RISOLUZIONE A3-0041/93
Risoluzione sulla relazione del Consiglio europeo per il 1991 concernente
i progressi realizzati sulla via dell'Unione europea
Il Parlamento europeo,
-vista la relazione del Consiglio europeo per il 1991 concernente i progressi realizzati sulla via dell'Unione europea (C3-0256/92 - SN 1928/1/92),
-visto il Trattato sull'Unione europea firmato a Maastricht,
-vista la propria risoluzione del 14 ottobre 1992 sullo stato dell'Unione europea e della ratifica del Trattato di Maastricht
-visti la relazione della commissione per gli affari istituzionali e il parere della commissione per la cultura, la gioventù, l'istruzione e i mezzi di informazione (A3-0041/93),
1.constata che la relazione del Consiglio sull'Unione europea si limita a citare l'attività compiuta nel corso dell'anno, senza alcuno sforzo di analisi in merito ai ritardi e alle carenze della costruzione europea;
2.sottolinea che il Trattato sull'Unione europea di Maastricht introduce nel processo di integrazione europea una nuova dinamica che permette di procedere verso un'Unione; constata che questo rilancio è stato reso possibile dalla fiducia suscitata dall'Atto Unico, dalla prospettiva di un mercato interno unico nel 1993 nonché dagli sforzi compiuti tanto dalla Commissione e dal Parlamento europeo quanto da numerosi Stati membri nel quadro delle conferenze interistituzionali;
3.richiama tuttavia l'attenzione sulle gravi lacune del Trattato sull'Unione, fondato su una struttura "a pilastri", che non include nel Trattato CEE la politica estera e di sicurezza comune né la cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni; chiede che l'UEO divenga parte dell'Unione e che le attività di tale organizzazione siano sottoposte ad un maggiore controllo parlamentare;
4.Unione economica e monetaria:
si compiace del fatto che il Trattato preveda la creazione di una moneta unica, nel 1999 come termine ultimo e non prima del 1997, il che implica la gestione di una politica monetaria e la creazione di un Sistema europeo di banche centrali indipendente; raccomanda al Consiglio europeo di rafforzare il controllo democratico sull'UEM mediante una maggiore trasparenza del processo decisionale, una maggiore partecipazione del Parlamento europeo e la negoziazione dei necessari accordi interistituzionali;
5.Coesione economica e sociale:
chiede che vengano attuati senza ulteriori indugi il Fondo di coesione e il pacchetto Delors II; sottolinea che il Trattato prevede che gli Stati membri e la Comunità gestiscano le loro politiche in funzione del raggiungimento dell'obiettivo di coesione economica e sociale;
6.Ratifica e applicazione del Trattato:
ribadisce la necessità che gli Stati membri che ancora non hanno fatto ratifichino il Trattato nella sua attuale stesura, cosicché esso possa entrare in vigore al più presto; sottolinea che, malgrado la struttura del Trattato di Maastricht presenti elementi tra loro vagamente contraddittori, l'esperienza dell'applicazione dell'Atto unico dimostra che tutto dipende dall'interpretazione e soprattutto dall'applicazione nella prassi quotidiana;
7.ritiene che possano essere conseguiti miglioramenti di rilievo, senza peraltro modificare il testo del Trattato di Maastricht;
a)sussidiarietà
constata che la sussidiarietà è, innanzitutto, un approccio teorico, che darà luogo a un certo margine di interpretazione ma la cui applicazione non deve condurre a uno smantellamento dell'acquis comunitario; sottolinea la necessità di incaricare la Conferenza interistituzionale (Commissione, Consiglio e Parlamento) già convocata di approntare i mezzi per l'applicazione del principio di sussidiarietà, di elaborare un accordo interistituzionale su tale principio e di prevedere l'obbligo per la Commissione di trasmettere al Consiglio e al Parlamento una relazione sull'attuazione del principio stesso;
b)cittadinanza
constata che la concessione di diritti politici specifici ai cittadini dell'Unione tanto all'interno delle sue frontiere (diritto di voto) quanto all'esterno (protezione diplomatica) è uno dei contributi principali del Trattato di Maastricht; chiede l'attuazione delle disposizioni del Trattato riguardanti i diritti dei cittadini, in particolare il diritto elettorale attivo e passivo, e la loro piena partecipazione alla costruzione europea; ritiene che la cittadinanza includa anche la protezione dei diritti e delle libertà fondamentali;
c)trasparenza e democrazia nel processo legislativo comunitario
sottolinea che la trasparenza e la democrazia verranno rafforzate da una programmazione legislativa annuale adottata dalle tre Istituzioni (Consiglio, Commissione, Parlamento) che dev'essere resa pubblica, da un impegno politico del Consiglio a non adottare testi legislativi già respinti dal Parlamento e dalla regolare ed efficiente codificazione della legislazione comunitaria onde renderla più accessibile ai cittadini della Comunità stessa;
8.Comitatologia:
deplora che il Consiglio abbia tendenza a impiegare, nella concessione di competenze di esecuzione alla Commissione, comitati che gli garantiscono un controllo particolarmente ampio sulle misure proposte dalla Commissione stessa e ribadisce la necessità di semplificare il sistema "comitatologia" onde evitare il rischio di una rinazionalizzazione delle politiche comuni;
