RISOLUZIONE A3-0326/92
Risoluzione sull'inserimento di considerazioni di ordine ambientale nei Fondi strutturali
Il Parlamento europeo,
-vista la proposta di risoluzione presentata dall'on. Collins e altri sull'inserimento di considerazioni di ordine ambientale nei Fondi strutturali (B3-1765/91),
-vista la sua risoluzione del 9 giugno 1992 concernente l'impatto della politica regionale della Comunità sull'ambiente ,
-vista la relazione della commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori (A3-0326/92),
A.considerando che il Trattato di Maastricht riconosce alla Comunità il compito di "promuovere uno sviluppo armonioso ed equilibrato delle attività economiche" e "una crescita sostenibile, non inflazionistica e che rispetti l'ambiente" e che, in particolare, l'articolo 130R sancisce che "le esigenze connesse con la tutela dell'ambiente devono essere integrate nella definizione e nell'attuazione delle altre politiche comunitarie",
B.considerando che il Quinto programma d'azione in materia d'ambiente approvato dalla Commissione esprime l'impegno per uno sviluppo sostenibile e riconosce la necessità di adeguare di conseguenza la politica regionale,
C.considerando
-da un lato, il progetto di relazione speciale sull'ambiente adottato dalla Corte dei conti nella riunione del 12 marzo 1992,
-d'altro lato, il parere n. 2/92 della Corte dei conti relativo alle spese sostenute a partire dal 1988 dalla Comunità nei settori del FEAOG Garanzia, delle azioni strutturali, della ricerca e delle azioni esterne,
i quali pongono in rilievo le gravi deficienze attuali nel funzionamento dei Fondi strutturali per quanto riguarda le questioni ambientali,
D.convinto che lo sviluppo non possa essere valutato esclusivamente in termini economici classici e che fattori economici qualitativi relativi alla qualità della vita come la salute, l'istruzione, l'habitat, l'acqua, l'aria, ecc., che costituiscono elementi dell'ambiente, hanno la stessa importanza, per il benessere umano e il suo mantenimento, di parametri quantitativi come il P.I.L., il tasso di disoccupazione o di inflazione,
E.considerando che il modello di sviluppo basato sull'aumento quantitativo indiscriminato di beni ha creato disfunzioni che è stato necessario correggere con la massima rapidità, creando un nuovo settore di produzione e occupazione il cui obiettivo è di recuperare le risorse ambientali (aria, acqua, energia, rifiuti ...) e nel quale i Fondi strutturali hanno già compiuto interventi che dovranno continuare a ripetersi, vista l'urgenza e la gravità di determinate situazioni,
F.considerando che la condivisione delle responsabilità, la trasparenza e la partecipazione democratica sono fondamentali per la nozione di sviluppo sostenibile,
G.appoggiando pertanto il principio della sussidiarietà, sempre che esso non presupponga un'attribuzione di competenza agli Stati membri, con il conseguente rischio di azioni indipendenti e disarticolate in una materia quale il settore ambientale per la quale soltanto un'azione globale e coordinata può essere efficace, riconoscendo che esistono al momento seri ostacoli una sua concreta applicazione a livello di politica regionale e ritenendo che la Commissione debba svolgere un importante ruolo di supporto al fine di stimolare la partecipazione di tutti i livelli di governo,
H.ritenendo che la Commissione debba impegnarsi più attivamente per ottemperare ai suoi attuali obblighi giuridici e garantire il rispetto della legislazione in materia d'ambiente e che debba adottare un approccio dinamico per quanto riguarda il meccanismo della partnership, onde cercare di garantire standard ambientali quanto più possibile elevati,
I.deplorando che si continuino a proporre e a sovvenzionare tramite i Fondi strutturali progetti nocivi all'ambiente,
1.ribadisce la richiesta già espressa nella summenzionata risoluzione del 9 giugno 1992, oltre che in quella del 10 giugno 1992 sul pacchetto Delors II , di fare dell'uso ecologicamente sostenibile delle risorse naturali il cardine della politica regionale;
2.ritiene che la Comunità, cosciente della necessità di applicare in modo responsabile il principio di sussidiarietà in relazione allo sviluppo sostenibile, dovrà appoggiare in via prioritaria la creazione di strutture amministrative adeguate e stimolare la formazione e l'assistenza tecnica affinché in questo modo gli Stati membri possano farsi pienamente carico, a tutti i livelli e con la massima efficacia, dell'applicazione di tale principio;
