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PARLAMENTO EUROPEO - 21 aprile 1993
Sradicamento dell'analfabetismo

RISOLUZIONE A3-0400/92

Risoluzione sullo sradicamento dell'analfabetismo negli Stati membri della Comunità europea

Il Parlamento europeo,

-vista la propria risoluzione del 13 maggio 1982 sulla lotta contro l'analfabetismo ,

-vista la propria risoluzione del 16 marzo 1984 sull'insegnamento destinato ai fanciulli i cui genitori non hanno domicilio fisso ,

-vista la propria risoluzione del 16 aprile 1985 sulla scolarizzazione dei figli dei lavoratori migranti ,

-vista la propria risoluzione del 17 marzo 1989 sull'analfabetismo e l'insegnamento destinato ai fanciulli i cui genitori non hanno domicilio fisso ,

-viste le proposte di risoluzione presentate dagli onn.:

a)Vandemeulebroucke sullo sradicamento dell'analfabetismo negli Stati membri della Comunità europea (B3-0628/90),

b)Banotti sull'istituzione di un programma pilota per l'organizzazione di corsi scolastici di recupero (B3-0868/90),

c)Kostopoulos sulla lotta contro il flagello dell'analfabetismo (B3-1522/91),

-visto il Trattato sull'Unione europea, approvato il 9-11 dicembre 1991 e firmato il 7 febbraio 1992 a Maastricht, con specifico riferimento agli articoli 123, 126 e 127,

-vista la relazione della commissione per la cultura, la gioventù, l'istruzione e i mezzi d'informazione (A3-0400/92),

A.considerando la persistenza dell'analfabetismo negli Stati membri della Comunità,

B.considerando che solo di recente e oltretutto in maniera insufficiente le Istituzioni europee e gli Stati membri si sono fatti carico di questo fenomeno oltre che dei suoi corollari politici e socioeconomici,

C.considerando che, nel rispetto delle responsabilità degli Stati membri per il contenuto dell'insegnamento e l'organizzazione del sistema didattico, il Trattato sull'Unione europea incarica la Comunità di contribuire allo sviluppo di una istruzione di qualità,

D.considerando che in Europa non esiste una definizione comune dell'analfabetismo e che questa mancanza di coerenza altera la precisione e la pertinenza degli studi in materia,

E.considerando che le nuove forme di comunicazione, la molteplicità dei codici d'informazione, la complessità delle nuove forme organizzative oltre che i nuovi tipi di analfabetismo, in particolare le forme di analfabetismo parziale, da cui nessun cittadino può essere sicuro di essere esente, determinano nuove cause di emarginazione e/o di dipendenza,

F.considerando altresì l'esistenza di un analfabetismo funzionale che riguarda gli adulti e che nella maggior parte dei casi non viene accettato dagli stessi interessati ed è pertanto molto più difficile scoprire e combattere,

G.considerando i mutamenti spettacolari prodottisi nel corso dell'ultimo ventennio sul mercato del lavoro, dove si richiede una manodopera sempre più qualificata,

H.considerando che l'analfabetismo si sviluppa innanzitutto negli ambienti urbani sfavoriti, nelle zone rurali caratterizzate da ritardi di sviluppo oltre che nelle popolazioni immigrate creando nuovi elementi di deriva sociale,

I.considerando che il servizio di leva consente in qualche modo un controllo del livello di alfabetizzazione della popolazione maschile,

J.considerando che l'analfabetismo degli adulti è ancora molto più grave nel caso delle donne, che si sono inserite solo in un secondo tempo nel mercato del lavoro e che in molti casi continuano a lavorare in casa senza alcun incentivo o aiuto specifico,

K.considerando che l'analfabetismo è, sempre, il frutto di un insuccesso scolastico, di una scolarizzazione carente o insufficiente, essa stessa oggigiorno corollario della indigenza - e ciò nonostante la scuola dell'obbligo,

L.considerando che l'uscita dal sistema scolastico continua a basarsi escusivamente sul limite d'età e in alcun caso su un livello minimo di conoscenze acquisite,

M.considerando che nell'impostazione del sistema di istruzione le autorità competenti hanno il compito di venire incontro alle esigenze di gruppi specifici con carenze di sviluppo e di istruzione e, se del caso, di creare e retribuire anche forme speciali di istruzione accanto a quelle regolari,

