RISOLUZIONE B3-0533, 0598, 0602 e 610/963
Il Parlamento europeo,
-vista la Conferenza dei Ministri svoltasi al Castello di Dobris nel giugno 1991 e le successive riunioni dei Ministri dell'ambiente di tutti i paesi europei,
-vista la prossima Conferenza paneuropea dei Ministri, che si svolgerà a Lucerna, Svizzera, dal 28 al 30 aprile 1993,
-visti i lavori sullo stato dell'ambiente europeo che si sono già svolti per la Conferenza parlamentare del maggio 1992 su "Il giardino comune europeo",
A.considerato l'incidente accaduto nell'unità di ritrattamento del complesso nucleare di TOMSK nella Comunità di Stati indipendenti (CSI), che, secondo le prime informazioni, ha provocato una fuga di 0,5 kg di plutonio e la contaminazione di una zona di almeno 200 Km2,
B.considerando che questo incidente nucleare, causato dall'esplosione di gas in un serbatoio contenente materie radioattive, che ha forato il tetto dell'impianto, ha comportato una fuga nell'atmosfera di materie radioattive,
C.considerando che la procedura avviata dalla Conferenza del Castello di Dobris non ha ancora portato a un'azione concreta in materia ambientale,
D.considerando che si è già dimostrato che le risorse finanziarie hanno un miglior rapporto costo/efficacia per tutto l'ambiente europeo se sono utilizzate nei paesi dell'Europa centrorientale,
E.considerando che un rapporto dell'AIEA (Agenzia internazionale dell'energia atomica) del 1991 mette all'indice 10 reattori nucleari che dovrebbero essere chiusi o rinnovati con urgenza in quanto costituiscono vere e proprie polveriere,
F.considerando la volontà politica, espressa dalla CEE, di contribuire attraverso i programmi PHARE e TACIS, all'adeguamento del settore nucleare dell'Est alle norme di sicurezza in vigore nella CEE,
G.considerando che la collaborazione commerciale CEE/CSI, attraverso l'esecuzione di alcune operazioni di ritrattamento o di arricchimento effettuate dall'industria nucleare della CSI, presenta il rischio di far proseguire le attività in fabbriche particolarmente pericolose, che operano in condizioni inaccettabili per i lavoratori,
1.si preoccupa vivamente per le condizioni di sfruttamento dell'energia nucleare in Russia e per la precarietà della sicurezza delle installazioni nucleari, che questo incidente pone nuovamente in luce;
2.chiede all'AIEA di condurre, nell'esercizio delle sue responsabilità, le inchieste necessarie per giungere rapidamente a una valutazione precisa della portata dell'incidente e delle sue prevedibili conseguenze e di comunicare ufficialmente le sue conclusioni;
3.sottolinea nuovamente i rischi gravi dello sfruttamento dell'energia nucleare, tanto nell'Unione Sovietica quanto in alcuni paesi dell'Europa centro-orientale, e chiede alla Comunità e all'AIEA di svolgere un'azione urgente presso tali paesi, le cui popolazioni vivono in una polveriera ecologica;
4.mette in guardia contro il pericolo costituito dalla maggior parte dei siti nucleari dell'ex blocco comunista e chiede l'attuazione urgente di un piano di chiusura, in alcuni casi, e, in altri, di potenziamento della sicurezza;
5.chiede che l'esecuzione di tutti i contratti commerciali tra Stati membri e CSI in materia di ritrattamento sia sospesa per evidenti motivi di sicurezza;
6.deplora il ritardo accumulato dai programmi di aiuto per il rinnovamento e la sicurezza dei siti nucleari nell'ex URSS e nell'Europa centro-orientale;
7.chiede in particolare che i contributi previsti nell'ambito dei programmi TACIS e PHARE siano destinati non solo al finanziamento degli studi degli esperti internazionali ma anche all'acquisto di materiale atteso invano dai responsabili dei siti;
8.ricorda che la responsabilità non è soltanto dei russi, ma anche della Comunità europea e di altri paesi occidentali, che non hanno mantenuto il loro impegno di inviare un aiuto finanziario dopo Cernobyl per migliorare la sicurezza degli impianti nucleari;
9.invita la Commissione nonché gli Stati membri a partecipare appieno e attivamente alla Conferenza ministeriale di Lucerna e al relativo seguito;
10.invita i governi degli Stati membri a cooperare con i paesi dell'Europa centro-orientale per definire un sistema di scambio di scienziati che lavorano nel settore della politica dell'ambiente in Europa ai fini di uno scambio di esperienze; invita la Commissione a promuovere l'inserimento di questi paesi nei programmi comunitari;
11.invita la Commissione a tenerlo informato sulle azioni svolte nel quadro dei programmi PHARE e TACIS;
12.incarica il suo Presidente a trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, al governo russo e all'AIEA.