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PARLAMENTO EUROPEO - 11 febbraio 1993
Disoccupazione, recessione e investimenti

RISOLUZIONE B3-0184 e B3-190/93

Risoluzione su disoccupazione, recessione e investimenti

Il Parlamento europeo,

-vista la sua risoluzione del 30 ottobre 1992 sulla politica economica e dell'occupazione ,

-viste le dichiarazioni del Vertice del 3 luglio 1992 sul dialogo sociale e del Consiglio europeo di Edimburgo del dicembre 1992,

-vista la Relazione economica annuale 1993 della Commissione,

A.considerando il continuo deterioramento delle prospettive occupazionali nella Comunità e la dichiarazione del governo danese secondo cui la Presidenza danese darà la massima priorità al problema della creazione di posti di lavoro,

B.considerando che gli Stati della Comunità hanno l'obbligo di coordinare le loro politiche economiche e sociali,

C.considerando che le recenti speculazioni sulle diverse monete hanno sensibilmente, e talora senza necessità, diminuito in taluni Stati il potere d'acquisto dei cittadini e scoraggiato gli imprenditori da qualsiasi iniziativa a favore di nuovi investimenti,

D.considerando che la realizzazione del Grande Mercato non ha comportato tutti i vantaggi previsti nella relazione Cecchini,

E.considerando che, con i metodi tradizionali finora utilizzati, si sono conseguiti risultati insufficienti nella lotta contro la disoccupazione,

1.ritiene che le misure decise al Consiglio europeo di Edimburgo siano insufficienti per impedire un ulteriore aumento della disoccupazione nella Comunità;

2.deplora la mancanza di coordinamento economico e monetario fra i governi degli Stati membri e ritiene che, senza un cambiamento più radicale delle politiche economiche, la Comunità rischi un aggravamento della recessione, che comporterà milioni di nuovi disoccupati, ridurrà ulteriormente la competitività dell'industria comunitaria e renderà pressoché impossibile agli Stati membri soddisfare i criteri di convergenza economica necessari per la creazione dell'UEM;

3.esorta la Commissione, il Consiglio e i governi degli Stati membri a dar seguito alle conclusioni della summenzionata risoluzione del Parlamento;

4.insiste sul fatto che la stabilità monetaria è, a medio termine, una condizione necessaria per la ripresa economica e per il successo della lotta contro la disoccupazione;

5.ribadisce inoltre che i criteri di Maastricht non devono esser considerati un mezzo per favorire politiche fiscali deflazionistiche durante la fase di recessione, il che finirebbe per aggravare la crisi economica e fiscale, e invita pertanto la Commissione, il Consiglio e gli Stati membri a definire un pacchetto coordinato di adeguamenti delle politiche fiscali in grado di stimolare la ripresa economica;

6.sottolinea che, al fine di migliorare la struttura di base e il funzionamento dell'economia europea, gli Stati membri devono cooperare strettamente ai fini di una politica industriale attiva, adottando misure volte ad affrontare il problema del breve termine nel quadro delle relazioni fra industria e finanza ed eliminare globalmente gli squilibri finanziari e commerciali;

7.ritiene che le piccole e medie imprese debbano essere stimolate a partecipare in misura più ampia alla formazione professionale di base e permanente, poste in grado di usufruire della ricerca e dell'innovazione e indotte ad agire in sinergia con gli investimenti pubblici per le grandi opere infrastrutturali;

8.ritiene che la Comunità dovrebbe sostenere investimenti nelle regioni e nelle aree sfavorite minacciate di declino;

9.sottolinea che la Comunità deve non solo sviluppare una politica sociale sufficientemente solida da impedire che la concorrenza economica minacci l'occupazione o pregiudichi diritti sociali, ma anche adottare misure sulla mobilità della manodopera;

10.esorta la Commissione e gli Stati membri a valorizzare, durante il periodo di preparazione della ripresa economica, le risorse umane disponibili mediante programmi di promozione e di riqualificazione professionale che siano adeguati alla futura domanda e permettano di ridurre le conseguenze dei licenziamenti;

11.li esorta inoltre a porre allo studio proposte coordinate dalle istituzioni monetarie ai fini della riduzione dei tassi d'interesse;

12.ritiene che la Comunità dovrebbe elaborare, di concerto con le parti sociali, una politica volta alla riduzione, su base legale o convenzionale, dell'orario di lavoro;

13.chiede agli Stati membri di applicare sistemi efficaci volti a combattere qualsiasi forma di esclusione sociale, in applicazione della risoluzione del Parlamento sulle prestazioni e le risorse sufficienti;

14.esorta gli Stati membri a resistere alla tentazione di un ripiegamento su se stessi e di un ritorno a misure protezionistiche e scorge in una rapida conclusione dei negoziati GATT e nella realizzazione del mercato interno fattori di crescita atti a favorire la ripresa economica;

15.chiede inoltre agli Stati membri di recepire nelle rispettive legislazioni nazionali le direttive sul mercato unico in grado di avere un effetto positivo sull'occupazione e alla Commissione di controllare la procedura;

16.invita infine gli Stati membri a coordinare meglio le loro politiche in materia di occupazione, finanze ed economia;

17.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai governi degli Stati membri.

 
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