RISOLUZIONE B3-0372 e 0423/93
Risoluzione sulla fuga degli assassini di Chico Mendes in Brasile
Il Parlamento europeo,
-visto l'articolo 7 della Convenzione n. 95 dell'OIL sulla schiavitù del debito,
-visto l'articolo 3 dell'Accordo quadro di cooperazione tra la CEE e la Repubblica federale del Brasile,
A.considerando la necessità di rispettare i principi democratici e i diritti umani,
B.ricordando con grande rispetto l'operato del sindacalista e ambientalista di base Chico Mendes, che collaborava con i "seringueiros" per proteggere la foresta pluviale amazzonica,
C.ricordando il suo brutale assassinio, il 22 dicembre 1988, e le rapide indagini che portarono all'arresto, all'incarcerazione e alla condanna a 19 anni di reclusione di Darci e Darli Alves da Silva,
D.rilevando che, stando a Amnesty International, si trattava della prima volta che un tribunale brasiliano incarcerava un proprietario terriero per aver ordinato l'assassinio di un sindacalista rurale,
E.profondamente preoccupato per la fuga di Darci e Darli Alves da Silva dal penitenziario di Rio Branco, nello Stato di Acre, la qual cosa mina sostanzialmente la credibilità del sistema giudiziario brasiliano,
F.preoccupato inoltre per il fatto che sono avvenuti casi analoghi in cui le autorità statali sono sembrate scarsamente disposte o addirittura incapaci di prevenire la fuga di persone accusate dell'omicidio di sindacalisti e di attivisti dei diritti umani operanti nelle zone rurali,
G.convinto che debba spettare al governo brasiliano recentemente insediato di prendere l'iniziativa di prevenire gli omicidi di contadini e sindacalisti rurali nel contesto dei conflitti sulla proprietà terriera - e di effettuare le relative indagini -, soprattutto visto che su 1.684 casi registrati tra il 1964 e il 1991, soltanto 25 sono stati giudicati e soltanto in 14 casi vi sono state condanne,
H.considerando che le foreste per le quali Chico Mendes ha pagato con la propria vita, come quella del popolo Yanomami, sono state nuovamente invase da cercatori d'oro e che la regione forestale Awa continua a essere distrutta da coloni tagliaboschi e agricoltori illegali, e che continua a sussistere un serio ritardo nell'applicazione dell'articolo 231 della costituzione brasiliana in base alla quale tutte le terre appartenenti agli indigeni dovrebbero essere delimitate entro il mese di ottobre 1993,
I.considerando le numerose notizie pervenute negli ultimi due anni, secondo le quali nella regione amazzonica del Brasile il modus operandi tipico di talune attività industriali, come quella dei diboscamenti, delle miniere o della produzione di carbone di legna, consiste nel costringere la gente ai lavori forzati o addirittura alla schiavitù, principalmente per ottenere il rimborso dei debiti contratti per il trasporto ai luoghi di lavoro e per gli acquisti negli spacci aziendali - i debiti vengono ripagati trattenendo gli stipendi - come ha recentemente potuto riferire al Parlamento il sig. M. Lavenere Machado,
J.preoccupato per le notizie di innumerevoli torture e omicidi da parte di sicari prezzolati commessi su lavoratori che cercavano di sfuggire a simili condizioni,
1.fa appello alle autorità brasiliane affinché indaghino sulle circostanze relative alla fuga di Darci e Darli Alves da Silva e sull'eventuale complicità di agenti di custodia e di polizia, e affinché processino i colpevoli;
2.chiede alla Cooperazione politica europea di segnalare al governo brasiliano l'importanza che la Comunità europea annette a tale caso;
3.chiede alle autorità brasiliane di garantire che tutti i casi segnalati di violazioni dei diritti umani nel contesto dei conflitti sulla proprietà terriera siano sottoposti a processo, giudicando anche i mandanti;
4.plaude all'iniziativa del governo brasiliano denominata "Operacao Selva Libre" con cui si intendono allontanare i cercatori d'oro dalla riserva Yanomami trasferendoli a Boavista;
5.chiede al governo brasiliano di fornire agli ex minatori di Boavista strutture a livello di istruzione e occupazione nonché a demarcare, proteggere e istituire la regione Awa Guaja e altri territori indigeni, a norma dell'articolo 231 della Costituzione, entro l'ottobre 1993;
6.invita il ministero del lavoro, recentemente ricostituito come ministero separato nell'aprile 1992, a rafforzare gli ispettorati e dar seguito sistematicamente alle denunce di pratiche di coercizione lavorativa illegali;
7.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla Cooperazione politica europea e al governo del Brasile.