Pianificazione:
3.chiede alla Commissione di prevedere, in sede di revisione dei regolamenti che diciplinano il funzionamento dei Fondi strutturali, l'obbligatorietà di includere i profili ambientali non solo per la fase di progettazione ma anche a livello di quadri comunitari di sostegno e di programmi operativi; chiede altresì che i suddetti profili comprendano adeguate informazioni di base su una serie di parametri ambientali (per esempio, in materia di inquinamento idrico e atmosferico, stato di conservazione dell'ambiente naturale, smaltimento dei rifiuti), che si identifichino le risorse da tutelare, fissando ove necessario obiettivi per il miglioramento di tali parametri e indicando tecnologie e metodi per conseguirli, e che si escluda qualsiasi impegno per il finanziamento di operazioni finalizzate a forme "tradizionali" di sviluppo fintantoché i profili ambientali richiesti non siano ritenuti soddisfacenti e non servano di base ad alternative di modelli di gestione; osserva che per ottenere tali informazioni sarà i
nevitabilmente necessario consultare le autorità degli Stati membri competenti per le questioni ambientali;
4.ritiene che la Commissione debba svolgere un ruolo di supporto fornendo una valida assistenza tecnica e finanziaria tanto in fase di pianificazione per la raccolta e la pubblica diffusione dei dati ambientali necessari e per lo sviluppo nei singoli Stati membri della capacità istituzionale richiesta per integrare pienamente le esigenze ambientali nella pianificazione dello sviluppo quanto in fase di esecuzione - costruzione delle opere, trattandosi di coprire eventuali costi aggiuntivi di costruzione derivanti dal rispetto di standard e/o vincoli ambientali; le informazioni raccolte in tale processo debbono essere trasmesse all'Agenzia europea dell'ambiente;
5.è del parere che si debba compiere ogni sforzo nel quadro della partnership per fare in modo che le regioni dispongano di informazioni sulle migliori tecnologie esistenti dal punto di vista ambientale e sui risultati della ricerca comunitaria in materia di ambiente;
6.invita la Commissione a finanziare in via prioritaria gli investimenti rispondenti a finalità sociali e volti a promuovere lo sviluppo endogeno delle regioni, sviluppo basato su un'utilizzazione saggia delle risorse naturali sia umane che ambientali;
7.ritiene che la Comunità dovrebbe finanziare soltanto le opzioni migliori dal punto di vista ambientale (per esempio, riciclaggio dei rifiuti piuttosto che interramento in discarica, conservazione delle acque piuttosto che nuovi approvvigionamenti idrici) e non dovrebbe limitarsi a garantire che la legislazione in materia d'ambiente non venga violata, bensì adoperarsi attivamente per il raggiungimento di standard quanto più possibile elevati;
8.ritiene che i Fondi strutturali debbano contribuire alla conservazione della varietà del paesaggio europeo e della sua naturale biodiversità, segnatamente mediante l'applicazione delle direttive habitat e uccelli;
9.rileva che l'articolo 7, par. 1 del regolamento (CEE) n. 2052/88 esige che le attività dei Fondi strutturali siano conformi alla politica ambientale della Comunità e alla legislazione comunitaria; ritiene che i programmi e i progetti dei Fondi strutturali dovrebbero pertanto essere conformi agli impegni assunti in materia di sviluppo sostenibile nel quinto programma d'azione, all'impegno assunto dal Consiglio di ridurre le emissioni di CO2 ai livelli del 1990 entro l'anno 2000 e alla Convenzione di Berna;
10.chiede alla Commissione di controllare che la direttiva 85/337 sulla valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati sia correttamente trasposta in tutti gli Stati membri e applicata nel modo dovuto, nonché di esigere, per tutti i progetti finanziati dai Fondi strutturali, uno studio di valutazione serio che contenga, se del caso, proposte di progetti alternativi;
11.accoglie con soddisfazione le proposte avanzate nel Quinto programma d'azione in materia d'ambiente concernenti analisi costi-benefici che tengano conto di parametri economici e ambientali atti a consentire una valutazione economico-sociale a breve, medio e lungo termine; tale impostazione dovrebbe essere un elemento della politica comunitaria e i regolamenti dovrebbero stabilire criteri adeguati; la Commissione dovrebbe agevolare l'uso di tali tecniche mediante azioni di sostegno alla formazione e alla diffusione delle informazioni;
