RISOLUZIONE A3-0109/93
Risoluzione sulla situazione nelle Repubbliche baltiche
Il Parlamento europeo,
-viste le proposte di risoluzione presentate dagli onn.
a)Langer, sulla situazione nelle Repubbliche baltiche (B3-0262/91),
b)Habsburg, sulla situazione negli Stati baltici (B3-0016/92),
-vista la relazione della commissione per gli affari esteri e la sicurezza (A3-0109/93),
A.ricordando l'impegno assunto dagli Stati partecipanti alla CSCE di dare attuazione ai principi e alle disposizioni contenuti nell'Atto finale di Helsinki nonché nella Carta di Parigi e nei documenti relativi alla dimensione umana, in particolare quelli concernenti il rispetto dei diritti dell'uomo e il progresso della democrazia e dello stato di diritto,
B.coerente con la volontà più volte manifestata dalla Comunità e dai suoi Stati membri di sostenere i cittadini dell'Europa centrale e orientale nello sforzo di ricostruire, su base democratica, le loro società e economie,
C.considerando che il rispetto dei diritti umani e il rispetto delle minoranze sono fattori fondamentali per la creazione di uno Stato di diritto su basi solide, e che lo sviluppo economico e la giustizia sociale contribuiscono al consolidamento della democrazia,
D.richiamandosi alla sua risoluzione del 12 marzo 1992 sulla pena di morte nella quale si chiede a tutti i paesi della CSCE di abrogare la pena capitale dai loro ordinamenti e considerando che le tre Repubbliche baltiche la mantengono ancora nelle loro legislazioni,
E.tenendo conto della necessità sia di un quadro giuridico e finanziario sia di un'amministrazione efficace che favorisca gli investimenti stranieri e garantisca la stabilità economica e il buon funzionamento delle istituzioni,
F.considerando che alle difficoltà proprie del sistema economico ereditato vanno aggiunte quelle dovute a strutture economiche e produttive del tutto obsolete e all'inefficienza del settore energetico,
G.tenendo conto della scomparsa del blocco commerciale ed economico in cui gli Stati baltici erano inseriti e della loro assoluta dipendenza dall'ex Unione Sovietica,
H.consapevole che le misure di adeguamento richieste dalla liberalizzazione economica che deve essere attuata stanno causando gravi difficoltà alla popolazione in generale,
I.considerando il ruolo determinante svolto dalla cooperazione scientifica e tecnologica nel garantire la ripresa economica delle tre repubbliche e accelerare il processo della loro integrazione economica nell'Europa, nonché la funzione fondamentale che riveste al riguardo la formazione in generale,
J.considerando il grave deterioramento dell'ambiente nella regione e l'entità dei mezzi tecnici e degli aiuti economici necessari per porre rimedio a tale problema nelle condizioni migliori,
K.considerando che tra gli ostacoli allo sviluppo economico degli Stati baltici deve essere inclusa l'inefficienza del loro settore energetico, dovuta ad attrezzature tecniche carenti e antiquate, alla mancanza di conoscenze a livello tecnico e gestionale e all'eccessiva dipendenza dall'ex URSS,
L.considerando incompatibile con l'esercizio della piena sovranità di Estonia, Lettonia e Lituania, nonché con il diritto internazionale, la persistente presenza nei loro territori di truppe dell'ex Unione Sovietica sotto giurisdizione russa, che comportano altresì un pericolo per la sicurezza della zona in quanto fonte di potenziali conflitti,
M.considerando che la presenza delle truppe russe impedisce il crearsi del clima di fiducia politica e sociale necessario per attirare investimenti di capitali in tali repubbliche,
N.ricordando la Dichiarazione del Vertice dei Capi di Stato e di governo della CSCE del luglio 1992, con cui si chiede agli Stati interessati di concludere senza indugi accordi bilaterali in vista di un rapido, ordinato e completo ritiro delle truppe straniere dai territori degli Stati baltici, e rallegrandosi per il fatto che la Lituania e la Russia hanno già concluso un accordo di tal genere,
