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PARLAMENTO EUROPEO - 12 marzo 1993
Lavori dell'Assemblea paritetica ACP-CEE nel 1992

RISOLUZIONE A3-0062/93

Risoluzione sui risultati dei lavori dell'Assemblea paritetica del 1992 a Santo Domingo (Repubblica dominicana) e Lussemburgo

Il Parlamento europeo,

-viste le seguenti risoluzioni approvate dall'Assemblea paritetica ACP-CEE il 20 febbraio nella riunione di Santo Domingo (Repubblica dominicana) :

-sulle condizioni per l'attuazione della politica di adeguamento strutturale nell'ambito di Lomé IV (ACP-CEE 441/92 def.),

-sull'Angola (ACP-CEE 652/92/def.),

-sull'Africa australe (ACP-CEE 650/92/def.),

-sulla situazione in Mozambico (ACP-CEE 619/92/def.),

-sul debito (ACP-CEE 663/92/def.),

-sulle interrelazioni tra sviluppo, debito, povertà e disarmo (ACP-CEE 587/92/def.),

-sulla crisi a Haiti (ACP-CEE 664/92/def.),

-sull'applicazione della Convenzione di Lomé negli Stati ACP dei Caraibi relativamente alle preoccupazioni e ai problemi specifici di tale regione (ACP-CEE 647/92/def.),

-sulla situazione nel Ruanda (ACP-CEE 601/92/def.),

-sul razzismo e la discriminazione razziale (ACP-CEE 660/92/def.),

-sulla cooperazione internazionale in materia di protezione e sfruttamento sostenibile delle foreste nel mondo (ACP-CEE 562/92/def.),

-sulle implicazioni della Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente e lo sviluppo per gli Stati ACP-CEE (ACP-CEE 659/92/def.),

-sulla demografia e lo sviluppo (ACP-CEE 656/92/def.),

-sulla necessità di integrare la gestione e le risorse nazionali nella pianificazione dell'economia e di altri settori e sull'impegno in sede UNCED per uno sviluppo equilibrato nei limiti della capacità di carico della Terra (ACP-CEE 642/92/def.),

-sulla situazione nel Timor orientale (ACP-CEE 655/92/def.),

-sulla situazione nel Corno d'Africa (ACP-CEE 658/92/def.),

-sugli sviluppi della situazione nello Zaire (ACP-CEE 653/92/def.),

-sui negoziati GATT (ACP-CEE 661/92/def.),

-sulle banane e il GATT (ACP-CEE 633/92/def.),

-sull'assistenza a rifugiati e sfollati della Somalia (ACP-CEE 610/92/def.),

-sul Suriname (ACP-CEE 662/92/def.),

-sulla situazione in Somalia (ACP-CEE 636/92/def.),

-sulla sitauzione in Sudan (ACP-CEE 654/92/def.),

-sulle banane (ACP-CEE 592/92/def.),

-sullo zucchero (ACP-CEE 608/92/def.),

-sul cacao (ACP-CEE 609/92/def.),

-sui prodotti alimentari (ACP-CEE 602/92/def.),

-viste le seguenti risoluzioni approvate dall'Assemblea paritetica ACP-CEE il 1· ottobre 1992 nella riunione di Lussemburgo

-sulle ripercussioni economiche e sociali dell'AIDS sulle popolazioni dei paesi ACP (ACP-CEE 684/92/def.),

-sulla situazione ad Haiti (ACP-CEE 787/92/def.),

-sulla persistenza della crisi nell'isola di Bougainville (ACP-CEE 719/92/def.),

-sulle popolazioni indigene e il V Centenario (ACP-CEE 721/92/def.),

-sull'evoluzione della situazione nello Zaire (ACP-CEE 778/92/def.),

-sul processo di democratizzazione in Etiopia (ACP-CEE 752/92/def.),

-sull'applicazione della Convenzione di Lomé e i problemi specifici della regione dell'Africa orientale (seguito di una risoluzione analoga adottata a Kampala (Uganda), nel febbraio 1991 (ACP-CEE 754/92/def.),

