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Parlamento Europeo - 18 dicembre 1992
Comunità europea e i paesi baltici, relazioni economiche e commerciali

RISOLUZIONE A3-0364/92

Risoluzione sulle relazioni economiche e commerciali fra la Comunità europea e i paesi baltici

Il Parlamento europeo,

- vista la proposta di risoluzione degli onn. Moorhouse e Peijs sugli accordi di cooperazione fra la Comunità europea, l'Estonia, la Lettonia e la Lituania (B3-1651/91),

- vista la proposta di risoluzione dell'on. Alber e altri sulle relazioni fra la Comunità europea e l'Estonia, la Lettonia e la Lituania (B3-0057/92),

- visto l'articolo 121 del proprio regolamento,

- vista la relazione della commissione per le relazioni economiche esterne (A3-0364/92),

A. considerando che la Comunità non lesina alcun appoggio a tutte le Repubbliche dell'ex Unione Sovietica, con specifico riferimento agli Stati baltici,

B. consapevole che il crollo dell'Unione sovietica e del COMECON e lo sconvolgimento provocato negli Stati baltici dal crollo dell'assetto esistente hanno ripercussioni economiche e finanziarie dirette sull'economia di tali Stati,

C. consapevole che gli Stati baltici sono tre paesi distinti con esigenze e problemi diversi,

D. considerando che in alcuni settori economici la dipendenza dei paesi baltici dall'ex Unione sovietica è fortissima se non addirittura vitale,

E. considerando che la mancanza di forniture energetiche e la conseguente dipendenza dei paesi baltici dall'ex Unione sovietica crea problemi di natura particolare,

F. considerando che in detti Stati le difficoltà economiche e i problemi politici sono tra loro connessi e che pertanto l'evolversi della situazione deve esser la risultante di uno sviluppo favorevole di questi due fattori,

G. considerando gli sforzi delle Repubbliche baltiche tesi a privatizzare l'economia e a ripristinare l'economia di mercato,

H. considerando che attualmente tali sforzi non producono i risultati desiderati nel breve termine,

I. prendendo atto con rammarico del fatto che il rovescio della medaglia della politica di riforma consiste nell'incremento della disoccupazione e nella marcata flessione del potere d'acquisto della popolazione,

J. considerando che il programma di transizione verso l'economia di mercato include la liberalizzazione del commercio estero,

K. considerando che le relazioni economiche e commerciali fra la Comunità e gli Stati baltici, pur sviluppandosi, non sono assolutamente all'altezza delle loro potenzialità,

L. considerando che nei paesi baltici i problemi di natura etica e nazionale hanno gravi ripercussioni di tipo politico, sociale ed economico,

M. considerando che per tali Stati l'indipendenza comporta un equilibrio nelle rispettive relazioni politiche, economiche e commerciali con la Scandinavia, la Comunità europea e l'ex Unione sovietica,

N. considerando che le economie di tali paesi sono in competizione piuttosto che complementari tra loro,

1. plaude alla stipula di accordi commerciali e di cooperazione fra la Comunità e ciascuno dei paesi baltici;

2. si compiace per l'estensione a detti paesi del programma PHARE;

3. si augura che il sostegno comunitario ai paesi baltici sia concentrato in particolare sui seguenti aspetti:

- partecipazione a operazioni triangolari effettuate nell'ambito dell'assistenza all'ex Unione Sovietica, ivi compresa l'autorizzazione a rivendere i cereali importati e trasformati in alimenti per il bestiame,

- fornitura di medicinali e apparecchiature mediche,

- fornitura di materiale tecnico per azioni di tutela ambientale,

- formazione professionale di funzionari pubblici e operatori economici negli Stati baltici, procedendo a un trasferimento di know-how;

4. chiede l'adozione di misure ambientali urgenti in tali paesi, in particolare per quanto concerne:

- le zone militari,

- la produzione di energia a partire da scisti bitumosi e mediante le due centrali nucleari del tipo RBMK site in Lituania,

- la produzione alimentare e l'industria agroalimentare;

5. ritiene che i problemi ambientali della regione baltica debbano essere risolti su scala regionale in un regime di cooperazione fra le tre Repubbliche baltiche, le Repubbliche dell'ex Unione sovietica, la Comunità europea e i paesi EFTA;

6. ritiene che la creazione di nuove industrie nelle Repubbliche baltiche richiederà l'adozione di importanti misure ambientali nella regione;

7. è consapevole della comune dipendenza degli Stati membri della Comunità e dei paesi baltici dalle forniture energetiche e chiede pertanto alla Commissione di mettere a punto eventuali possibili soluzioni comuni al problema della dipendenza energetica, nel mutuo interesse dalla Comunità e degli Stati baltici;

8. auspica che la regione baltica divenga un polo di sviluppo economico per la Scandinavia, la Comunità europea e i paesi baltici e che la Commissione contribuisca allo studio di piani specifici di sviluppo in tal senso;

9. appoggia la richiesta dei paesi baltici in ordine al ritiro delle truppe "straniere" tutt'ora di stanza in detti paesi;

10. espirme la propria inquietudine per l'aumento delle tensioni tra le varie etnie della regione baltica e ritiene che sia necessario adoperarsi per garantire la coesistenza pacifica e lo sviluppo di tutte le realtà etniche presenti negli Stati baltici;

11. ritiene che i principi contenuti nella legge sulla cittadinanza promulgata dall'Estonia e nella risoluzione sulla cittadinanza adottata dalla Lettonia rischino di esacerbare le tensioni etniche sia nei paesi baltici che nell'ex Unione sovietica e siano suscettibili, qualora applicati in modo restrittivo, di dar luogo a violazioni dei diritti delle minoranze sanciti dalla Carta CSCE di Parigi;

12. esprime la propria preoccupazione relativamente alle clausole di reciprocità contenute nella legge sullo status giuridico degli stranieri promulgata dalla Lituania il 4 settembre 1991;

13. ritiene che, una volta conclusi gli accordi di cooperazione, la Commissione dovrebbe verificare attentamente eventuali futuri sviluppi e, qualora necessario, agire tempestivamente nel contesto della clausola sui diritti umani prevista dagli accordi;

14. chiede alla Commissione di informarlo regolarmente sulla situazione relativa ai diritti umani e delle minoranze nei paesi baltici;

15. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, all'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, ai governi degli Stati membri e ai governi dei paesi baltici.

 
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