RISOLUZIONE A3-0382/92
Risoluzione sull'istituzione di Europol
Il Parlamento europeo,
-viste le proposte di risoluzione presentate dall'on. Janssen van Raay e altri sull'istituzione di Europol (B3-1461/91), dall'on. Lafuente Lopez sull'istituzione di una brigata di polizia europea (B3-0432/92),
-vista la propria risoluzione del 23 novembre 1989 sulla firma dell'Accordo addizionale di Schengen ,
-vista la propria risoluzione del 15 marzo 1990 sulla libera circolazione delle persone nel mercato interno ,
-vista la propria risoluzione del 14 giugno 1990 sull'Accordo di Schengen e sulla Convenzione sul diritto d'asilo e lo statuto di rifugiato elaborata dal gruppo ad hoc "Immigrazione" ,
-vista la propria risoluzione del 13 settembre 1991 sulla libertà di circolazione dei cittadini e la sicurezza nella Comunità europea ,
-vista la propria risoluzione dell'11 giugno 1992 sull'assassinio di Giovanni Falcone e sulla necessità di lottare contro la criminalità organizzata nella Comunità europea ,
-vista la dichiarazione della Presidenza al termine del Consiglio europeo di Lisbona del 26 e 27 giugno 1992, in particolare il punto relativo a Europol,
-visto il Trattato sull'Unione europea, in particolare il Titolo VI "Disposizioni relative alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni", in particolare l'articolo K1, punto 9 sulla cooperazione di polizia come uno dei settori di competenza intergovernativa,
-vista la Dichiarazione sulla cooperazione di polizia allegata al Trattato sull'Unione europea,
-vista la relazione della commissione per le libertà pubbliche e gli affari interni (A3-382/92),
A.considerando che il ricorso ad una disciplina di tipo intergovernativo presenta taluni svantaggi: deficit democratico, perturbamento dei rapporti tra le istituzioni comunitarie e delle relazioni tra il cittadino e le autorità nazionali, e che in tal modo è più difficile un adeguato controllo parlamentare e giurisdizionale,
B.considerando che la sistematica previsione di un comitato esecutivo dotato di ampie competenze può creare problemi di carattere costituzionale negli Stati membri,
C.considerando che esistono precedenti di regolamentazione comunitaria (ad esempio il regolamento relativo all'istituzione di un Osservatorio europeo delle droghe e di una Rete europea di informazioni sulle droghe e le tossicodipendenze - REITOX), possibilità peraltro prevista dal Trattato CEE a norma dell'articolo 235,
D.considerando che l'attuale struttura politica comunitaria e le grandi differenze sul piano legislativo esistenti fra gli Stati membri consentono in comune unicamente la raccolta, l'elaborazione e lo scambio di informazioni fra servizi o parti di servizi con competenze di polizia e che le differenze esistenti fra i sistemi di protezione dei dati personali, in particolare nel contesto dei servizi di polizia e giudiziari, sono già fonte di notevoli difficoltà,
E.considerando che sono necessarie una cooperazione tra servizi di polizia, di dogana e altri servizi o parti di servizi con funzionari aventi poteri di polizia nonché adeguate forme di cooperazione con i servizi di sicurezza o di informazione,
F.considerando che l'acquisizione, l'elaborazione e la trasmissione di informazioni riguardanti i dati personali devono avvenire nel rispetto dei diritti umani e delle legislazioni sulla protezione della vita privata vigenti negli Stati membri,
G.considerando che il campo d'azione di Europol non dovrebbe essere limitato alla lotta contro la droga, ma potrebbe in futuro estendersi ad altre forme di criminalità organizzata,
H.considerando che occorre provvedere sollecitamente alla tutela giuridica delle persone eventualmente coinvolte,
I.considerando che per quanto concerne la lotta contro la droga si sviluppano iniziative di ogni tipo, spesso coincidenti e che è necessario tendere ad una maggiore linearità ed efficacia attraverso una regolamentazione comunitaria,
J.considerando che esistono molteplici organi intergovernativi di concertazione e cooperazione creati da governi o organizzazioni internazionali, che si occupano anche di cooperazione internazionale fra le forze di polizia: ad esempio Interpol, GAFI (G15), CEPC e Gruppo Pompidou nel quadro del Consiglio d'Europa; gruppo dei coordinatori, TREVI, UCLAF, MAG, MAG 1992, DAF, CELAD, gruppo ad hoc "Immigrazione" nel quadro della Comunità o dei dodici Stati membri; a livello dei paesi del Benelux o di paesi firmatari di Schengen, gruppo di lavoro "Polizia", ecc.,
