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PARLAMENTO EUROPEO - 11 febbraio 1993
L'incidente alla "Maersk Navigator"

RISOLUZIONE B3-0242 e 0257/93

Risoluzione sull'incidente alla "Maersk Navigator" nello Stretto di Malacca

Il Parlamento europeo,

-vista la sua risoluzione del 21 gennaio 1993 sul disastro della petroliera "Braer" ,

A.considerando la collisione fra la superpetroliera danese "Maersk Navigator", che trasportava più di 250.000 tonnellate di petrolio, e la petroliera giapponese "Sanko Honour", avvenuta 60 miglia al largo di Sumatra il 21 gennaio 1993, col conseguente versamento di circa 20.000 tonnellate di petrolio, che hanno formato una pellicola oleosa di più di 50 chilometri, mettendo in pericolo le zone naturali protette delle isole Nicobare,

B.considerando la serie ininterrotta di gravi incidenti a petroliere - la sesta collisione in otto mesi in questa regione del mondo - che sta a indicare l'esistenza di gravi lacune nelle normative internazionali in materia di sicurezza,

C.considerando che, con più di 2.000 navi che lo attraversano ogni giorno, lo Stretto di Malacca è il passaggio marittimo più utilizzato del mondo,

D.considerando che la profondità particolarmente scarsa delle acque dello Stretto di Malacca, combinata con correnti pericolose, ha provocato un elevato numero di incidenti,

1.deplora i danni ecologici e materiali provocati dall'incidente;

2.auspica che diventi molto più vincolante l'applicazione delle norme internazionali e segnatamente di quelle della Convenzione MARPOL;

3.sollecita i Consigli dell'ambiente e dei trasporti ad approfondire l'esame della critica formulata dal ministro dell'ambiente indiano, secondo cui il governo danese non offrirebbe aiuto né preparerebbe piani di contingenza per eventuali future emergenze marittime al di fuori del territorio comunitario, ove siano coinvolte navi di proprietà comunitaria;

4.chiede ai governi degli Stati membri della Comunità e alla Cooperazione politica europea di sostenere il piano, proposto da Indonesia, Malesia e Singapore, di introdurre un servizio obbligatorio di pilotaggio nello Stretto di Malacca;

5.chiede che la profondità minima dell'acqua ammessa sotto la chiglia delle navi nello Stretto di Malacca sia aumentata da 3,5 a 5 metri;

6.prende atto con soddisfazione dell'intenzione dei Consigli dell'ambiente e dei trasporti di migliorare le normative comunitarie di sicurezza per il trasporto marittimo, con particolare riferimento all'introduzione di un sistema di sanzioni e responsabilità civili, ma insiste sul fatto che la normativa deve rientrare nella competenza della Comunità, e non dell'OMI;

7.chiede al Consiglio, alla Commissione e al governo danese di elaborare piani di risarcimento a favore degli Stati colpiti dall'incidente, che comprendano:

-il finanziamento delle spese di ripristino non coperte dalle compagnie assicurative

-il finanziamento di uno studio sull'impatto ecologico dell'incidente;

8.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, alla Cooperazione politica europea, al governo danese e ai governi di Indonesia, Malesia, Singapore e India.

 
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