9.Tipologia degli atti comunitari:
ritiene imperativo definire chiaramente la natura degli atti comunitari; constata che l'attuale tipologia degli atti comunitari suscita confusione per quel che riguarda i ruoli rispettivi dell'autorità legislativa e del potere esecutivo nella Comunità; chiede una chiara tipologia degli atti comunitari che distingua, in particolare, gli atti di natura costituzionale, gli atti di bilancio, gli atti legislativi e quelli regolamentari;
10.Politica d'informazione:
constata la necessità di una revisione della politica dell'informazione delle Istituzioni e afferma che alcuni atteggiamenti dei cittadini, recentemente riscontrati, sono da collegarsi all'informazione di scarsa qualità fornita all'opinione pubblica per quel che riguarda i vantaggi che derivano dalla Comunità e dal Trattato di Maastricht; ritiene che la politica dell'informazione costituisca una responsabilità comune delle autorità comunitarie e nazionali;
11.Parlamenti degli Stati membri:
ribadisce come essenziale il ruolo dei parlamenti degli Stati nel processo di democratizzazione della Comunità ed insiste sulla loro responsabilità in materia di controllo della trasposizione del diritto comunitario nel diritto interno;
12.Commissione:
ritiene che l'indipendenza della Commissione sia indispensabile per il suo buon funzionamento;
13.Consiglio:
invita il Consiglio a deliberare pubblicamente nella sua azione di legislatore;
14.ritiene che le deliberazioni pubbliche del Consiglio permetteranno un controllo dei parlamenti degli Stati e dei cittadini sui rappresentanti del loro governo in seno al Consiglio;
15.invita i membri del Consiglio a dar prova di un maggior spirito di collegialità anche al di fuori degli ambienti comunitari, il che porterebbe a reazioni più positive dell'opinione pubblica degli Stati membri a proposito delle politiche comunitarie;
16.Consiglio europeo:
ritiene indispensabile che il Consiglio europeo mantenga nella sua integralità e rafforzi la propria funzione di stimolo e di orientamento;
17.Mercato interno:
constata con preoccupazione che alcune proposte di grande rilievo per il completamento del mercato interno non sono state adottate in tempo utile per la loro trasposizione negli ordinamenti nazionali prima del 31 dicembre 1992 (per esempio, quelle collegate alla libera circolazione delle persone e alla fiscalità indiretta); deplora il fatto che, secondo l'ultima relazione della Commissione concernente l'attuazione del Libro bianco sul completamento del mercato interno nell'agosto 1992, circa il 25% delle misure già adottate non erano state ancora recepite nel diritto nazionale degli Stati membri.
18.Frontiere esterne, diritto d'asilo, visti:
deplora che gli Stati membri non siano ancora pervenuti a un accordo sull'applicazione della Convenzione concernente i controlli alle frontiere esterne della Comunità; deplora inoltre che non si siano compiuti progressi sull'armonizzazione delle politiche di immigrazione e del diritto d'asilo;
19.Turbolenze monetarie:
ritiene che le recenti turbolenze di cui hanno sofferto i mercati monetari abbiano dimostrato che una coesione socio-economica e un coordinamento delle politiche economiche e finanziarie degli Stati membri si impongono più che mai; deplora, d'altro lato, il modo inadeguato in cui il Consiglio e la Commissione hanno reagito a tali crisi; ritiene che occorrerebbe rafforzare il meccanismo della sorveglianza multilaterale e adottare mezzi di lotta più efficaci contro la speculazione e i suoi effetti destabilizzanti;
20.Relazioni economiche esterne:
ricorda che è essenziale giungere a un accordo globale, giusto ed equilibrato nel contesto del GATT, onde migliorare i sistemi commerciali multilaterali e i flussi degli scambi; sostiene la necessità di una rapida conclusione dell'Uruguay Round, a condizione però che concessioni di portata equivalente vengano fatte dalle diverse parti;
21.Spazio economico europeo:
si compiace per l'attesa creazione dello Spazio economico europeo, che costituirà il più vasto Mercato economico integrato del mondo; sottolinea, tuttavia, che l'accordo non crea ancora un'Unione doganale né un mercato unico esteso all'insieme dei 18 paesi e che esso non prevede una politica commerciale esterna comune;
22.Ambiente:
deplora che il Consiglio non si sia ancora pronunciato sulla localizzazione della sede dell'Agenzia europea per l'ambiente, ritardandone così la fondazione, e segnala che si opporrà con decisione a un'eventuale rinazionalizzazione, sotto il pretesto della sussidiarietà, delle politiche in materia di protezione dell'ambiente e tutela dei consumatori;
23.Credibilità della politica estera:
deplora che gli Stati membri abbiano perso un'ottima occasione per formulare e attuare, nello spirito del Trattato di Maastricht, una linea comune di condotta sul conflitto nell'ex Jugoslavia; constata che questa carenza di linea d'azione comune ha creato nell'opinione pubblica sentimenti negativi nei confronti del Trattato;
24.Discussioni regolari sull'Unione:
sostiene la necessità tanto di esaminare regolarmente i problemi di fondo collegati con la realizzazione dell'Unione europea quanto di potersi pronunciare sugli stessi;
25.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.