RISOLUZIONE B3-0058, 65 e 69/93
Risoluzione sulla situazione a Cipro
Il Parlamento europeo,
A.considerando le sue precedenti risoluzioni su Cipro,
B.considerando l'Accordo di associazione fra la Comunità economica europea e Cipro nonché la domanda di adesione della Repubblica di Cipro alla Comunità europea,
C.considerando i colloqui svoltisi a New York e la successiva relazione del Segretario generale delle Nazioni Unite, del 19 novembre 1992, sulla sua missione di conciliazione,
D.ribadendo il suo sostegno a tutte le risoluzioni approvate dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU su Cipro, ivi compresi i nn. 365(74), 367(75), 541(83), 550(84) e 774(92),
E.esprimendo compiacimento per la recente risoluzione unanime del Consiglio di sicurezza (n. 789/92), datata 24 novembre 1992,
F.sostenendo pienamente la raccomandazione del Consiglio di sicurezza, contenuta nella risoluzione n. 789(92), che invita le parti interessate ad attuare una serie di misure di fiducia che contribuirebbero enormemente a creare un clima appropriato per il completo successo degli sforzi miranti a individuare una soluzione giusta e fattibile al problema di Cipro nel corso del mese di marzo 1993,
G.compiacendosi inoltre della disponibilità, espressa dal governo cipriota al Segretario generale dell'ONU, a cooperare per l'immediata applicazione delle misure volte a creare un clima di fiducia,
H.esprimendo compiacimento per la costituzione della commissione parlamentare mista CE-Cipro,
1.fa propria la posizione del Consiglio di sicurezza, secondo cui i colloqui di New York non hanno raggiunto l'obiettivo previsto "in particolare perché talune posizioni assunte dalla parte turco-cipriota erano fondamentalmente opposte agli orientamenti stabiliti";
2.ribadisce il proprio convincimento che il perdurare dello status quo a Cipro è inaccettabile e rappresenta un grave pericolo per la regione;
3.invita la parte turca a riprendere la nuova serie di colloqui nel marzo 1993, assumendo posizioni in linea con le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, ivi compresi i nn. 365(74), 367(75), 541(83), 550(84), 774(92) e 789(92) nonché con gli orientamenti espressi dal Segretario generale delle Nazioni Unite;
4.invita il governo turco a ritirare le sue truppe di occupazione dalla Repubblica di Cipro, conformemente a quanto previsto dalle relative risoluzioni dell'ONU, e chiede che i militari turchi siano sostituiti dalla forza di pace delle Nazioni Unite;
5.invita la parte turca ad accettare senza ulteriori indugi le misure volte a creare un clima di fiducia decise con la risoluzione n. 789(92) del Consiglio di sicurezza ed a cooperare con le altre parti interessate per la loro immediata attuazione;
6.sostiene le raccomandazioni della commissione parlamentare mista CE-Cipro, adottate il 16 luglio 1992 a Nicosia, e in particolare esprime l'auspicio che il parere della Commissione sulla domanda di adesione a pieno titolo alla Comunità, presentata da Cipro, e la successiva decisione del Consiglio contribuiscano a favorire l'ingresso di Cipro nella Comunità, il che avrà positivi effetti sugli sforzi miranti a risolvere il problema cipriota;
7.invita la Cooperazione politica europea a prendere tutte le misure necessarie per garantire il rispetto della risoluzione n. 789(92) e in particolare l'applicazione delle misure di fiducia in essa previste;
8.invita in particolare il Consiglio e la Commissione, in cooperazione con il governo cipriota, il Segretario generale dell'ONU e altri governi e organizzazioni internazionali interessati, a
agevolare l'attuazione di studi e l'avvio di azioni per il restauro di Famagosta (Varosha) non appena la città sarà posta sotto l'amministrazione dell'ONU, conformemente alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza nn. 550(84) e 789(92),
procedere al finanziamento, mediante prestiti o sussidi, di progetti congiunti a Cipro, come previsto dalla risoluzione n. 789(92);
9.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla Cooperazione politica euroepa, ai governi degli Stati membri, al Segretario generale delle Nazioni Unite e ai governi della Turchia e di Cipro.