N.considerando l'empiricità delle politiche di lotta contro l'analfabetismo basate essenzialmente su lodevoli iniziative associative,

O.considerando che il successo scolastico è un importante fattore di prevenzione dell'analfabetismo e che il successo dei giovani innesta una dinamica positiva che permette agli adulti di uscire dall'analfabetismo,

P.riconoscendo il ruolo fondamentale che la televisione e gli strumenti audiovisivi possono svolgere per quanto riguarda l'accessibilità e l'efficacia dei programmi finalizzati all'alfabetizzazione degli adulti,

1.invita le Istituzioni europee, nazionali, regionali e locali a mobilitare le loro risorse umane e finanziarie onde garantire alla popolazione della Comunità europea l'esercizio di uno dei suoi diritti fondamentali: il diritto all'istruzione e la garanzia di un sapere minimo;

nell'ambito dell'alfabetizzazione giovanile

2.invita la Commissione a (far) elaborare uno studio comparativo sul tipo e le dimensioni dell'analfabetismo, i fattori che lo influenzano e le strategie politiche seguite dagli Stati membri per prevenire e contenere l'analfabetismo tra la popolazione;

3.invita la Commissione a sottolineare che occorre garantire in modo migliore la prevenzione dell'analfabetismo grazie a un'istruzione di qualità per tutti a partire dall'età prescolare, in particolare perseguendo meglio l'obiettivo dei centri di istruzione nelle immediate vicinanze, fra l'altro nelle aree rurali isolate onde ravvicinare il luogo di abitazione e la scuola rendendo, pertanto, più integrati i sistemi scolastici;

4.invita la Commissione ad analizzare la situazione dell'analfabetismo nelle regioni meno favorite nel quadro del rafforzamento della coesione sociale tra gli Stati membri e a formulare raccomandazioni in merito all'eliminazione dell'analfabetismo tra la popolazione di queste regioni;

5.invita la Commissione a reperire all'uopo gli strumenti per una più stretta cooperazione fra le sue Direzioni, specie la DG V, la DG XII e la DG XVI (sulla falsariga delle iniziative STRIDE e TELEMATIQUES) nonché la Task Force "risorse umane - istruzione - formazione e gioventù", onde consentire alle regioni sfavorite di svilupparsi in maniera endogena, per il tramite dell'istruzione e della formazione;

6.invita la Commissione a sottoporre al Consiglio un programma globale strutturato per lo scambio di dati nell'ambito della rete EURYDICE, allo scopo di dar vita a una maggiore sinergia fra gli Stati membri e la Comunità e di incrementare la gamma dei beneficiari della rete, sottolineando che essa costituisce un supporto ideale d'informazione, di promozione e di valutazione per la "ricerca-azione" in materia di analfabetismo;

7.invita il Consiglio e gli Stati membri a meglio definire, in detto settore e in ciascuno Stato membro, la ripartizione delle competenze fra i ministeri e all'assicurare una loro più efficace cooperazione (ministero degli affari sociali, ministero dell'istruzione, ministero della formazione);

8.invita il Consiglio e gli Stati membri a concepire e a mettere a punto azioni volte alla promozione della lettura affinché l'analfabetismo non possa più manifestarsi in coloro che, avendo imparato a leggere, ne hanno perduto prima l'abitudine e poi la capacità;

9.invita il Consiglio e gli Stati membri a tenere conto di tutti gli aspetti dell'analfabetismo, al di là della forma scritta, in materia di oralità, audiovisivo, tecniche narrative e più generalmente del mondo dell'immagine, che è il modo di comunicazione preponderante nelle nostre società;

10.invita il Consiglio e gli Stati membri a riflettere sull'opportunità di inserire nelle rispettive normative sull'uscita dal sistema scolastico una nozione di livello minimo di conoscenze acquisite nonché a coordinare i loro sforzi per permettere a tutti di raggiungere questo livello minimo di conoscenze che dovrebbe comprendere obbligatoriamente: la padronanza dell'espressione orale, la lettura e la comprensione del segno e dell'immagine, la scrittura, il calcolo elementare, le nozioni fondamentali di economia sociale e familiare indispensabili a una vita sana ed equilibrata;