-sulla situazione nel Timor orientale (ACP-CEE 779/92/def.),

-sulla cooperazione regionale (ACP-CEE 766/92/def.),

-sulla moratoria concernente gli esperimenti nucleari francesi (ACP-CEE 716/92/def.),

-sull'effetto serra (ACP-CEE 717/92/def.),

-sulle misure che i paesi donatori devono adottare per evitare l'accumulo di scorte di pesticidi obsoleti nei paesi in via di sviluppo (ACP-CEE 722/92/def.),

-sulla desertificazione (ACP-CEE 734/92/def.),

-sui risultati della Conferenza di Rio (ACP-CEE 736/92/def.),

-sull'ambiente e lo sviluppo (ACP-CEE 746/92/def.),

-sull'esportazione verso la Somalia di residui tossici, pericolosi e radioattivi (ACP-CEE 753/92/def.),

-sulla carestia in Africa (ACP-CEE 785/92/def.),

-sull'aiuto alimentare d'urgenza al Kenya (ACP-CEE 755/92/def.),

-sullo zucchero (ACP-CEE 730/92/def.),

-sullo zucchero ACP (ACP-CEE 742/92/def.),

-sulle banane ACP (ACP-CEE 743/92/def.),

-sul cacao (ACP-CEE 744/92/def.),

-sul caffè (ACP-CEE 745/92/def.),

-sul Sudafrica e l'Africa australe (ACP-CEE 786/92/def.),

-sul Mozambico (ACP-CEE 757/92/def.),

-sull'Angola (ACP-CEE 760/92/def.),

-sulla Somalia (ACP-CEE 780/92/def.),

-vista la relazione della commissione per lo sviluppo e la cooperazione sui risultati dei lavori dell'Assemblea paritetica ACP-CEE del 1992 a Santo Domingo (Repubblica dominicana) e Lussemburgo (A3-0062/93),

A.considerando la necessità di un'informazione regolare sulle attività dell'Assemblea paritetica ai fini di una politica coerente nell'ambito della cooperazione allo sviluppo,

B.considerando che l'Assemblea paritetica costituisce l'organo parlamentare indipendente della Convenzione ACP-CEE che si prefigge di promuovere una maggiore comprensione tra i popoli degli Stati membri della Comunità europea e quelli dei paesi ACP,

C.considerando che le riunioni di Santo Domingo e di Lussemburgo si sono svolte in un momento particolarmente favorevole all'evoluzione di numerosi paesi ACP verso l'instaurazione di sistemi politici democratici, pluralisti e rispettosi dei diritti dell'uomo,

D.considerando che tali progressi costituiscono una risposta positiva alla risoluzione su "La democrazia e lo sviluppo", approvata dall'Assemblea paritetica ACP-CEE ad Amsterdam (settembre 1991) , alla risoluzione del Consiglio del 28 novembre 1991 su "I diritti dell'uomo, la democrazia e la politica di cooperazione allo sviluppo", alla dichiarazione finale del Comitato economico e sociale su "I processi di democratizzazione" del 28 novembre 1992 e alle varie risoluzioni del Parlamento europeo in materia,

E.considerando che l'Assemblea paritetica ACP-CEE, attraverso le attività del suo Ufficio di presidenza, è investita di responsabilità specifiche per casi di presunte violazioni dei diritti dell'uomo tanto nei paesi ACP che in quelli della CEE,

1.sottolinea che l'Assemblea paritetica è l'unica istituzione parlamentare al mondo in cui si riuniscono deputati di più continenti e che può affrontare i problemi Nord-Sud cui i paesi ACP si trovano a far fronte, e che tale Assemblea è lungi dall'aver valorizzato in modo ottimale tutte le sue potenzialità;

2.deplora che l'Assemblea paritetica non abbia potuto votare, dopo una lunga discussione, la relazione generale su "Democrazia, diritti umani e sviluppo nei paesi ACP" durante la sua riunione a Lussemburgo;

3.auspica che l'Assemblea paritetica possa portare avanti i suoi lavori in modo che la relazione generale che sarà approvata nella sua prossima riunione a Gaborone (Botswana) nel 1993 rispecchi le risoluzioni già approvate e precedentemente menzionate;

