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PARLAMENTO EUROPEO - 10 febbraio 1993
Presentazione della nuova Commissione

RISOLUZIONE B3-0170, 0172 e 0238/93

Risoluzione concernente la presentazione della nuova Commissione e la dichiarazione del suo Presidente sugli orientamenti di lavoro di quest'ultima

Il Parlamento europeo,

-visti la sua risoluzione del 7 aprile 1992 sui risultati delle Conferenze intergovernative e il Trattato di Maastricht,

-vista la sua risoluzione del 10 giugno 1992 sulla designazione del Presidente della Commissione ,

-vista la sua risoluzione dell'8 luglio 1992 sulla nomina del Presidente della Commissione ,

-visti gli articoli 10, 11 e 14 del Trattato di fusione,

-visti la Dichiarazione solenne di Stoccarda del 19 giugno 1983 e l'articolo 29 del proprio regolamento interno,

-visto l'articolo 158 del Trattato sull'Unione europea firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992,

-viste le conclusioni del Consiglio europeo del 26 e 27 giugno 1992,

-vista la decisione dei rappresentanti dei governi degli Stati membri della Comunità, in data 21 dicembre 1992, relativa alla nomina dei membri della Commissione delle Comunità europee ,

-visto il programma di lavoro della Commissione 1993-1994 (SEC(93)0058) del 26 gennaio 1993,

A.consapevole della peculiarità dell'attuale situazione dopo l'entrata in vigore formale del mercato interno e prima della conclusione delle procedure di ratifica del Trattato sull'Unione europea,

B.considerando che il voto di fiducia alla nuova Commissione, organizzato in applicazione della Dichiarazione solenne di Stoccarda e in conformità dell'articolo 29 del proprio regolamento interno, riveste una eccezionale importanza in quanto prefigura il voto di investitura di cui all'articolo 158 del trattato di Maastricht e in quanto è stato preceduto dall'illustrazione da parte della Commissione di un programma biennale d'azione corrispondente alla prevedibile durata del suo mandato,

C.considerando che il voto odierno di fiducia e il voto di investitura a partire dal 1995, lungi dall'essere mere formalità rituali, devono fornire l'occasione di stipulare fra la Commissione e il Parlamento un vero e proprio contratto politico foriero di un nuovo tipo di cooperazione fra le due Istituzioni,

D.considerando le sempre più vive preoccupazioni dei popoli della Comunità per quanto concerne la situazione economica e monetaria, la crisi dell'occupazione, l'avvenire delle relazioni commerciali con gli Stati Uniti e il Giappone, le minacce che gravano sull'ambiente e le numerose situazioni - specie quella nell'ex Jugoslavia - che mettono a repentaglio la pace nel mondo,

E.considerando - in relazione allo sviluppo della Comunità europea - i rischi che minacciano il sistema monetario europeo, le condizioni economiche politiche ed istituzionali necessarie per il successo dell'opera di ampliamento, i ritardi con cui le direttive del mercato interno vengono recepite nelle legislazioni nazionali e le persistenti incertezze che pesano sulla nuova politica agricola comune,

1.disapprova l'azione dei governi degli Stati membri all'atto della nomina della nuova Commissione a causa soprattutto

-della mancata consultazione del Presidente designato in merito ai nominativi dei commissari, e questo malgrado la sua conferma grazie a un voto a maggioranza sostanziale del Parlamento nel luglio 1992,

-dell'insufficiente rappresentanza delle donne nell'ambito del Collegio,

e constata che questi errori graveranno sui lavori della Comunità/Unione;

2.si compiace per la nomina dei membri della Commissione e ribadisce le proprie risoluzioni summenzionate del 10 giugno e dell'8 luglio 1992 relative alla scelta del Presidente;

3.prende atto della nuova distribuzione delle responsabilità in funzione dell'applicazione del trattato di Maastricht e plaude alla rapidità con cui sono stati assegnati i portafogli;