11.invita il Consiglio e gli Stati membri a proseguire e amplificare il ricorso ai servizi di insegnanti, di educatori specializzati, di psicologi scolastici, di assistenti sociali, di consulenti in economia sociale e familiare e di associazioni specializzate e a garantire una congrua valorizzazione di dette mansioni, quanto mai utili per gestire il presente e il fieri delle nostre società, mansioni che possono conferire maggiore efficacia agli sforzi d'alfabetizzazione grazie ad un'azione parallela preventiva che tenga conto dell'ambiente complessivo dell'individuo (famiglia, alloggio, condizioni sociali ...);

12.invita il Consiglio e gli Stati membri a incentivare l'impiego della televisione per programmi di ricupero (bambini e adulti), di stimolo alla lettura e alla comprensione dello scritto, dell'immagine, dell'orale, dell'audiovisivo; a incoraggiare parallelamente l'impiego nelle scuole della televisione e del videoregistratore per lo studio dell'audiovisivo, dell'immagine e del suono, oltre che a cercare la collaborazione dell'editoria ed in particolare del settore audiovisivo, per quanto riguarda la messa a punto e l'applicazione di programmi volti a combattere l'analfabetismo degli adulti;

13.invita il Consiglio e gli Stati membri a dedicare un'attenzione particolare all'analfabetismo funzionale degli adulti per cercare di correggere la situazione mediante formule specifiche di insegnamento e campagne di sensibilizzazione volte a migliorare l'accesso a detto insegnamento;

14.invita il Consiglio e gli Stati membri a mettere a punto i programmi d'alfabetizzazione nell'ambito del servizio di leva per tutti i casi d'analfabetismo totale o parziale che venissero ivi individuati;

15.invita il Consiglio e gli Stati membri a introdurre meccanismi specificamente finalizzati ad individuare le situazioni di analfabetismo o analfabetismo funzionale che riguardano le donne, situazioni estremamente difficili e particolari, al fine di migliorarle e risolverle;

16.invita il Consiglio e gli Stati membri a perfezionare o rendere obbligatoria la medicina scolastica preventiva onde diagnosticare quanto prima problemi fisiologici (problemi di vista, di udito, ...) che possono comportare l'assenteismo o aumentare le difficoltà di comprensione dell'alunno;

nell'ambito dell'alfabetizzazione degli adulti

17.invita la Commissione a proporre al Consiglio le iniziative necessarie perchè ciascun adulto possa apprendere o riapprendere a leggere, a scrivere, a calcolare, ossia possedere le qualifiche elementari vitali richieste dalle nostre società moderne;

18.invita la Commissione a proporre al Consiglio un programma di azioni teso ad incentivare, sostenere e sviluppare sia gli esperimenti di alfabetizzazione effettuati negli ambienti urbani sfavoriti e nelle aree rurali depresse sia le azioni specifiche a favore delle donne, delle persone senza domicilio fisso e delle popolazioni immigrate; tali azioni dovrebbero comprendere la messa a punto di manuali e altri strumenti didattici specificamente studiati per rispondere alle esigenze di adulti completamente o ampiamente analfabeti, nonché, se del caso, il finanziamento delle spese di traduzione nelle altre lingue comunitarie;

19.invita la Commissione a continuare i suoi sforzi circa il collocamento di detti esperimenti nell'ambito degli obiettivi nn. 3 e 4 del Fondo sociale europeo (FSE), sottoponendo annualmente al Parlamento europeo una relazione circostanziata sugli stanziamenti dell'FSE destinati a questo tipo di azioni;

20.invita la Commissione a riflettere sull'allestimento di una rete europea (del tipo IRIS) atta a promuovere e coordinare le attività associative pilota d'alfabetizzazione degli adulti e ad incentivare la formazione permanente in particolare nelle nuove forme di comunicazione nonché la padronanza delle nuove tecnologie;

21.invita la Commissione a avviare uno studio sul costo socio-economico dell'analfabetismo nella Comunità;

22.invita la Commissione a sottoporgli, entro un anno, una relazione sull'esito di detta ricerca;

23.invita la Commissione a varare una campagna di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sul problema dell'analfabetismo in tutte le sue forme inducendo contemporaneamente analfabeti adulti a partecipare a corsi di alfabetizzazione;

24.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri oltre che ai parlamenti delle regioni degli Stati membri che dispongano di competenze in materia d'istruzione.

 
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