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PARLAMENTO EUROPEO - 11 febbraio 1993
Repressione del popolo birmano ed espulsione di rifugiati dal Bangladesh

RISOLUZIONE B3-0198, 0205, 0206, 0212, 0258 e 0260/93

Risoluzione sulla continua repressione del popolo birmano e sull'espulsione di rifugiati dal Bangladesh

Il Parlamento europeo,

A.preoccupato per la sorte riservata alla sig.ra Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace e premio Sakharov 1991 del Parlamento europeo, che ha dichiarato di rifiutare qualsiasi aiuto materiale dai suoi carcerieri e di aver iniziato uno sciopero della fame nel novembre del 1992,

B.vivamente preoccupato per la situazione dei Rohingya che si sono rifugiati nel Bangladesh fuggendo dalla Birmania e ai quali è stata tolta la cittadinanza birmana,

C.considerando che, a norma della costituzione birmana, è stata convocata un'Assemblea nazionale costituente e che alcuni dei dieci partiti politici rappresentati, inclusa la Lega Nazionale per la Democrazia (NLD), si sono dichiarati contrari a disposizioni volte a riconoscere alle forze armate uno speciale ruolo costituzionale,

D.accogliendo con favore la visita di vari premi Nobel a Bangkok e successivamente a Ginevra (nel corso della riunione dell'UNHRC), per dimostrare la loro preoccupazione per Aung San Suu Kyi nonché per tutti i prigionieri politici in Birmania,

E.rammentando che la Lega Nazionale per la Democrazia e Aung San Suu Kyi, che hanno vinto nel 1990 le elezioni in Birmania, non sono stati ancora autorizzati a entrare in carica e che molti membri continuano ad essere considerati prigionieri politici,

F.profondamente preoccupato per le notizie secondo cui il governo del Bangladesh ha dato inizio all'espulsione di profughi dalle sue regioni frontaliere orientali verso la Birmania,

G.consapevole delle continue violazioni dei diritti umani perpetrate in Birmania e dei gravi rischi che la dittatura militare fa pesare sulla vita e sul benessere dei rifugiati che fanno ritorno in patria,

H.sottolineando l'immenso sforzo compiuto dal governo del Bangladesh con l'aiuto delle organizzazioni umanitarie per accogliere queste popolazioni perseguitate,

I.rammentando le sue precedenti risoluzioni sulla situazione in Birmania,

1.denuncia ogni progetto di riforma costituzionale mirante a confermare il ruolo dirigente dei militari, la cui politica "di apertura" condotta da un anno non ha ancora dato luogo alla liberazione del capo dell'opposizione, e condanna a priori ogni progetto mirante a cancellare la vittoria conseguita dalla Lega nazionale allo scrutinio del maggio 1990; ribadisce la propria opposizione al riconoscimento di qualsiasi costituzione tendente a legittimare il ruolo dei militari o a non tener conto dei risultati di elezioni democratiche;

2.chiede nuovamente la liberazione di Aung San Suu Kyi e di tutti gli altri prigionieri politici;

3.esorta la CE e gli Stati membri a proseguire - utilizzando se del caso i fondi destinati alla Birmania - gli aiuti a favore del Bangladesh per permettere a questo paese di ospitare i rifugiati e ridurre in particolare gli effetti negativi provocati sull'ambiente dai campi profughi; lancia un appello al governo del Bangladesh affinché desista da qualsiasi rimpatrio non volontario di Rohingya e consenta alle Organizzazioni umanitarie non governative di rientrare nelle regioni di frontiera dell'Est;

4.condanna lo SLORC (il Consiglio birmano per il ripristino della legge e dell'ordine) per la sua politica repressiva ai danni della minoranza Rohingya e lo esorta a permettere all'UNHCR di controllare la sorte dei 17.000 rimpatriati Rohingya;

5.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, alla Cooperazione politica europea, nonché al governo del Bangladesh, all'UNHCR e allo SLORC.

 
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