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PARLAMENTO EUROPEO - 21 gennaio 1993
Angola

RISOLUZIONE B3-0046, 0075, 0078, 0081 e 0104/93

Risoluzione sulla situazione in Angola

Il Parlamento europeo,

A.deplorando la ripresa della guerra civile in Angola, che sta provocando nuove sofferenze a un paese già duramente afflitto da quasi tre decenni di conflitti,

B.ricordando che, in seguito all'accordo di pace del 31 maggio 1991, l'Angola aveva posto fine a una guerra civile durata sedici anni, che aveva causato la morte di circa 350.000 persone,

C.preoccupato dal fatto che i risultati delle elezioni politiche del settembre 1992 non sono stati accettati da tutte le parti in causa, nonostante siano state dichiarate libere e corrette dalla comunità internazionale,

D.costernato di fronte alle notizie che molte persone, compresi taluni deputati eletti, sono state private della libertà e incarcerate,

E.preoccupato per le voci sui maltrattamenti e sulle violenze nei confronti delle donne,

F.condannando le atrocità commesse dalle parti contendenti di ogni appartenenza,

G.considerando che i combattimenti hanno ripreso con nuovo vigore e con la partecipazione di civili armati, soprattutto nelle città e nei capoluoghi di provincia, al punto che gli emissari dell'ONU sul posto ritengono che la situazione stia per diventare incontrollabile,

H.considerando che questa situazione comporta migrazioni di popolazioni e un esodo dal paese,

I.considerando che tutti gli angolani devono concorrere alla pacificazione del paese perché non può esservi nessuna pace stabile basata sull'annientamento politico e militare dell'avversario,

J.sottolineando il ruolo positivo svolto dall'ONU a seguito dell'accordo di pace firmato nel maggio 1991 a Bicesse,

K.ricordando le proprie risoluzioni del 29 ottobre 1991 Processo verbale in tale data, parte seconda, punto 14. e del 19 novembre 1992 Processo verbale della seduta in tale data, parte seconda, punto 4. sulla situazione in Angola,

1.sollecita un immediato cessate il fuoco da tutte le parti in conflitto e la ripresa del processo di pace che deve far seguito agli accordi di Bicesse e alle elezioni;

2.ricorda che la responsabilità della rottura degli accordi di pace ricade sull'UNITA che ha constestato il risultato delle elezioni;

3.auspica la realizzazione nel più breve termine di un secondo turno di elezioni presidenziali, conformemente alle clausole dell'accordo di Bicesse, e chiede che gli organi eletti, in particolare il Parlamento, possano funzionare in presenza di tutti i loro membri, di cui taluni sono privati della libertà e si trovano sotto stretta sorveglianza;

4.chiede all'UNAVEM, ai paesi osservatori e alla Cooperazione politica europea che vengano definiti tutti i mezzi necessari per portare avanti il processo di democratizzazione e insiste sulla necessità di un'adeguata presenza delle Nazioni Unite o di altri osservatori internazionali per garantire elezioni libere in un quadro di legalità;

5.invita le Nazioni Unite, la Comunità e i paesi che hanno contribuito agli accordi di Bicesse a continuare ad adoperarsi nella misura del possibile per giungere a un arresto immediato delle ostilità, all'apertura di un effettivo dialogo e alla ripresa del processo di pacificazione e per assicurare il funzionamento del parlamento democraticamente eletto, sotto il controllo internazionale;

6.si compiace del recente ripristino dei voli umanitari dell'ONU nelle capitali delle province;

7.si impegna a sostenere lo sviluppo democratico del paese attraverso il ricorso alla linea di bilancio prevista per sostenere il rispetto dei diritti umani nel mondo;

8.ribadisce la sua richiesta che venga messo in atto con urgenza un programma di assistenza destinato ad aiutare il nuovo governo eletto a far fronte ai gravi problemi economici e sociali posti dalla ricostruzione;

9.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla Cooperazione politica europea, al Segretario generale dell'ONU, ai governi degli Stati membri, ai governi degli Stati Uniti, dell'Angola, del Sudafrica, al Segretario generale dell'OUA, ai Copresidenti dell'Assemblea paritetica ACP-CEE, al presidente della Repubblica russa e ai presidenti dell'MPLA e dell'UNITA.

 
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