O.essendo a conoscenza del fatto che il 5 gennaio 1993 i rappresentanti di Estonia, Lettonia, Lituania, Danimarca e Norvegia si sono incontrati a Mosca con delegati del ministero della difesa della Federazione russa e che durante tale riunione si è decisa la creazione di un organismo comune di coordinamento onde favorire la soluzione dei problemi di alloggio delle truppe russe ancora di stanza nei paesi baltici,
P.considerando il diritto degli Stati baltici a stabilire una propria normativa in materia di cittadinanza, residenza permanente e immigrazione, in conformità del diritto internazionale, dell'Atto finale di Helsinki e della Dichiarazione internazionale dei diritti dell'uomo,
Q.considerando che le autorità dei paesi baltici debbono sforzarsi di inserire nel processo di recupero nazionale le minoranze etniche che abitano nelle loro attuali frontiere, in conformità degli impegni assunti nelle sedi internazionali,
R.tenendo conto dell'annessione forzata di Estonia, Lettonia e Lituania all'Unione Sovietica in conseguenza del patto Molotov-Ribbentrop, nonché della politica di insediamenti e russificazione che tali paesi hanno subito durante il dominio sovietico,
S.considerando che la presenza sul suolo baltico di una vasta comunità russa è conseguenza della politica di insediamento attuata dall'Unione Sovietica per sottomettere e sovietizzare le Repubbliche baltiche,
TRUPPE RUSSE NEI PAESI BALTICI
1.chiede alla Russia di fare tutto quanto è in suo potere per accelerare il ritiro di tutte le truppe dell'ex Unione Sovietica dal territorio baltico, rispettando così la volontà sovrana dei cittadini delle Repubbliche baltiche;
2.reputa necessario ricordare che, in conformità della Dichiarazione di Helsinki del luglio 1992, il ritiro delle truppe russe dagli Stati baltici è una questione che interessa la sicurezza dell'intera Europa;
3.ritiene che in nessun caso si possa vincolare il ritiro delle suddette truppe alla concessione di garanzie di benessere sociale per i militari e le loro famiglie, come preteso dal governo russo, ma invita la Comunità e i suoi Stati membri a fare quanto in loro potere per aiutare le autorità russe a fornire ai militari in questione una sistemazione adeguata in territorio russo;
4.ritiene opportuno che rappresentanti della CSCE partecipino come osservatori ai negoziati della Russia con l'Estonia e la Lettonia, in vista della fissazione del calendario del ritiro delle truppe russe, vigilando altresì sulla sua attuazione;
5.raccomanda che la Comunità esamini la possibilità di un ulteriore aiuto finanziario alla Russia per consentire una nuova sistemazione dei militari russi che verranno ritirati dagli Stati baltici, ma che, in caso di mancato rispetto degli impegni assunti in merito al ritiro di dette truppe, la Comunità studi la possibilità di riconsiderare il suo aiuto finanziario e le sue relazioni economiche con la Russia;
6.manifesta la sua preoccupazione per il decreto del 29 ottobre 1992 del Presidente Eltsin, con cui si sospende il ritiro delle truppe russe dagli Stati Baltici;
7.si compiace per l'accordo raggiunto a Mosca il 5 gennaio 1993 in vista della creazione di un organismo di coordinamento che contribuisca a risolvere i problemi di alloggiamento delle truppe russe tuttora presenti nei paesi baltici e si attende risultati concreti;
DEBITO ESTERO DEI PAESI BALTICI
8.condivide il criterio secondo cui le Repubbliche baltiche non sono responsabili del debito estero dell'ex Unione Sovietica, data la loro annessione forzata e illegittima a quest'ultima, e non si può pertanto chiedere loro il pagamento di una quota proporzionale del debito;
9.invita i governi della Federazione russa e dei tre paesi baltici a trovare per via negoziale opportuni accordi sulle questioni finanziarie e patrimoniali tra loro pendenti, in particolare sui depositi in valuta dei cittadini baltici, sulle loro richieste di indennizzi, ecc., nello spirito di voler chiaramente superare il passato;
