RISOLUZIONE B3-0045, 0055 e 0103/93
Risoluzione sulla situazione in Irak
Il Parlamento europeo,
A.considerando la dichiarazione del Consiglio di sicurezza dell'11 gennaio 1993, nella quale si sottolinea che le recenti incursioni irachene nel territorio del Kuwait al fine di impadronirsi di armi costituiscono una flagrante sfida alle Nazioni Unite e si ricorda che è stata l'aggressione irachena del Kuwait a provocare la guerra del Golfo,
B.considerando l'attuale controversia concernente la missione degli ispettori dell'ONU incaricati di sorvegliare lo smantellamento da parte dell'Irak di tutti i suoi armamenti di distruzione di massa, nonché il fatto che il regime iracheno voleva costringerli a recarsi in Irak e a spostarsi all'interno del paese unicamente a bordo di apparecchi della compagnia nazionale irachena, rifiutandosi di garantire la sicurezza nello spazio aereo iracheno degli aerei dell'ONU, i quali dopo il primo raid dl 13 gennaio 1993 non sono più al riparo da missili lanciati "per errore" nei cieli iracheni,
C.considerando le provocazioni irachene, in particolare i movimenti di batterie di missili antiaerei e le incursioni nel territorio del Kuwait onde recuperarvi materiale militare, tutto ciò in violazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, e segnatamente della risoluzione 687,
D.considerando la risposta militare a tali provocazioni,
E.deplorando le vittime civili di tali operazioni militari,
F.condannando inoltre gli attacchi della dittatura militare irachena alla popolazione sciita e allarmato dai progetti di prosciugamento delle paludi nel sud del paese, in modo da privare gli sciiti di ogni riparo,
G.condannando anche i nuovi attacchi terroristici nei confronti dei curdi iracheni e dei soccorritori da parte di agenti del regime di Bagdad nell'Irak settentrionale,
H.ricordando le sue precedenti risoluzioni e riaffermando la propria profonda adesione a qualunque soluzione pacifica e diplomatica dei conflitti nella regione,
1.condanna con la massima fermezza il rifiuto da parte irachena di applicare le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;
2.deplora che tale rifiuto permanente e le recenti violazioni irachene abbiano portato a risposte militari;
3.ritiene che la responsabilità di tali operazioni militari, che hanno già causato diverse vittime fra la popolazione irachena, vada attribuita a Saddam Hussein, il cui fine principale è quello di mantenersi al potere, anche a detrimento del benessere e della sicurezza del suo popolo;
4.insiste affinché non venga presa alcuna nuova iniziativa di rappresaglia nei confronti del regime di Bagdad fuori del contesto delle Nazioni Unite e richiama l'attenzione sul pericolo di attentare alla credibilità di tale organizzazione attraverso l'assunzione da parte di singoli Stati di iniziative volte a far rispettare le decisioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;
5.chiede che l'ONU istituisca urgentemente una commissione d'indagine da inviare in Irak per la liberazione immediata degli 800 prigionieri di guerra kuwaitiani detenuti da due anni in Irak;
6.ribadisce il proprio impegno a sostenere l'autorità dell'ONU, la democrazia, i diritti umani e lo stato di diritto e assicura quindi il suo sostegno alle forze democratiche irachene;
7.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, alla Cooperazione politica europea, ai membri del Consiglio di sicurezza e al governo dell'Irak.