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PARLAMENTO EUROPEO - 21 gennaio 1993
Isole Shetland

RISOLUZIONE B3-0047, 0048, 0054, 0067, 0076, 0085 e 0095/93

Risoluzione sul disastro della petroliera Braer

Il Parlamento europeo,

A.considerando che la petroliera "Braer", costruita nel 1975 e battente bandiera liberiana, è affondata il 5 gennaio 1993 in prossimità delle coste delle isole Shetland, riversando in mare 84.000 t di petrolio greggio,

B.considerando che il naufragio della petroliera Braer nelle Shetland è il terzo incidente di questo tipo in una lunga serie di disastri avvenuti recentemente nelle acque comunitarie,

C.esprimendo profonda tristezza e turbamento per il danno causato dalla petroliera Braer ai mezzi di sostentamento della popolazione nelle isole Shetland, alla fauna locale e all'ambiente delle isole e considerando che le isole Shetland, come la Galizia dove l'"Aegean Sea" era naufragata appena un mese fa, sono una delle regioni periferiche della Comunità maggiormente dipendenti dalla pesca e dall'acquacoltura,

D.vista la direttiva 92/43/CEE relativa alla protezione degli habitat naturali e della flora e della fauna selvatiche G.U. n. L 206 del 22.7.1992, pag. 7. e considerato che le Shetland vengono proposte come "Zona Ambientale Sensibile" per i suoi 71 siti di speciale interesse scientifico e le numerose aree di interesse paesaggistico nazionale, una delle quali risulta ora una fra le più inquinate,

E.rilevando con rammarico che il Consiglio ha mancato di reagire positivamente alle numerose responsabili raccomandazioni formulate dal Parlamento europeo per oltre un decennio; che il Consiglio ha egualmente omesso di intervenire efficacemente per tener conto delle preoccupazioni del Parlamento circa il diffuso ricorso alle bandiere di comodo (registro aperto), che non soltanto incidono negativamente sulle condizioni di lavoro dei marittimi, ma permettono anche agli armatori di risparmiare sui osti di manutenzione e di riparazione, con conseguenti rischi per la sicurezza; che la Commissione e il Consiglio hanno omesso di sbloccare la Comunicazione sulla sicurezza marittima, che, come promesso in risposta all'interrogazione n. 2076/91 dell'on. Stewart G.U. n. C 180 del 16.7.1992, pag. 7. avrebbe dovuto essere disponibile nella prima metà del 1992;

F.considerando che il Parlamento dà il suo appoggio all'approvazione da parte del Consiglio dei ministri per i trasporti, avvenuta il 7 dicembre 1992, di una direttiva in base alla quale gli armatori di navi che trasportano merci pericolose devono informarne le autorità portuali, ma ritenendo altresì che tale misura sia insufficiente,

G.salutando con soddisfazione l'incontro dei Ministri dell'ambiente di Francia e Italia, svoltosi a Bonifacio il 19 gennaio 1993 per il divieto di navigazione di mercantili con carichi pericolosi nelle Bocche di Bonifacio,

H.viste le sue precedenti risoluzioni sulle catastrofi marittime dopo il 1978, in particolare quella del 18 aprile 1991 sulle catastrofi marittime di Genova e Livorno G.U. n. C 129 del 20.5.1991, pag. 132., del 16 settembre 1992, sui danni ambientali causati dalle immissioni in mare di idrocarburi provenienti da navi G.U. n. C 284 del 2.11.1992, pag. 80. e del 17 dicembre 1992 su un incidente al largo di La Coruña e conseguente marea nera Processo verbale della seduta in tale data, parte seconda punto 6 a. nonché il suo parere del 26 ottobre 1990 sulla proposta di regolamento del Consiglio che istituisce un registro navale comunitario G.U. n. C 295 del 26.11.1990, pag. 659.,

1.invita la Commissione a sostenere, attraverso il bilancio comunitario e nelle altre forme previste, le azioni avviate dallo Scottish Office e dagli altri organi competenti per alleviare gli effetti del disastro sulla popolazione e l'economia locali;

2.si compiace al riguardo della decisione della Commissione di fornire aiuti immediati e sostenere le misure di carattere ambientale;

3.invita il Consiglio, la Commissione e il governo britannico a stipulare un accordo su un pacchetto specifico di interventi per aiutare le Isole Shetland a far fronte alle ripercussioni sociali, economiche e ambientali del disastro della Braer, a breve, medio e lungo termine, e raccomanda che il pacchetto comprenda fra l'altro