SITUAZIONE ECONOMICA E SOCIALE
10.è consapevole del fatto che spetta agli Stati baltici la responsabilità finale della loro evoluzione verso un sistema di libertà in grado di garantire la democrazia, lo sviluppo economico e la giustizia sociale, e che è pertanto loro compito garantire la stabilità politica, valorizzare le risorse umane e rendere stabile e competitivo il loro sistema economico;
11.constata tuttavia che tali Stati mancano di strutture economiche e tecniche adeguate per il conseguimento di tali obiettivi e che la grave crisi economica rende più difficile l'avvio delle riforme necessarie per la trasformazione dei loro sistemi economici e sociali;
12.ritiene che la liberalizzazione degli scambi e l'apertura dei mercati della Comunità alle esportazioni provenienti dalle Repubbliche baltiche costituiscano una premessa necessaria per il progresso economico di tali repubbliche;
13.esorta i governi di Estonia, Lettonia e Lituania a dotarsi di un quadro giuridico e fiscale conforme alle norme internazionali, in grado di garantire la stabilità economica e promuovere il benessere dei cittadini;
14.si compiace per la costituzione di un Consiglio degli Stati del mar Baltico incaricato di promuovere la democrazia e lo sviluppo economico della regione come pure di rafforzare i legami con la Comunità europea; accoglie con soddisfazione la decisione del suddetto Consiglio di dare priorità ai programmi di cooperazione in materia di sicurezza nucleare;
15.si compiace per il fatto che i governi di Estonia, Lettonia e Lituania abbiano ripristinato l'Assemblea baltica e li invita a dare attuazione alle raccomandazioni approvate nel corso della prima riunione plenaria, in particolare quelle concernenti:
-la possibilità di elaborare un accordo interstatale di mutua cooperazione,
-il coordinamento della legislazione in materia economica, sociale e finanziaria,
-la firma di un trattato di cooperazione per la protezione dell'ambiente;
16.si rallegra altresì per la volontà manifestata dai Presidenti di Estonia, Lettonia e Lituania di dare sviluppo ai principi generali volti alla creazione di un mercato comune baltico che preveda una graduale integrazione nelle strutture di mercato europee;
SITUAZIONE POLITICA
17.riconosce che sia la Comunità europea sia la comunità internazionale nel loro insieme hanno una responsabilità storica verso tali Stati e pertanto devono sostenere gli sforzi compiuti da ciascuna delle Repubbliche baltiche per costruire uno stato di diritto che garantisca la democrazia e il benessere economico dei suoi cittadini;
18.reputa auspicabile seguire attentamente l'evoluzione politica e le riforme istituzionali delle suddette Repubbliche alla luce della loro storia, al fine di aiutarle a mantenere la propria indipendenza e di garantire la democrazia ed il pieno rispetto dei diritti dell'uomo e delle minoranze;
19.chiede che la Comunità faccia pressioni sul G-24 onde si attui una politica di insieme coerente e dinamica che contribuisca:
-al consolidamento della democrazia e alla creazione di uno Stato di diritto;
-al rispetto dei diritti dell'uomo e delle minoranze, con la possibilità di ricorrere alle istanze internazionali,
-allo sviluppo economico mediante la progressiva trasformazione dell'economia in un'economia sociale di mercato che tenga conto della necessaria difesa dell'ambiente;
20.invita i governi delle Repubbliche baltiche ad adottare tutte le misure necessarie per consentire alla donna di inserirsi pienamente nella vita socioeconomica e politica del paese e chiede che i programmi di cooperazione tra il G24 e le repubbliche prestino una particolare attenzione a tale problema;
21.auspica l'abolizione della pena di morte in ciascuna delle tre Repubbliche baltiche nonché la commutazione di tutte le sentenze capitali e delle esecuzioni in sospeso;
RELAZIONI CON LA CE E LA COMUNITA' INTERNAZIONALE