4.si compiace dell'importanza che la Commissione dichiara di accordare alle sue relazioni con il Parlamento e, nella prospettiva delle nuove relazioni che saranno stabilite dal trattato di Maastricht, ritiene necessari un maggiore sforzo di informazione, dialogo e cooperazione tra le due Istituzioni; la Commissione dovrà in particolare adoperarsi, nel quadro dell'adeguamento del "codice di condotta", per

-organizzare le sue relazioni con il Parlamento e il Consiglio sulla base di una totale uguaglianza e impegnarsi soprattutto a trasmettere con perfetto parallelismo alle due Istituzioni qualsiasi informazione, ufficiale o ufficiosa, riguardante i testi che essa prepara o che intende proporre;

-riservare alle due Istituzioni, Parlamento e Consiglio, una priorità assoluta quanto alla presentazione e all'informazione circa le sue proposte e decisioni di importanza generale, ivi compreso il programma annuale della Commissione stessa;

-distinguere, nelle proposte che presenta al Parlamento e al Consiglio, le disposizioni che, per la loro importanza e la loro portata generale, rivestono carattere legislativo e impegnarsi a non passar oltre a queste disposizioni in caso di opposizione espressa dal Parlamento a maggioranza dei suoi membri;

-associare pienamente il Parlamento all'attuazione del principio della sussidiarietà, sottoponendo al parere preventivo del Parlamento ogni decisione di ritiro di un progetto o qualsiasi proposta di abrogazione di testi adottati, abrogazione che non dovrebbe in nessun caso rimettere capziosamente in forse le conquiste comunitarie;

5.considera inadeguati sia i paragrafi del programma che le conseguenti proposte in materia di trasparenza e ribadisce ancora una volta la necessità di presentare proposte idonee e dettagliate al riguardo, soprattutto per quanto riguarda il problema della procedura dei comitati e in particolare l'opportunità che questi ultimi, se operanti nel settore in questione, trasmettano al Parlamento l'ordine del giorno e i processi verbali delle loro sedute;

6.chiede alla Commissione di adottare le misure necessarie per rafforzare il coordinamento della politica di coesione economica e sociale sia sul piano delle competenze dei commissari che dei servizi amministrativi;

7.denuncia la modestia del programma di lavoro 1993-1994, programma che allo stato attuale altro non è se non un documento amministrativo, timido e insufficiente tenuto conto delle sfide che deve affrontare la Comunità/Unione; chiede quindi alla Commissione di rafforzare e chiarire questo programma nei cinque settori prioritari qui di seguito elencati, allo scopo di attuare una politica di vasto respiro, esortandola in particolare a

a)in materia economica e sociale:

-svolgere un'azione più vigorosa a favore dell'iniziativa per la crescita, approfittando del concomitante impegno della presidenza danese su questa priorità, e ad adoperarsi per una precisa definizione sui contributi che gli Stati membri possono e dovrebbero apportarvi

-avanzare proposte ambiziose sulla politica industriale - elemento indispensabile per la salvaguardia della competitività europea - sfruttando il contributo che può essere apportato da un'applicazione giudiziosa delle politiche in materia di concorrenza e di ricerca

-impegnarsi vigorosamente in ordine a un'attuazione completa della carta sociale, in assenza della quale il mercato interno rischia di provocare gravi squilibri e favorire pratiche di dumping sociale

-avanzare proposte per ripristinare la credibilità del sistema monetario europeo e attuare la convergenza necessaria per l'avvio delle fasi ulteriori dell'UEM

-impegnarsi ai fini dell'adeguamento della riforma della PAC, per quanto riguarda in particolare la carne bovina, l'attuazione dei finanziamenti necessari per tener fede agli impegni assunti, nonché la garanzia della permanenza della compatibilità degli accordi GATT con la riforma della PAC;

b)in materia di ambiente:

-imporre con vigore e determinazione l'obbligo per tutte le politiche della Comunità di tener debitamente conto delle esigenze della protezione dell'ambiente

-accettare la responsabilità della Comunità/Unione, e quindi un ruolo pionieristico ai fini della soluzione dei problemi transfrontalieri e mondiali dell'ambiente

-promuovere un sistema di imposte a fini ecologici

-avanzare nuove proposte volte a garantire la sicurezza sotto il profilo ecologico dei trasporti marittimi di prodotti petroliferi e di sostanze pericolose;

c)in materia di libera circolazione e di politica interna:

-adottare misure urgenti per ovviare ai gravi ritardi nella realizzazione della piena libertà di circolazione e avvalersi di tutti i mezzi a sua disposizione - compreso il ricorso alla procedura di infrazione - per obbligare gli Stati membri a rispettare gli impegni assunti

-adottare una politica comune dell'immigrazione basata su una direttiva quadro e norme specifiche concernenti il diritto d'asilo, il ricongiungimento delle famiglie, l'accesso al mercato del lavoro, la formazione professionale e la lotta contro l'immigrazione clandestina

-avviare urgentemente programmi d'azione e iniziative volti a rafforzare la lotta contro il razzismo e la xenofobia a livello politico, sociale e culturale

d)in materia di politica estera e di sicurezza comune:

-sfruttare al massimo il nuovo quadro offerto dal secondo pilastro del trattato sull'Unione europea e promuovere l'unità comunitaria nel settore della politica estera, prima ancora che entri in vigore il nuovo trattato;

8.inoltre, quanto agli aspetti esterni

-chiede che la Commissione, per quanto le compete, vigili a che i negoziati sugli ampliamenti siano condotti non solo nel rispetto dei principi fissati dal Consiglio europeo di Lisbona del 26 e 27 giugno 1992, ma anche con la volontà di rafforzare, con i necessari adeguamenti, la capacità decisionale e l'efficacia della Comunità;

-auspica che gli vengano fornite ulteriori precisazioni riguardo sia al calendario dei negoziati con le varie categorie di paesi interessati sia agli adeguamenti istituzionali previsti e suggerisce di organizzare un vasto dibattito su questo tema prima del Consiglio europeo di Copenaghen;

-mette l'accento sui numerosi attacchi alla pace nel mondo e in particolare sui drammatici fatti che si stanno svolgendo alle porte della Comunità, nell'ex Jugoslavia, e, per quanto limitate siano le competenze attuali della Commissione in materia, auspica che questa precisi gli interventi di qualsiasi tipo che essa ritiene di dover e poter effettuare a vantaggio di popolazioni tragicamente colpite da una violenza ogni giorno più insostenibile in tutto il mondo; lancia un appello alla Commissione affinché prosegua i suoi sforzi per trovare soluzioni al conflitto per via pacifica e fornire un adeguato aiuto umanitario;

-invita la Commissione ad opporsi alle iniziative degli Stati Uniti volte ad introdurre nuove forme di discriminazione commerciale nei riguardi della Comunità;

9.si riserva di verificare la pertinenza del nuovo orientamento e dell'impegno della Commissione nei mesi successivi all'entrata in vigore del trattato sull'Unione europea;

10.chiede insistentemente una maggiore coerenza nella politica di informazione e a tal fine lancia un appello alla Commissione affinché presenti proposte conformi alle conclusioni del gruppo di esperti prima di avviare una vasta campagna di informazione e di comunicazione sul funzionamento del mercato interno e sugli obiettivi dell'Unione politica;

11.decide pertanto, dopo aver ascoltato le dichiarazioni del Presidente della Commissione e preso atto degli impegni da questi sottoscritti, di accordare la sua fiducia alla nuova Commissione e approvare il suo programma di lavoro, fatto salvo il relativo adeguamento conformemente alle precedenti osservazioni;

12.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, alla Corte di giustizia e ai parlamenti degli Stati membri.

 
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