4.condivide i principi in base ai quali i progressi verso il rispetto dei diritti umani possono e devono essere sostenuti con azioni positive e condivide il parere della Commissione sul fatto che il dialogo in tale campo deve essere costante ed aperto;

5.sottolinea che la preoccupazione comunitaria e degli ACP per la tutela e la promozione dei diritti umani individuali e collettivi deve costituire il primo passo verso una riflessione comune sul diritto d'ingerenza pacifica e democratica; ritiene che gli Stati democratici, sia europei che ACP, debbano effettuare ogni sforzo per la cooperazione pacifica onde promuovere gli ideali democratici e la tutela dei diritti umani al di là delle proprie frontiere;

6.concorda nell'affermare che la democrazia non può essere garantita in mancanza di un livello minimo accettabile di benessere economico e sociale e ritiene che il rimedio alla miseria vada cercato a livello tanto economico quanto politico;

7.sostiene pienamente l'Assemblea paritetica nei suoi sforzi volti a contribuire in modo costruttivo all'avvento di una riforma costituzionale in Sudafrica, che confermi la definitiva soppressione del regime dell'apertheid e porti alla creazione di nuove istituzioni democratiche e all'indizione di libere elezioni che, al di là del loro significato immediato per il popolo sudafricano, consentano di compiere più significativi progressi verso il miglioramento della situazione sociale ed economica nell'intera regione dell'Africa australe;

8.riconosce, con l'Assemblea paritetica, che le politiche di adeguamento strutturale convenzionali non consentono di affrontare i problemi dei paesi ACP e che occorre prevedere un "adeguamento accompagnato da cambiamento", che tenga conto della dimensione sociale;

9.invita la Commissione ad elaborare proposte volte a rafforzare il capitolo "Sostegno all'adeguamento strutturale della Convenzione di Lomé IV, nella prospettiva di una prossima rinegoziazione, e chiede che tali proposte vengano comunicate al Parlamento europeo entro l'inizio del 1994;

10.si compiace del fatto che la Comunità si sia impegnata nella lotta contro l'AIDS e che abbia deciso di assegnare almeno 50 Mecu, nell'ambito del Lomé IV, al suo programma di lotta contro questa malattia; sottolinea inoltre che tali risorse dovranno aggiungersi agli stanziamenti già previsti per i programmi indicativi nazionali e per quelli destinati alla sanità;

11.riconosce, con l'Assemblea paritetica, che la prevenzione, l'educazione e l'informazione costituiscono lo strumento più idoneo a lottare contro la diffusione del virus HIV;

12.si compiace del fatto che l'Ufficio di presidenza dell'Assemblea paritetica sia riuscito ad avviare una mediazione tra le autorità del Niger e la comunità Tuareg, che abbia contribuito alla liberazione di prigionieri politici in Malawi e che continui a dare il proprio apporto costruttivo alla composizione delle persistenti divergenze tra Comunità europea e Sudan, in conseguenza di gravi e perduranti violazioni dei diritti dell'uomo, ed esprime la propria gratitudine ai paesi impegnati per gli sforzi di cooperazione in cui si sono prodigati a tal fine;

13.riconosce e condivide l'importanza delle risoluzioni adottate dall'Assemblea paritetica citate nella presente relazione ed invita la Commissione a dar loro seguito salutando, riformulando o rafforzando la cooperazione in tali settori e promuovendo programmi e progetti in tale senso, dotati del necessario supporto finanziario e tecnico;

14.dichiara che al momento di definire le varie politiche esso terrà conto delle risoluzioni adottate dall'Assemblea paritetica e chiede alle sue commissioni competenti di prenderle in considerazione nell'ambito dell'elaborazione di relazioni e pareri;

15.ribadisce ancora una volta che la cooperazione allo sviluppo deve inserirsi in una politica estera e della sicurezza comune (PESC) in quanto quadro più appropriato per la soluzione dei problemi dei paesi ACP, i quali fondamentalmente sono incentrati sull'indebitamento, l'adeguamento strutturale e democratico, la situazione dei mercati delle materie prime, la protezione dell'ambiente e lo sviluppo sostenibile, senza dimenticare i gravi problemi connessi con il razzismo e la xenofobia;