K.considerando che l'elevato numero di accordi internazionali, di rapporti di cooperazione a livello internazionale e di organi responsabili in materia di cooperazione internazionale nei settori giudiziario e di polizia può contribuire ad un deficit sul piano democratico e dei diritti umani e che i cittadini non sono talvolta adeguatamente informati sui loro diritti e doveri,
L.considerando che a livello di acquisizione e di scambio di informazioni è molto importante un controllo politico e giudiziario,
M.considerando che i gruppi d'interesse, anche del personale di polizia, hanno diritto ad un'informazione chiara e corretta e a una qualche forma di partecipazione e che l'attuale concertazione fra funzionari di polizia, parlamentari e organizzazioni di magistrati è troppo limitata,
N.considerando che anche il personale di polizia deve essere tutelato e deve sapere esattamente con riferimento allo scambio di informazioni quali azioni sono consentite e quali non lo sono,
1.ritiene che sia l'istituzione di Europol, che l'introduzione di EDU (European Drug Unit) e la protezione dei dati personali nella raccolta e nello scambio di informazioni avrebbero già dovuto essere disciplinate in via di principio mediante atti normativi comunitari;
2.chiede alla Commissione di presentare una proposta di regolamento sull'istituzione di Europol a norma dell'articolo 235 del Trattato CEE;
3.chiede che il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali siano strettamente associati alla definizione degli obiettivi, delle competenze e degli strumenti operativi di Europol e del Sistema d'informazione europeo (SIE);
4.chiede che nel quadro dell'istituzione di Europol e del SIE venga garantita la tutela della vita privata e siano previste garanzie procedurali; a tal fine chiede che qualsiasi iniziativa in questo senso sia subordinata all'introduzione in tutti gli Stati membri di norme legislative a tutela della vita privata;
5.propone che ad Europol vengano assegnati compiti in materia di:
a)consulenza e supporto dei servizi di polizia nazionali, dei servizi doganali e di altri servizi o parti di servizi con funzionari aventi poteri di polizia,
b)distacco di personale presso i servizi succitati,
c)trasmissione di informazioni alle istituzioni comunitarie a fini di controllo,
6.riconosce che nell'attuale situazione giuridica Europol non possa nella prima fase che raccogliere, analizzare e trasmettere dati e, su questa base, fare il punto della situazione; ritiene tuttavia che in futuro debba essere creata a livello di convenzione una base giuridica che permetta il trasferimento di compiti operativi ad Europol sotto controllo parlamentare e giudiziario; invita gli Stati membri a costituire nel periodo transitorio, in casi particolari, commissioni ad hoc composte oltreché da funzionari nazionali anche da funzionari di altri Stati membri, qualora sia lecito attendersi in questo modo una lotta più efficace contro la criminalità organizzata;
7.ritiene che sia il concetto di "informazione" che la procedura da seguire debbano essere definiti esattamente onde evitare un trasferimento incontrollato di dati;
8.ritiene che il campo d'azione di Europol debba essere non solo la lotta contro il narcotraffico, ma l'intero settore del crimine organizzato, compresi i reati in ambito economico e patrimoniale, e che in futuro oltre alla lotta contro la droga ci si debba orientare soprattutto verso la criminalità organizzata a livello internazionale che opera in campo finanziario e fiscale e verso la lotta contro i reati a danno della Comunità, ad esempio le frodi in materia di sovvenzioni; reputa inoltre che il problema del traffico illegale di reperti archeologici e opere d'arte, soprattutto in seguito all'abolizione dei controlli alle frontiere degli Stati membri, debba altresì essere affrontato a livello di Europol;
9.ritiene che a tal fine sia necessaria una cooperazione internazionale con gli istituti finanziari e bancari;
10.ritiene che nel quadro di Europol debbano cooperare servizi di polizia, servizi doganali e altri servizi o parti di servizi con funzionari aventi competenze di polizia e che vadano nel contempo definite adeguate forme di cooperazione con i servizi di sicurezza o di informazione;