22.ritiene che la Comunità dovrebbe cercare di convincere tutti i membri del G-24, sulla base degli strumenti finanziari disponibili, a dare priorità alla soluzione dei gravissimi problemi ambientali, in particolare in materia di acque reflue e inquinamento atmosferico, che costituiscono un serio pericolo per la salute della popolazione degli Stati baltici e, in taluni casi, dei paesi vicini, come pure promuovere la partecipazione ai programmi GREEN e EAST;
23.sottolinea il carattere prioritario della sicurezza nucleare e chiede alla Commissione di elaborare con carattere d'urgenza un programma d'azione che si occupi dei problemi della sicurezza nucleare e preveda per la Lituania aiuti speciali per la formazione di ingegneri e tecnici specializzati;
24.manifesta il proprio compiacimento per le misure adottate dalla Comunità al fine di promuovere accordi economici e commerciali con le Repubbliche di Estonia, Lettonia e Lituania, in particolare per gli accordi di cooperazione stipulati tra la Comunità e ciascuna delle suddette Repubbliche, pur sottolineando la necessità di trasformare tali trattati in accordi d'associazione, e ciò nei termini più brevi;
25.sottolinea la necessità di una politica comunitaria di investimenti nei diversi settori della produzione, della ricerca e dell'ecologia, in grado di mobilitare capitali, linee di credito e joint ventures e di garantire una gestione competitiva delle imprese; chiede altresì alla Commissione di studiare la possibilità di applicare misure di accompagnamento che favoriscano il trasferimento di capitale privato e gli investimenti (per esempio, riassicurazioni, concessioni di garanzie, ecc.);
26.si compiace per l'assistenza economica e politica già fornita dai paesi nordici agli Stati del Baltico e sottolinea di attribuire grande importanza al fatto che la cooperazione baltica sia quanto più possibile ampia e comprenda anche il settore dell'ambiente;
27.si rallegra per il processo di adesione delle Repubbliche baltiche all'FMI e alla Banca mondiale, che devono svolgere un ruolo centrale nello sforzo di assistenza economica generale, e chiede all'FMI di concedere risorse complementari atte a far fronte al corrispondente onere finanziario;
28.ritiene che gli scambi di informazioni commerciali e economiche tra la Comunità e le varie Repubbliche baltiche, incentivando la cooperazione in tale ambito, possano contribuire in misura rilevante allo sviluppo economico delle repubbliche suddette, e ritiene pertanto necessario estendere le reti del BC Net e dell'Infocenter a ciascuna di esse;
29.chiede alla BERS di sostenere la privatizzazione delle piccole imprese nonché di studiare con particolare attenzione la possibilità di sostenere la ristrutturazione delle grandi imprese perché si possa procedere il più rapidamente possibile alla loro privatizzazione;
30.auspica che la Comunità e in particolare la BERS promuovano gli investimenti pubblici e privati nelle infrastrutture delle comunicazioni e delle telecomunicazioni, al fine di facilitare l'integrazione delle Repubbliche baltiche nel resto dell'Europa;
31.chiede alla Commissione di promuovere il partenariato tra le istituzioni della Comunità e gli Stati baltici nei settori della sanità, della cultura e dell'istruzione; auspica altresì che si intensifichi la cooperazione in materia di formazione e mobilità professionale, in coordinamento con la Fondazione europea per la formazione, a favore non solo dei giovani ma soprattutto dei quadri e dei lavoratori specializzati;
32.chiede che si studino con particolare attenzione gli aiuti alla formazione di dirigenti politici e di alti funzionari, essenziali per l'esistenza di istituzioni democratiche efficienti;
DIRITTI DELL'UOMO E DELLE MINORANZE
33.ricorda che il rispetto dei principi democratici e dei diritti dell'uomo, così come sono definiti nell'Atto finale di Helsinki e nella Carta di Parigi, costituiscono un elemento essenziale delle relazioni della Comunità e dei suoi accordi con gli Stati baltici;
34.ritiene che i diritti delle minoranze, in quanto parte dei diritti universali dell'uomo, debbano essere pienamente rispettati e protetti;
