate a tali attività;

21. ritiene che al riguardo siano opportuni contatti regolari e quanto più frequenti possibile tra parti sociali, Consiglio, Commissione e Parlamento;

22. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, nonché alle parti sociali a livello nazionale e comunitario.

 
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