RISOLUZIONE A3-0073/93
Risoluzione sui futuri accordi tra la Comunità e i Nuovi Stati Indipendenti dell'ex Unione Sovietica
Il Parlamento europeo,
-viste le sue risoluzioni del 9 luglio 1992 sulla cooperazione economica tra la Comunità europea e la Comunità di Stati indipendenti e sugli aiuti d'urgenza ai nuovi Stati indipendenti dell'ex Unione Sovietica nonché quella del 17 settembre 1992 sulle relazioni con gli Stati della CSI ,
-prendendo atto delle dimostrazioni fornite nell'audizione del 10-11 settembre 1992 sui problemi economici e politici della CSI, organizzata congiuntamente dalle commissioni per gli affari esteri e la sicurezza, per le relazioni economiche esterne, per i bilanci, per i problemi economici e monetari e la politica industriale e dalla delegazione per le relazioni con le Repubbliche della Comunità di Stati indipendenti,
-viste le direttive negoziali impartite dal Consiglio alla Commissione, in base alle informazioni trasmesse alla sua commissione per le relazioni economiche esterne ,
-vista la proposta di risoluzione dell'on. De Clercq e altri sulla futura configurazione dei trattati sulle relazioni economiche e commerciali tra la CE e le repubbliche della Comunità di Stati indipendenti (B3-1059/92),
-vista la proposta di risoluzione degli onn. Hoff e Woltjer sull'utilizzazione dei potenziali di assistenza esistenti nella Comunità europea nel quadro degli aiuti agli Stati della CSI (B3-1060/92),
-visti la relazione della commissione per le relazioni economiche esterne e il parere della commissione per l'energia, la ricerca e la tecnologia (A3-0073/93),
A.considerando il grande potenziale in materia di cooperazione economica e commerciale esistente tra la CE e i Nuovi Stati Indipendenti (NSI) dell'ex Unione Sovietica,
B.considerando la necessità di instaurare solidi legami pattizi con tali paesi e la necessità di contribuire alla loro stabilizzazione economica e politica,
C.considerando le crisi economiche subite dai NSI, caratterizzate in particolare da
-drastiche riduzioni della produzione, degli investimenti e dei salari reali
-una costante tendenza verso l'iperinflazione
-disgregazione del sistema di scambi e pagamenti tra i vari Stati in questione
-aggravamento del degrado ambientale, dovuto in particolare alla produzione di energia nucleare,
1.plaude alla negoziazione di accordi di partnership e di cooperazione con i nuovi Stati indipendenti (NSI) dell'ex Unione Sovietica;
2.sottolinea che questi accordi debbono contribuire alla creazione di un ordine politico democratico stabile, alla tutela dei diritti umani e delle minoranze e all'istituzione di una sana economia di mercato;
riguardo agli scambi di merci e servizi
3.rammenta la posizione enunciata nella summenzionata risoluzione del 17 settembre 1992, secondo cui "la Comunità dovrebbe prendere in esame con gli Stati della CSI la costituzione di una zona di libero scambio, con tutte le misure di salvaguardia temporanee eventualmente necessarie", mentre gli accordi in fase di negoziazione si prefiggono obiettivi di gran lunga inferiori;
4.nota che alcuni settori (tessili, prodotti CECA, prodotti nucleari) saranno esclusi dalla liberalizzazione (in base alla clausola della nazione più favorita) prevista dagli accordi in progetto e nota che ciò ridurrà il valore di tale clausola per i nostri partner; invita la Commissione ad elaborare una relazione sull'eventuale impatto sulla produzione e sull'occupazione qualora la Comunità europea dovesse liberalizzare gli scambi commerciali nei settori soggetti a restrizioni ed, in particolare, in quello siderurgico o tessile;
5.osserva altresì che gli accordi si prefiggono l'obiettivo della graduale liberalizzazione nel campo dei servizi, con un impegno di proroga riguardo al "trattamento nazionale" per la fornitura di servizi;
6.plaude alle disposizioni riguardanti la reciproca assenza di discriminazioni nelle condizioni di lavoro e di occupazione, al trattamento di nazione più favorita per l'insediamento e il funzionamento di ditte nonché per la proprietà intellettuale; si compiace inoltre della cooperazione legislativa in materia di ravvicinamento delle legislazioni nonché della liberalizzazione dei movimenti di capitali;
7.deplora tuttavia che non sia ancora stata presa un'iniziativa specifica volta a incoraggiare l'istituzione, da parte dei NSI, di un sistema di compensazione dei pagamenti sul piano regionale, allo scopo di evitare un ulteriore disgregazione degli scambi interstatuali, come richiesto dal Parlamento nella summenzionata risoluzione del 17 settembre 1992;
riguardo alla cooperazione economica e finanziaria
8.approva i principi generali di cooperazione economica definiti negli accordi in progetto; reputa però che, data la grave situazione ambientale in cui versano i NSI, sia necessario promuovere e sostenere maggiormente i progetti che si occupano della protezione dell'ambiente e, in particolare, della sicurezza nucleare messa a repentaglio da tecnologie obsolete;".