-la garanzia integrale dei risarcimenti, in attesa della liquidazione definitiva degli indennizzi assicurativi;

-la copertura delle richieste di risarcimento eventualmente non soddisfatte dalle compagnie assicurative;

-uno speciale pacchetto di misure a sostegno dell'industria ittica, della piscicoltura e industrie collegate, comprendente: misure finanziarie temporanee per la salvaguardia dell'occupazione fino alla definitiva depurazione delle acque costiere, alla ricostituzione delle scorte e al ripristino della fiducia del mercato; fondi per il recupero dell'immagine delle Shetland e dei suoi prodotti, una volta completata l'opera di disinquinamento;

-mezzi finanziari sufficienti per studi sull'impatto sociale, economico e ambientale del disastro;

4.chiede alla Commissione di condurre un'inchiesta approfondita sull'uso di solventi chimici, onde garantire che i danni ambientali di cui sia stata dimostrata l'imputabilità a tali sostanze vengano per quanto possibile evitati;

5.chiede alla Commissione di proporre il divieto di trasporto di merci pericolose nelle acque di aree ambientalmente sensibili della Comunità e lungo rotte considerate a rischio;

6.invita la Commissione e il Consiglio a considerare le implicazioni dell'introduzione di un registro navale europeo, il quale, unitamente alle disposizioni in materia di controllo da parte dello Stato di approdo, consentirebbe alla Comunità di sorvegliare adeguatamente, influenzare e controllare la navigazione in acque comunitarie e di garantire il rispetto delle convenzioni marittime internazionali;

7.esorta tutte le autorità competenti all'interno della Comunità ad adottare ulteriori regolamentazioni sulla sicurezza che comprendano:

-il divieto per le petroliere costruite da più di 15 anni di utilizzare i porti degli Stati membri (legge già esistente negli Stati Uniti);

-la fissazione di una data per la messa al bando dalle acque territoriali degli Stati membri delle petroliere che non dispongano di un doppio scafo;

-l'introduzione di un'unica lingua - a bordo delle navi e a terra - da utilizzare in caso d'emergenza;

-l'obbligo di guida da parte di un timoniere quando le rotte procedono nelle vicinanze delle coste;

-l'introduzione del controllo radar sulle imbarcazioni in zone particolarmente a rischio;

-la limitazione della capacità di carico;

-l'addestramento obbligatorio dell'equipaggio per quanto riguarda le misure di sicurezza;

-l'ispezione delle imbarcazioni nei porti comunitari, con sanzioni nel caso in cui esse siano molto al di sotto degli standard comunitari;

-l'installazione in tutte le petroliere esistenti di doppie apparecchiature, interamente indipendenti, per le funzioni essenziali;

8.sollecita la Commissione, il Consiglio e gli Stati membri a esercitare pressioni sull'OMI perché studi l'impatto ambientale del trasporto marittimo di petrolio e di altri carichi pericolosi utilizzando le Isole Shetland come un laboratorio per analizzare gli effetti delle immissioni in mare di idrocarburi a medio e lungo termine e ad applicare il principio "chi inquina paga" in base al quale la piena responsabilità finanziaria, non solo per le operazioni di disinquinamento, ma anche per le perite di reddito dei pescatori e per i danni all'ambiente ricade sull'armatore e, in caso di mancato pagamento da parte di questi, sullo Stato di registrazione della nave;

9.invita la Commissione e il Consiglio a sviluppare al più presto possibile una politica organica in materia di sicurezza marittima e condanna il Consiglio per la sua lunga inazione;

10.invita i governi degli Stati membri ad attuare e far applicare le convenzioni esistenti adottate dall'Organizzazione marittima internazionale in materia di sicurezza marittima; sollecita la Commissione, il Consiglio e gli Stati membri a fare in modo che l'OMI garantisca in futuro il rispetto di standard qualitativi elevati da parte delle amministrazioni nazionali abilitate alla registrazione di navi e chiede alla Commissione, al Consiglio e agli Stati membri di coordinare le rispettive azioniin modo che sia possibile escludere dai porti e dalle acque territoriali della Comunità le navi non conformi a determinati requisiti di sicurezza;

11.invita il suo Presidente a istituire una commissione di inchiesta con l'apporto di tutte le commissioni competenti, perchè analizzi tutti gli aspetti illustrati nella presente risoluzione, in particolare l'impatto ambientale ed economico e la sicurezza marittima;

12.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, all'Organizzazione marittima internazionale, al ministro britannico per la Scozia e al presidente del Consiglio delle Isole Shetland.

 
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