11.ritiene che la concertazione, e il pubblico dibattito, anche a livello internazionale, tra responsabili delle forze di polizia, associazioni del settore, parlamentari e organizzazioni di magistrati e organizzazioni per la difesa dei diritti umani sia troppo limitata e invita la Commissione a far eseguire un'indagine sulla cooperazione internazionale di polizia e a presentare proposte al riguardo;
12.reputa che le relazioni tra Europol e Interpol debbano essere chiaramente definite;
13.ritiene che la decisione sulla sede debba essere presa sulla base di criteri logistici e di funzionalità e solo quando vi siano garanzie di un effettivo controllo politico e giudiziario;
14.invita i governi degli Stati membri a prendere in seria considerazione il fatto che l'istituzione di Europol costituirà il presupposto per la creazione di una Polizia federale europea;
15.ritiene che, oltre alla protezione della sfera privata, si debba provvedere anche alla tutela giuridica delle persone interessate; che debbano essere previsti quantomeno un diritto all'informazione e l'accesso alla documentazione nonché un diritto all'assistenza legale e che sia necessaria una regolamentazione relativa alle conseguenze sul piano giuridico di ingiustizie o scorrettezze commesse dalle autorità; ritiene inoltre che tale protezione debba applicarsi non solo ai cittadini degli Stati membri, ma anche a tutte le persone che risiedono legalmente nella Comunità;
16.chiede che gli Stati membri prevedano formalmente nei testi normativi il rispetto della Convenzione europea sui diritti dell'uomo e che si dotino di una legislazione sulla protezione della sfera privata, con particolare riguardo ai dati utilizzati nel contesto dei servizi di polizia e giudiziari;
17.è dell'avviso che Europol vada considerata alla stregua di un organo comunitario contro il quale possono essere presentati ricorsi presso il mediatore, come previsto dal trattato di Maastricht;
18.chiede che venga fatto ordine al più presto tra le numerose iniziative concernenti la cooperazione di polizia a livello internazionale e ritiene che a tal fine possa essere utile una regolamentazione comunitaria; propone che per ciascun settore di attività di cui all'articolo K.1, punti 1-9, del Trattato sull'Unione sia creato al massimo un gruppo di lavoro fermo restando che un unico gruppo di lavoro centrale sarà incaricato della cooperazione internazionale di polizia;
19.ritiene che si debbano adottare con urgenza le necessarie misure a livello di bilancio comunitario;
20.ritiene che accordi di associazione e richieste di adesione alla Comunità non rappresentino un fondamento sufficiente per scambi di dati o una cooperazione di polizia e vede con inquietudine la collaborazione in questo settore con paesi in cui sono commesse gravi violazioni dei diritti dell'uomo;
21.chiede che i responsabili politici che partecipano alla costruzione di Europol informino in modo corretto e completo il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali sulla realizzazione di Europol e chiede che vengano loro trasmessi tutti i documenti di carattere generale e i prontuari per la raccolta, l'elaborazione e lo scambio di dati personali;
22.è dell'avviso che Europol debba essere soggetta al potere esecutivo della Commissione, finanziata sul bilancio delle Comunità, sottoposta alla giurisdizione della Corte di giustizia delle Comunità europee e obbligata a render conto a un organo insediato dal Parlamento europeo;
23.invita il Consiglio a predisporre, entro il 1994 e con un adeguato coinvolgimento della Commissione e del Parlamento europeo, un programma europeo in materia di sicurezza il cui organo operativo sia l'Europol;
24.ritiene necessario che funzionari responsabili e competenti di Europol e altri funzionari con competenze di polizia che collaborano nel quadro di Europol siano incoraggiati ad avere scambi di opinione con la commissione competente del Parlamento europeo su aspetti pratici della cooperazione di polizia in modo che il Parlamento europeo possa formarsi in piena cognizione di causa un'opinione sui problemi specifici di Europol e che le commissioni del Parlamento europeo abbiano, secondo una prassi da tempo ormai consolidata, il diritto di ascoltare e interrogare tali funzionari;
25.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione e la relazione della sua commissione alla Commissione, al Consiglio, ai Ministri che fanno parte del gruppo TREVI nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.