9.sottolinea la necessità di accrescere l'efficienza del programma di assistenza tecnica gestito dalla CE e dai NSI, in particolare accelerando le procedure e decentrando l'individuazione e la selezione dei progetti; reputa che i consigli di cooperazione istituiti dagli accordi dovrebbero affrontare tale problema in via prioritaria;
10.sottolinea la necessità di riservare un'attenzione particolare alla conversione dell'industria militare;
11.insiste sul fatto che la tutela dell'ambiente e l'eliminazione dei danni ambientali rimangono un importante obiettivo economico;
12.sostiene decisamente che i NSI dovrebbero aver accesso ai fondi della BEI per il finanziamento di progetti che rientrino negli obiettivi degli accordi e che si dovrebbe assicurare un efficiente coordinamento riguardo alle varie attività gestite dalla CE, dalla BERD, dalla BEI e dagli Stati membri;
13.osserva che il problema dell'assistenza sul piano macroeconomico ai NSI (sostenuta dal Parlamento nella summenzionata risoluzione del 17 settembre 1992) non è trattato negli accordi proposti;
riguardo alla cooperazione culturale
14.plaude all'istituzione di una cooperazione culturale nell'ambito degli accordi; caldeggia decisamente la tempestiva adozione di programmi specifici, come TEMPUS, per i NSI;
riguardo alla cooperazione istituzionale
15.plaude all'istituzione di un dialogo politico tra la Comunità e i NSI allo scopo di rafforzare i legami, sostenere i cambiamenti politici ed economici in corso in tali Stati e instaurare nuove forme di cooperazione;
16.reputa, anche alla luce delle sue precedenti risoluzioni, in particolare quella del 18 dicembre 1992 sulle relazione economiche e commerciali fra la Comunità europea e i paesi baltici , che il rispetto dei diritti umani (in particolare quelli delle minoranze) e l'attuazione dei principi democratici, come prevedono l'Atto finale di Helsinki e la Carta di Parigi per una nuova Europa, rappresentino elementi essenziali degli accordi;
17.sottolinea la necessità di definire, nel testo degli accordi di partnership e di cooperazione, la composizione e il mandato delle commissioni parlamentari miste proposte; tale mandato dovrebbe comprendere la competenza a esaminare rapporti redatti dal Consiglio di cooperazione ed emettere raccomandazioni;
18.reputa che, nel quadro di cooperazione istituzionale proposto, la CE e i NSI dovrebbero esaminare la possibilità di organizzare la cooperazione su base regionale o subregionale;
in conclusione
19.rammenta che, in sede di consultazione sulla conclusione degli accordi, il Parlamento dovrà valutare se la Commissione e il Consiglio hanno adeguatamente tenuto conto delle sue priorità;
20.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi degli Stati membri e a quelli dell'Armenia, dell'Azerbaigian, della Bielorussia, della Georgia, del Kazakistan, della Moldavia, della Russia, del Tagikistan, del Kirghisistan, del Turkmenistan, dell'Ucraina e dell'Uzbekistan.