RISOLUZIONE B3-1690, 1711, 1734, 1752, 1744, 1777 e 1783/92
Risoluzione sugli stupri di donne nell'ex Jugoslavia
Il Parlamento europeo,
- vista la Convenzione di Ginevra sulla protezione delle vittime di guerra dell'agosto 1949,
- vista la Carta delle Nazioni Unite, in particolare la Dichiarazione sulla protezione di donne e bambini in casi di emergenza e di conflitto armato del 14 dicembre 1974,
- vista la dichiarazione del Consiglio europeo di Edimburgo del 12 dicembre 1992 sul trattamento inflitto alle donne musulmane nell'ex Jugoslavia,
A. considerando che nella sola Repubblica di Bosnia-Erzegovina diverse decine di migliaia di donne e adolescenti fatte prigioniere sono state sistematicamente violentate e che in molti casi si sono trovate incinte,
B. considerando che i campi di prigionia sono veri e propri campi di stupro e di morte, nei quali si fa un ricorso mirato alla violenza sessuale come tattica di guerra, e consapevole del fatto che tale prassi costituisce un elemento della cosiddetta pulizia etnica attuata mediante la distruzione della struttura coniugale e familiare musulmana,
C. informato del fatto che numerose donne sono state rinchiuse dalle milizie serbe in bordelli di guerra ove vengono sottoposte a violenza,
D. ricordando che questi crimini sono stati condannati, il 1· dicembre 1992 a Ginevra, dalla Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite,
1. condanna fermamente la detenzione e gli stupri sistematici di donne musulmane in Bosnia-Erzegovina;
2. chiede che gli stupri siano considerati crimini di guerra, che i responsabili di questi crimini contro l'umanità siano deferiti alla giustizia e che le vittime siano risarcite;
3. chiede che si accelerino senza indugio le indagini internazionali miranti a punire rapidamente i criminali di guerra;
4. chiede che i campi di stupro e di sterminio vengano denunciati a livello internazionale e smantellati e che i prigionieri vengano rilasciati;
5. chiede l'immediata liberazione di queste donne vittime di guerra e lo smantellamento dei campi di reclusione attraverso il ricorso a tutti i mezzi necessari;
6. invita gli Stati membri a facilitare l'accoglienza delle vittime di guerra, in particolare di donne e bambini;
7. chiede alla Commissione e al Consiglio di concedere un sostegno finanziario per la creazione di centri di accoglienza destinati alle donne, nei paesi d'origine o negli Stati membri;
8. è convinto che le donne violentate non possano essere costrette a portare avanti simili gravidanze indesiderate e che è necessario garantire loro libertà di scelta in materia di aborto assicurando al contempo assistenza medica;
9. ritiene opportuno che una delegazione congiunta di Parlamento e Consiglio si rechi nella regione per valutare la situazione e riferisca in merito al Parlamento;
10. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al segretario generale delle Nazioni Unite, nonché ai governi delle repubbliche dell'ex Jugoslavia.