35.chiede alle autorità dei Paesi baltici di adottare tutte le misure necessarie per evitare che i residenti russofoni siano oggetto di prassi discriminatorie, in violazione dei principi di diritto internazionale sottoscritti dalle stesse Repubbliche baltiche;
36.ritiene che le persone appartenenti a una minoranza nazionale abbiano il diritto di godere, senza alcuna distinzione e su una base di uguaglianza, degli stessi diritti degli altri cittadini e che inoltre abbiano il diritto al rispetto e al mantenimento della loro identità, sia essa etnica, religiosa o linguistica;
37.ritiene altresì che tali persone, fermi restando i diritti di cui godono come minoranza nazionale, debbano a loro volta rispettare la legislazione nazionale e assumersi lealmente gli obblighi derivanti dal loro status di cittadini;
38.ricorda alle autorità baltiche e ai rappresentanti delle minoranze, fra cui quella russa, polacca, bielorussa e ucraina, che è loro interesse comune ridurre le tensioni interetniche e sociali attraverso il dialogo e il rispetto degli accordi e delle dichiarazioni internazionali che promuovono e tutelano i diritti dell'uomo;
39.ritiene che sarebbe opportuno accordare la cittadinanza a tutte quelle persone che esprimono la volontà di divenire cittadini del paese in cui vivono e accettano lealmente gli obblighi derivanti dal loro status di cittadini;
40.si rallegra per il fatto che in Lituania e in Estonia si siano già svolte elezioni;
41.deplora che la legge sulla cittadinanza approvata in Estonia abbia impedito ai cittadini russi stabilitisi in Estonia durante il dominio sovietico di partecipare alle elezioni del gennaio 1993, in quanto ciò ha dato il risultato di lasciare circa un 38% della popolazione senza alcuna rappresentanza parlamentare;
42.si rallegra per il dibattito svoltosi in Lettonia sul tema della cittadinanza, sfociato nella presentazione di proposte meno escludenti e si augura che la legge sulla cittadinanza che dovrà essere approvata rispetti appieno gli impegni internazionali sottoscritti dal governo lettone in materia di diritti civili, sociali ed economici;
43.accoglie con soddisfazione il fatto che in tale paese siano state fissate le elezioni per il 5 e 6 giugno 1993; chiede alle autorità lettoni di garantire la corretta applicazione dei regolamenti e delle procedure amministrative previsti per l'iscrizione della popolazione, onde impedire qualsiasi arbitrarietà per quel che riguarda i residenti di origine non lettone, che comporterebbe, come conseguenza, l'esclusione degli stessi dal processo elettorale in corso;
44.ritiene che l'adozione da parte della CSCE di una Carta delle minoranze, che preveda l'esistenza di meccanismi di vigilanza per la soluzione delle controversie tra cittadini e stato e sia obbligatoria per tutti gli stati, contribuirebbe in modo notevole a salvaguardare i diritti delle minoranze presenti nelle Repubbliche baltiche;
45.si rallegra per la decisione presa dalla CSCE nel corso del Vertice di Helsinki nel 1992 di creare un Alto Commissariato per le minoranze nazionali onde prevenire possibili conflitti, condanna quanti sollecitano l'espulsione delle minoranze presenti nelle Repubbliche baltiche e ritiene che qualsiasi iniziativa governativa in tal senso dovrebbe automaticamente determinare la sospensione degli aiuti e dell'assistenza comunitari;
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46.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione ai Presidenti dei governi di Estonia, Lettonia e Lituania, al Presidente della Federazione russa, al Presidente della Bielorussia, al Presidente dell'Ucraina, al Consiglio d'Europa ed ai governi degli Stati membri;
47.incarica parimenti il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione e chiede a queste istituzioni di informare la commissione parlamentare competente sul seguito dato alle richieste e raccomandazioni contenute nella risoluzione.