RISOLUZIONE B3-0053 e 54/93
Risoluzione sulla situazione in Somalia
Il Parlamento europeo,
A.considerando il protrarsi della guerra civile che ha ridotto la Somalia all'anarchia e provocato una carestia a seguito della quale sono morte almeno 300.000 persone,
B.deplorando la frammentazione del potere centrale in fazioni armate che hanno precipitato il paese in una crisi politica all'insegna dell'incertezza, della tortura e della fame, diffondendo il terrore fra la popolazione somala inerme, incluse donne e bambini,
C.consapevole dei gravi problemi di sicurezza e di ordine logistico concernenti la fornitura di generali alimentari ed altri aiuti alla popolazione somala da parte delle organizzazioni umanitarie internazionali,
D.considerando che 23 organizzazioni non governative dell'Africa, dell'Europa e dell'America da tempo operano in tale paese in condizioni di pericolo, dando il loro indispensabile e competente apporto in materia di approvvigionamento alimentare, rifornimento idrico, assistenza sanitaria, istruzione e alloggi,
E.accogliendo con favore il recente spiegamento delle forze di sicurezza delle Nazioni Unite, in particolare le unità statunitensi, e l'operazione da esse condotta e sollecitando le fazioni somale in lotta a cooperare pienamente con il personale delle Nazioni Unite per consentire la consegna degli aiuti umanitari destinati alla popolazione civile,
F.accogliendo con favore la dichiarazione sottoscritta il 10 gennaio 1993 ad Addis Abeba da tutte le fazioni somale di concordare un cessate il fuoco immediato e di avviare il disarmo delle rispettive forze militari,
G.deplorando la recente interruzione dei colloqui di pace,
1.condanna le continue perdite di vite umane e invita le truppe delle Nazioni Unite a contribuire attivamente a qualsiasi programma di disarmo;
2.chiede alle varie fazioni somale di proseguire gli sforzi volti alla definizione di una costituzione nazionale e di discutere la formazione di un nuovo governo transitorio, e invita la comunità internazionale, l'ONU, l'OUA e la Comunità europea a lavorare in stretto contatto per garantire il successo di tali sforzi;
3.invita gli altri donatori internazionali a seguire l'esempio della Comunità e a potenziare l'aiuto umanitario per far fronte alle necessità della popolazione somala, per quanto riguarda sia i profughi che gli sfollati;
4.esorta i donatori internazionali a convocare, in cooperazione con i paesi africani direttamente coinvolti, una conferenza sulla ricostruzione economica e democratica della Somalia;
5.esprime profondo apprezzamento ai paesi della regione, Gibuti, Etiopia e Kenia, che sostengono l'onere di accogliere e fornire assistenza materiale ai profughi somali;
6.invita gli Stati membri della Comunità e gli altri donatori internazionali a predisporre, da un lato, futuri programmi di ricostruzione e a prevedere, dall'altro, la partecipazione alle operazioni finalizzate al mantenimento della pace, da attuare sotto l'egida dell'ONU, una volta che l'attuale forza d'intervento avrà portato a termine la sua missione;
7.esorta il Segretario generale delle Nazioni Unite Boutros Ghali a proseguire l'attuale azione dei Caschi blu e le altre attività condotte in territorio somalo, in costante dialogo con le ONG che operano nel paese e servendosi di tutti gli strumenti diplomatici per garantire la ripresa economica e democratica della Somalia;
8.sollecita le Nazioni Unite ad avviare, durante la conferenza di riconciliazione del 15 marzo 1993, la preparazione di un "piano Marshall" per la Somalia che provveda in modo duraturo al recupero dell'agricoltura, al ripristino delle infrastrutture, alla soluzione dei problemi di rimborso finanziario e alla ripresa della cooperazione economica con gli altri paesi;
9.invita il gruppo di controllo delle Nazioni Unite a garantire una pace duratura attraverso il sequestro di tutte le armi pesanti detenute dalle varie fazioni politiche, che dovranno essere custodite sino al momento in cui un governo somalo legittimo non potrà prenderne possesso;
10.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Segretario generale delle Nazioni Unite, all'OUA e al governo somalo.