16.sottolinea l'importanza politica delle missioni effettuate dall'Assemblea paritetica ad Haiti e in Uganda; in particolare riconosce l'importanza, sul piano tanto politico quanto dell'impatto sui mezzi di informazione, dell'intervento di Padre Aristide davanti all'Assemblea paritetica, il che testimonia il potenziale politico di tale Assemblea;

17.sottolinea l'importanza degli interlocutori economici e sociali ai fini della cooperazione ACP-CEE ed esorta a proseguire il dialogo e la cooperazione con questi ultimi; chiede che vengano stabiliti contatti permanenti e continui con le parti sociali e le commissioni del Parlamento europeo;

18.riconosce l'importanza politica dell'audizione che ha avuto luogo in Lussemburgo sul tema della "Pace e sviluppo" e afferma che uno degli obiettivi prioritari dell'Assemblea paritetica deve consistere nella promozione di una cultura della pace nell'ambito delle relazioni ACP-CEE; propone che in futuro si garantisca l'equilibrio tra la partecipazione maschile e femminile a tali audizioni;

19.riafferma, con riferimento all'articolo 32 della Convenzione di Lomé e all'articolo 1 del regolamento dell'Assemblea paritetica, il carattere politico di tale Assemblea e ricorda che - in quanto organo parlamentare -essa è composta sia da membri del Parlamento europeo che da membri democraticamente eletti dei Parlamenti di tutti i paesi ACP in cui esiste questa istituzione;

20.constata con soddisfazione il numero sempre maggiore di parlamentari ACP che assistono alle riunioni dell'Assemblea paritetica; chiede alla Commissione e ai suoi copresidenti di procedere, sulla base di un dialogo con la parte ACP, e rimuovere gli ostacoli tecnici, finanziari o politici che impediscono che l'Assemblea paritetica sia composta esclusivamente da parlamentari;

21.deplora l'assenza di parlamentari europei alle riunioni dell'Assemblea paritetica e dei suoi gruppi di lavoro e chiede ai presidenti dei vari gruppi politici di garantire una effettiva partecipazione dei membri del Parlamento europeo sia alle discussioni che alle votazioni;

22.ritiene che il ruolo dell'Assemblea paritetica debba essere rafforzato e che essa debba pertanto essere dotata di adeguati mezzi finanziari e della necessaria autonomia di gestione finanziaria e politica, in modo da poter svolgere i suoi lavori ed espletare le relative funzioni sotto il controllo della Corte dei conti;

23.ritiene che al fine di ridurre il numero eccessivo di risoluzioni individuali poste in votazione e rafforzare la partecipazione alle votazioni, si debba applicare rigorosamente il regolamento dell'Assemblea paritetica e che le risoluzioni poste in votazione debbono essere ripartite, per quanto possibile, durante tutta la riunione, a condizione che i testi vengono presentati con sufficiente anticipo e che il termine per la presentazione degli emendamenti venga rispettato;

24.ritiene che le riunioni dell'Ufficio di presidenza dell'Assemblea paritetica debbano essere organizzate nel paese che a turno assume la presidenza del Consiglio ACP-CEE; ritiene inoltre che la riunione europea debba aver luogo in uno dei paesi della Comunità e non soltanto in uno dei tre luoghi abituali di lavoro del Parlamento europeo;

25.ritiene che, rifacendosi alla regola D'Hondt, una rappresentanza appropriata dovrebbe consentire una ripartizione equilibrata delle varie presidenze europee e la nomina dei vari relatori europei;

26.sottolinea la necessità che la fissazione delle date delle riunioni dell'Assemblea paritetica non sia condizionata da fattori politici estranei all'interesse della Convenzione di Lomé e dell'Assemblea paritetica;

27.approva e incoraggia l'iniziativa dell'Assemblea paritetica di tenere audizioni su questioni aventi un impatto internazionale;

28.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione all'Assemblea paritetica e al Consiglio dei Ministri ACP-CEE, ai governi degli Stati membri della Comunità, ai governi e ai parlamenti degli Stati ACP, al Consiglio e alla Commissione.

 
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