Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
mar 28 apr. 2026
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Archivio PE
PARLAMENTO EUROPEO - 21 gennaio 1993
Situazione nell'ex Jugoslavia

RISOLUZIONE B3-0034, 36 e 101/93

Risoluzione sulla situazione in Bosnia-Erzegovina

Il Parlamento europeo,

A.ribadendo la sua condanna degli omicidi e degli altri atti di brutalità indicibile perpetrati ai danni della popolazione civile nella Bosnia-Erzegovina, che si iscrivono nel quadro di una strategia deliberata volta a terrorizzare la comunità musulmana quale elemento della politica di purificazione etnica,

B.denunciando la mancanza di una vera cooperazione politica che avrebbe consentito agli europei di armonizzare le loro posizioni sulle misure da prendere per far fronte alla situazione nell'ex Jugoslavia,

C.deplorando l'incapacità della comunità internazionale e in particolare degli europei di far rispettare le risoluzioni del Consiglio di sicurezza sull'embargo nonché sull'invio dei convogli umanitari; rendendo tuttavia omaggio a tutti coloro che si adoperano a favore di una soluzione pacifica e forniscono un aiuto umanitario nella regione, segnatamente a osservatori, soldati, negoziatori e organizzazioni non governative,

D.considerando che la tragedia in Bosnia-Erzegovina minaccia seriamente la pace e la stabilità dell'intera regione, segnatamente in tutte le Repubbliche dell'ex Jugoslavia,

E.considerando che la responsabilità del conflitto e delle brutalità che lo accompagnano è da far risalire, in primo luogo, ai dirigenti della Serbia e ai serbi della Bosnia,

F.considerando che è opportuno sostenere senza ambiguità tutti gli sforzi intesi a trovare una soluzione pacifica al conflitto in Bosnia-Erzegovina,

G.prendendo atto del fatto che la Conferenza di Ginevra ha dato la possibilità di pervenire a una composizione politica negoziato del conflitto,

H.rammentando le proprie precedenti risoluzioni sulla situazione nell'ex Jugoslavia, e segnatamente quella del 29 ottobre 1992 sull'imminente catastrofe in Bosnia e la violazione dei diritti dell'uomo nell'ex Jugoslavia Processo verbale della seduta in tale data, parte seconda, punto 17 b)., quella dell'19 novembre 1992 sull'estensione del conflitto nell'ex Jugoslavia Idem, punto 1. e quella del 17 dicembre 1992 sugli stupri di donne nell'ex Jugoslavia Idem, punto 8 c).,

1.insiste sulla necessità di accentuare le pressioni esercitate sui responsabili affinché pongano fine a tutti i soprusi commessi e sul fatto che le persone detenute nei campi devono essere messe in libertà;

2.sottolinea l'importanza di raccogliere tutte le testimonianze e le documentazioni che consentano di accertare le responsabilità personali per i reati commessi, in particolare nel caso di esecuzioni sommarie, torture e violenze carnali sistematiche a danno delle donne ed altri crimini compiuti nel corso dei conflitti nell'ex Jugoslavia, allo scopo di giudicare gli autori davanti a una giurisdizione internazionale ad hoc;

3.chiede che si istituisca, presso la Corte europea dei diritti dell'uomo, un centro di documentazione sulle violazioni dei diritti umani nell'ex Jugoslavia, con il compito di effettuare tutte le necessarie indagini in materia; chiede che la Comunità e i suoi Stati membri appoggino l'istituzione e i lavori di tale centro;

4.chiede che la Comunità e i suoi Stati membri assicurino, sotto la loro piena responsabilità, il rispetto scrupoloso dell'embargo contro Serbia e Montenegro; invita la Commissione a elaborare un catalogo di sanzioni contro i paesi (Stati membri o altri) all'origine di violazioni persistenti dell'embargo; chiede infine che si accordino al contempo compensazioni ai paesi eccessivamente colpiti dagli effetti dell'embargo;

5.chiede alla Cooperazione politica europea di agire affinché il Consiglio di sicurezza adotti una nuova risoluzione che consenta di garantire l'applicazione effettiva delle sue precedenti risoluzioni, precisando i mezzi che possono utilizzare coloro che operano sotto gli auspici delle Nazioni Unite per compiere la loro missione, e preveda le sanzioni e le misure militari da applicare nel caso in cui le milizie serbe continuino a non rispettare le varie risoluzioni;

6.ribadisce la richiesta di un accordo giusto ed equo, esprime il proprio sostegno ai negoziati di Ginevra e richiama l'attenzione sulla necessità di prevedere, fin dalla prima fase di applicazione, garanzie molto serie per la protezione delle minoranze che vivono nelle province che dovrebbero essere create in Bosnia-Erzegovina, nonché sull'importanza dei mezzi internazionali che occorre mobilitare nel corso degli anni per garantire il rispetto di ogni accordo che venga negoziato;

7.chiede nuovamente la chiusura immediata di tutti i campi di detenzione, in particolare dei campi femminili, nonché la garanzia di libero accesso a tali campi per le organizzazioni umanitarie, affinché esse possano venire in aiuto alle persone che vi sono detenute;

8.lancia un nuovo appello ai governi degli Stati membri affinché accolgano (temporaneamente) un numero assai più elevato di rifugiati e invita gli Stati membri ad aprire urgentemente le loro frontiere e a porre le loro risorse a disposizione per risolvere il problema dei rifugiati conformemente al principio dell'equa compartecipazione agli oneri ("burden-sharing");

9.invita la Comunità e gli Stati membri ad accordare tutto il sostegno necessario (materiale, finanziario e militare) all'UNHCR e all'ECHO che si sforzano di assicurare un aiuto umanitario alle popolazioni bisognose della Bosnia-Erzegovina;

10.chiede un sostegno realmente efficace e continuo per questi gruppi e i loro mezzi di informazione operanti in tutte le Repubbliche dell'ex Jugoslavia per promuovere la democrazia, il pluralismo etnico, la tolleranza politica e religiosa e lo Stato di diritto;

11.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Cooperazione politica europea, alla Commissione e ai copresidenti e partecipanti della Conferenza di Ginevra.

 
Argomenti correlati:
stampa questo documento invia questa pagina per mail