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PARLAMENTO EUROPEO - 11 marzo 1993
Sudafrica

RISOLUZIONE B3-0360, 0365, 0375, 0410 e 0421/93

Risoluzione sul Sudafrica

Il Parlamento europeo,

-viste le sue precedenti risoluzioni sul Sudafrica,

A.considerando i progressi compiuti dalla società sudafricana verso l'istituzione di uno Stato democratico,

B.considerando che lo svolgimento di elezioni generali sulla base del principio "una persona - un voto" costituisce un fattore indispensabile per la trasformazione del Sudafrica in una democrazia non razziale che rispetti i diritti dell'uomo,

C.richiamandosi ai negoziati tra il governo sudafricano e l'ANC,

D.richiamandosi ai risultati della prima Conferenza internazionale dell'ANC,

E.considerando che tutte le parti sono d'accordo di riprendere i negoziati il 5 aprile 1993,

F.gravemente preoccupato per la situazione economica del Sudafrica, in particolare nelle township dove povertà, disoccupazione, disuguaglianze razziali nella distribuzione della ricchezza e del reddito e squilibri sociali costituiscono in gran parte una conseguenza del passato sistema dell'apartheid,

1.si compiace dell'imminente prospettiva delle prime elezioni sudafricane basate sul principio "una persona - un voto" di un'Assemblea costituente il cui compito principale sarà quello elaborare e adottare una nuova costituzione democratica per il Sudafrica volta a creare una società giusta ed equa e che aprirà la via all'elezione dopo cinque anni di un governo e di un parlamento democratici;

2.ritiene quindi indispensabile che il processo elettorale e le elezioni dell'Assemblea costituente siano liberi e corretti e considerati tali dalla comunità internazionale;

3.sollecita pertanto il governo del Sudafrica e, se del caso, tutti coloro che partecipano al negoziato, a garantire:

a)la prossima istituzione della Commissione elettorale indipendente nella quale dovrebbero essere rappresentati non solo il governo, l'ANC e gli altri partiti politici, ma anche membri della società civile, come il Forum indipendente per l'educazione elettorale, che riceve il sostegno delle chiese sudafricane e di varie altre organizzazioni non governative,

b)libero ed equo accesso ai mezzi di comunicazione per tutti i partiti politici,

c)un agevole accesso e semplici formalità in materia di registrazione degli elettori,

d)adeguate risorse finanziarie per tutti i partiti,

e)la formazione di controllori neutrali;

4.sollecita la comunità internazionale, segnatamente l'ONU, l'Organizzazione dell'Unità africana e la Comunità europea, ad assicurare il controllo internazionale della campagna elettorale per garantire che le elezioni si svolgano senza frodi, intimidazioni o brogli;

5.chiede al Consiglio e alla Commissione di presentare proposte per contribuire ad un programma di ricostruzione che consenta di porre rimedio ai danni causati dall'apartheid e per realizzare l'obiettivo di un nuovo Sudafrica;

6.esorta il Consiglio e la Commissione a cercare forme attive per contribuire allo sviluppo di un Sudafrica democratico mediante misure positive e promuovere investimenti che aiutino a ridurre la terribile disoccupazione e a consentire al paese di occuparsi delle varie e urgenti esigenze sociali ed economiche del popolo del Sudafrica;

7.apprezza la dichiarazione dell'ANC secondo la quale, all'annuncio di una data concordata per le elezioni e dopo l'istituzione di un Consiglio esecutivo provvisorio, della commissione elettorale indipendente e della commissione per i mezzi di comunicazione nonché il varo della legge sul passaggio alla democrazia, occorrerebbe abolire le rimanenti sanzioni;

8.sollecita la comunità internazionale ed in particolare la Comunità europea a garantire un rigoroso rispetto dell'embargo sugli armamenti fino all'insediamento di un governo democratico;

9.esprime la sua preoccupazione e ansietà per la violenza che imperversa nel Sudafrica e che comporta enormi perdite di vite umane e sofferenze e minaccia gravemente il processo democratico;

10.ritiene che la trasformazione democratica del Sudafrica offra la possibilità a tutti i popoli dell'Africa australe di vivere in pace e libertà e ad impegnarsi congiuntamente nell'urgente compito della ricostruzione e di un equo sviluppo;

11.apprezza l'approccio costruttivo dell'Assemblea paritetica ACP/CEE per quanto riguarda i problemi che devono affrontare i paesi dell'Africa australe e il Sudafrica e spera che la riunione dell'Assemblea paritetica a Gaborone fornirà una solida base per il rafforzamento delle relazioni tra un futuro Sudafrica democratico e i paesi membri della Convenzione di Lomé, in particolare quelli dell'Africa australe;

12.apprezza la decisione dell'Ufficio di presidenza dell'Assemblea paritetica ACP/CEE di invitare Nelson Mandela e il Presidente Frederick De Klerk di partecipare alla riunione di Gaborone e a fornire in tal modo il loro sostegno al consolidamento del processo di riforma democratico costituzionale nel Sudafrica;

13.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla Cooperazione politica europea, ai Segretari generali dell'ONU e dell'OUA, al governo del Sudafrica, all'ANC e agli altri partecipanti della CODESA, nonché al Consiglio delle Chiese sudafricane e alla SACBC.

 
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