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PARLAMENTO EUROPEO - 11 marzo 1993
Diritti dell'uomo a Cuba

RISOLUZIONE B3-0362 e 0367/93

Risoluzione sulla situazione dei diritti dell'uomo a Cuba

Il Parlamento europeo,

-viste le sue precedenti risoluzioni sulla situazione dei diritti umani a Cuba,

A.considerando che il 24 febbraio 1993 si sono tenute a Cuba le elezioni per assegnare i seggi dell'"Assemblea del potere popolare",

B.considerando che tali elezioni altro non hanno dato ai cubani che la possibilità di votare per la lista unica presentata dal partito comunista cubano, che monopolizza tutto il potere nel paese,

C.considerando che un'imponente campagna preelettorale aveva esortato i cubani a votare in blocco per tale lista unica,

D.considerando che, secondo la versione ufficiale, detta lista unica è stata votata dall'87,3% di coloro che si sono recati alle urne,

E.considerando che, sempre secondo i dati ufficiali, nonostante le pressioni del governo e del partito unico, il 15,6% dei cubani ha deciso di non votare, o di votare scheda bianca, o di votare parzialmente, o di dare voti che sono stati annullati,

F.richiamando l'attenzione sul fatto che non vi sono state altre elezioni a Cuba da quando Fidel Castro ha preso il potere nel 1959,

G.fortemente preoccupato per il numero di prigionieri politici e di persone detenute per reati di opinione a Cuba;

H.richiamando l'attenzione sulle persecuzioni, mediante violenze fisiche, intimidazioni, nonché arresti e detenzioni, compiute contro quanti cercano di difendere i diritti umani,

I.richiamando in particolare l'attenzione sui seguenti casi:

-José Luis Pujol Iriza, condannato nel settembre 1992 a tre anni di reclusione, apparentemente per aver scritto ad un esule cubano una lettera in cui criticava il Presidente Castro;

-Sebastian Arcos Bergnes, vicepresidente del "Comité cubano pro derechos humanos", condannato a quattro anni di reclusione nell'ottobre 1992 per aver inviato all'estero informazioni sulla violazione dei diritti umani, informazioni che le autorità cubane sostengono essere false;

-Maria Elena Cruz Varela, nota poetessa e fautrice dei diritti umani che continuerebbe ad essere oggetto di maltrattamenti fisici e psichici in prigione;

-Yademiro Restano Diaz e Maria Elena Aparicio, condannati nel maggio 1992 rispettivamente a dieci e a sette anni di reclusione per aver fatto parte del "Movimiento de Armonia" che, secondo le autorità cubane, propugna il cambiamento della "struttura politica, economica e sociale";

-Gustavo Arcos, Rodolfo Gonzalez, Osvaldo Pava, Elizardo Sanchez e Jesus Yanes, i quali recentemente hanno subìto violenze di piazza, sono stati incarcerati o hanno ricevuto minacce da parte di funzionari governativi;

J.richiamando l'attenzione sul ruolo delle "Brigades populares de respuesta rapida", che si comportano come truppe d'assalto percuotendo e terrorizzando i dissidenti,

K.richiamando l'attenzione sul fatto che nel tentativo di fuggire da Cuba molte persone sono morte annegate,

1.chiede al governo cubano di rispettare la democrazia permettendo lo svolgimento di autentiche elezioni nel prossimo futuro;

2.esorta ancora una volta le attuali autorità cubane ad avviare un dialogo con l'opposizione interna ed esterna per preparare la strada a elezioni democratiche e pluripartitiche, precedute da una campagna elettorale libera e seguite da osservatori internazionali;

3.sollecita l'immediato rilascio di tutti i prigionieri politici;

4.chiede al governo cubano di permettere ad organizzazioni internazionali per la protezione dei diritti dell'uomo di visitare il paese e di porre fine alle persecuzioni nei confronti delle organizzazioni cubane per la difesa dei diritti dell'uomo;

5.chiede al governo cubano di sciogliere le "Brigades populares de respuesta rapida";

6.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla Cooperazione politica europea, al Segretario generale dell'Organizzazione degli Stati americani e al governo cubano.

 
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