12.ritiene che la Comunità, per favorire le opzioni migliori dal punto di vista ambientale, potrebbe accordare "premi ambientali" complementari per i progetti e programmi di sviluppo che vadano nel senso di un miglioramento dell'ambiente;
13.ritiene che, per garantire una coerente applicazione del meccanismo dei Fondi strutturali in tutto il territorio comunitario con effettivi benefici dal punto di vista ambientale, i nuovi regolamenti debbano assicurare al pubblico il libero accesso ai dati sull'attività del Fondo e prevedere che le organizzazioni non governative possano partecipare all'attività di pianificazione e di controllo;
14.ribadisce essere indispensabile un rapido progresso della legislazione comunitaria per quanto concerne la valutazione dell'impatto ambientale di politiche, progetti e programmi; ribadisce anche di essere convinto della necessità di una rigida applicazione della direttiva sulla valutazione dell'impatto ambientale;
Attuazione:
15.si dichiara d'accordo sul fatto che, se è vero che l'attuazione degli interventi dei Fondi strutturali compete in ampia misura agli Stati membri e alle regioni, occorre che la Commissione assuma pienamente il suo ruolo e la sua responsabilità in quanto cofinanziatore dei progetti;
16.chiede che la popolazione sia informata durante l'intero processo, ovvero dalla fase di preparazione a quella di progettazione a quella di valutazione;
Controllo e valutazione:
17.reputa che la Comunità debba dimostrare di fare il miglior uso possibile dei propri fondi, garantendo un effettivo sviluppo nel lungo periodo che tuteli e migliori l'ambiente, e che a tal fine è fondamentale che la Commissione, in collaborazione con l'Agenzia europea dell'ambiente, proceda a una verifica dei risultati della politica regionale per quanto concerne gli obiettivi di sviluppo alla luce di criteri economici, sociali, ambientali e sanitari, sia al momento della concessione dell'aiuto finanziario che, se del caso, in quello del suo rinnovo;
18.chiede che la Commissione sospenda l'attribuzione di stanziamenti dei Fondi strutturali quando l'utilizzo dei primi versamenti abbia determinato un degrado ambientale;
19.chiede che in sede di valutazione della politica regionale si tenga conto di indicatori economici relativi alla qualità della vita e alla conservazione delle risorse (spazio, aria, acqua, suolo, rumori, energia, biodiversità) e di determinati parametri ambientali che permettano una valutazione prima, durante e dopo l'intero processo di attuazione dei programmi, attribuendo loro la stessa importanza degli indicatori economici tradizionali; chiede altresì che gli interventi di politica regionale siano giudicati efficaci soltanto qualora si registri un miglioramento di entrambi i tipi di indicatori;
20.ritiene che, onde garantire che venga effettivamente svolto il compito di assicurare il rispetto della legislazione in materia d'ambiente, i nuovi regolamenti dovrebbero affidare ai comitati di controllo un esplicito mandato ambientale e prevedere la partecipazione di esperti ambientali, governativi e non governativi, all'attività dei comitati stessi;
21.insiste affinché la Commissione potenzi i mezzi di controllo e di gestione finanziaria dei vari Fondi, onde garantire non solo un'utilizzazione ottimale delle risorse finanziarie della Comunità ma anche l'adeguamento dei progetti in relazione agli obiettivi iniziali e il rispetto della legislazione comunitaria, segnatamente in materia ambientale;
22.chiede la sospensione immediata di tutti i progetti non conformi alla legislazione comunitaria in materia ambientale ovvero il rimborso dei fondi erogati;
Considerazioni di carattere generale:
23.chiede un potenziamento dell'organico per quanto riguarda il personale incaricato di occuparsi degli aspetti ambientali della politica regionale;
24.invita la Commissione, gli Stati membri e le regioni ad avvalersi delle opportunità offerte dal meccanismo dei Fondi strutturali e del Fondo di coesione per lavorare insieme all'attuazione pratica dell'impegno assunto in sede UNCED a favore di piani nazionali di sviluppo sostenibile, trasformando il Quinto programma d'azione in un autentico piano comunitario di sviluppo sostenibile e traducendolo in progetti adeguati a livello nazionale e regionale;
25.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio e ai governi degli Stati membri.